domenica 1 febbraio 2026

IL NOSTRO CORPO

Oggi vi faccio giocare di fantasia. Immaginate il vostro corpo come se in trasparenza fosse possibile vederne i sistemi di cui è composto, un po' come nell'immagine qui accanto che però ne mostra solo tre, nervoso linfatico e circolatorio, perché non sono riuscito a trovarne una che mostrasse anche gli apparati digerente muscolare scheletrico eccetera. E ora immaginate di vendere uno o più di questi apparati o sistemi a un altro, che garantisce che li lascerà al loro posto a svolgere la loro funzione, anche nel suo interesse altrimenti morirebbe il suo acquisto assieme all'ex proprietario, ma gestendoli efficientemente e magari redditiziamente, a differenza di quanto oramai faceva il vostro vecchio corpaccione. Si lo so che non è perfetta, che qualcuno ha già iniziato ad alienare il proprio sistema neurosensoriale attraverso lettori che da esterni diventano interni convinto che la cosa rechi più vantaggi che rischi, e che l'habeas corpus ha chiuso la sua parabola con la pantomima della pandemia, ma io stavo facendo una metafora.

Aiutatemi, se uno Stato-Nazione è come un corpo umano, a cosa corrispondono la sua rete ferroviaria, elettrica, delle telecomunicazioni, sanitaria, scolastica, aeronavale, idrica, di presidio ambientale e del territorio, di pubblica sicurezza, giudiziaria, eccetera? Non importa che siate in grado di disegnare una tabella con corrispondenze biunivoche e inequivocabili, basta che abbiate capito l'antifona. Le privatizzazioni, non a caso partite con quella della Banca d'Italia e il suo divorzio dal Tesoro, hanno nel giro di qualche decennio ridotto il Paese a una gruviera con più buchi che formaggio: quasi niente di quello che era dello Stato, cioè della collettività, lo è ancora, anche se sembra svolgere le stesse funzioni, e se lo fa è per dissimulare e così impedire sollevazioni, mentre la sua vera funzione è arricchire il nuovo padrone a spese della collettività.

Si lo so che vi è scattato l'allarme che con tanta cura vi hanno installato in mente: "ecco il solito statalista veterocomunista ma quanto dobbiamo aspettare perché anche l'ultimo di questa generazione di privilegiati passatisti tiri le cuoia lasciando che il futuro faccia il suo corso senza doverci subire le sue lamentazioni!". Personalmente non so ancora per quanto, ma proprio per questo lo ritengo una specie di dovere civico (e non sono solo...). Uno Stato non è più sovrano se, grazie agli uffizi di criminali che prima gli hanno tolto il potere primigenio di stampare moneta poi hanno fatto diventare assioma la menzogna che per sopravvivere doveva vendersi i pezzi, non ha più quasi nessun sistema o apparato vitale, e si appresta a togliere quel quasi. E se lo Stato non è più sovrano, visto che la formula del Potere prevede che al numeratore ci sia sempre qualcuno o qualcosa, mentre al denominatore ci siamo noi anche se ci hanno fatto credere alla menzogna chiamata democrazia, chi è il sovrano?

Allora facciamo un altro gioco. Scoppia una guerra. Meglio: la terza guerra mondiale a pezzi (cit.) riunisce i pezzi fino a includerci, sembra impossibile ma è un attimo e accade. Morti distruzioni eccetera per tot anni poi finisce. Non serve molta immaginazione basta voltarsi in giro. Voi siete tra quei pochi illuminati che si trovano a gestire l'ingrato ma vitale compito di ricostruire, ed è ininfluente se avrete aiuti esterni o meno: ripartite da zero. Da dove ripartite? Una banca centrale che stampi moneta sovrana nella quantità che serve (non così poco da lasciare cose essenziali non ricostruite, ma non così troppo da innescare inflazione e svalutazione), esatto, e con quella: strade, ferrovie, porti, aeroporti, case, argini, crinali, boschi, acquedotti, reti informatiche, centrali elettriche (da noi, soprattutto idroelettriche), servizi pubblici, polizia, eccetera, e non le ho scritte in ordine temporale o di importanza ma solo per come mi sono venute in mente. Il corpo di uno Stato sovrano non è come il mio o il nostro, è come quello del ballerino del dottor Frankestin, può tornare in vita. Si. Può. Fare.

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