LADY PREQUEL

Totalmente avulso dal politically correct come solo un artista
del suo calibro può essere, Ken Loach ha così commentato la
notizia della morte della Iron Lady: "Privatizziamo il suo funerale,
facciamo un'asta e accettiamo l'offerta più economica. È quello
che avrebbe voluto
." Poco dopo, ha ricordato che la tipa definiva
Mandela un terrorista e Pinochet un paladino della democrazia...
Chissà se Madre Natura, che tramite la sua esecutrice Atropo ha ieri fatto il suo dovere nei confronti di Margareth Thatcher, vuole così darci un segno, di seppellire con lei le idee di cui si era fatta prima promotrice, e che sono la causa profonda della crisi odierna. Se vogliamo capire da dove nascono, infatti, i problemi che ci affliggono, non basta vedere e rivedere fino ad analizzarlo sequenza per sequenza il film che prende le mosse dagli errori basilari nella costruzione dell'area-Euro e arriva, tramite gli eccessi di finanziarizzazione dell'economia e la crisi conseguente, alla trappola di rigore e depressione in cui viviamo. Bisogna andarsi a vedere il prequel, cioè come e perché a fine anni 70 due colonne del capitalismo mondiale finirono in mano a due ottusi killer, fermamente convinti che il monetarismo neoliberista fosse la cura alle distorsioni che la crisi petrolifera aveva finito per apportare al modello keynesiano (che ci aveva fatto uscire dalla Grande Depressione e dal baratro del dopoguerra, consegnando una grossa fetta d'umanità alla più rapida e consistente crescita delle condizioni materiali di vita nella storia del pianeta), indifferente del costo in termini di vite umane che quella cura costava. Fu così che la Lady di Ferro si guadagnò il suo soprannome, emulata in America dal suo compare Ronald Reagan: mentre quest'ultimo si dedicava alla posa degli euromissili, prima pietra dello strozzamento economico del blocco comunista, Maggie si trastullava nelle Falkland, mentre entrambi sul fronte interno tagliavano le tasse ai ricchi e i sussidi ai poveri, indifferenti dei morti di fame (per povertà o per protesta) come degli scioperanti.
Il modello poté avere successo proprio perché saccheggiò le ricchezze accumulate dal precedente, ma, mentre quasi tutti restarono convinti della sua bontà in assoluto e quindi continuarono e continuano ad applicarlo anche durante la crisi, che esso invece non può che approfondire, pochissimi lo capirono. Tra questi, un folle (profeta come tanti folli) come Roger Waters, che alla Thatcher dedicò un paio di pezzi del suo The final cut, che è assieme il suo primo album e l'ultimo dei Pink Floyd "veri". In The post war dream, infatti, le dice:
che abbiamo fatto? Maggie, che abbiamo fatto all'Inghilterra?
dovremmo gridare, dovremmo urlare "
che è successo al sogno del dopoguerra?"!
oh Maggie, Maggie, che abbiamo fatto?
Oggi non resta che voltare pagina, tornare al modello keynesiano su scala europea, rifare l'Unione azzerando questo Euro e rimettendone un altro ma come obiettivo finale di un processo venti/trentennale di equiparazione guidata dei parametri economici fondamentali. O si fa questo, o il sogno dell'Europa unita finirà in tragedia, prima lo si capisce meglio è. Atteso che questo Presidente sarebbe da incriminare per attentato plurimo alla Costituzione e mandare in galera, non fosse che l'anagrafe suggerisce che la Moira di cui sopra stia già affilando le forbici anche per lui, occorre accordarsi per un nome di altissimo profilo al Quirinale, che inchiodi Grillo dando l'incarico a lui o chi per lui con mandato di rinegoziare tutti i recenti trattati UE. E' una strada stretta e difficile, ma è l'unica che porta fuori dal tunnel. Tutte le altre porteranno alla rovina, il "governissimo dell'inciucio" lo farà via TAV.

1 commento:

Gino Cugliandro ha detto...

Ovviamente poco dopo Lameduck ha postato un pezzo sullo stesso argomento con tesi simili ma dette meglio:
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2013/04/ci-vorrebbe-una-thatcher.html

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