venerdì 11 gennaio 2019

VACCHE, BUFALE E SCIMMIE

Quelli che la fanno semplice (col pensiero altrui, perché col proprio la complicano proprio per camuffarne la reale inconsistenza) hanno sempre bollato Grillo e i grillini come no-vax, e ora che Beppe si arruola tra gli "anti-terrapiattisti" ne denunciano la presunta clamorosa incoerenza. Il bello è questa viene rilevata sia da chi coi no-vax ci è stato sempre, e magari pure coi terrapiattisti, e pazienza non si può pretendere da tutti un ragionamento articolato, sia da chi, ancora sostenitore di un partito che dopo aver distrutto (e venduto allo Straniero) l'Italia ha iniziato a dissolversi, passa ormai il tempo ad attaccare chi oggi tenta di ripararne i danni, accusandolo di tutto e del contrario di tutto: ad esempio, se non prende le distanze da quelli che vedono complotti dovunque (e ridicolizzano così, alla fin fine, chi denuncia i veri complotti seriamente e scientificamente) è anch'egli un complottista, se le distanze le prende invece è incoerente. Fare pace col cervello, se non col proprio destino di estinzione politica, no?
I fatti. La posizione del movimento 5 stelle sui vaccini è sempre stata più o meno questa: non contestiamo che il principio sia valido, e che molti di essi siano utili e consigliabili, ma siamo contrari alla loro imposizione massiccia per legge. Oggi Grillo, costretto a rispondere a chi lo attacca, ribadisce essenzialmente la stessa identica posizione. Ora, io al suo posto non avrei comunque messo la mia firma accanto a quella di personaggi discutibili, ma queste sono valutazioni di opportunità personale e politica e ognuno si fa le sue, avrà calcolato che il vantaggio di togliere agli avversari l'arma retorica di arruolarlo tra chi nega l'evidenza scientifica è superiore allo svantaggio di poter risultare un traditore agli occhi dei più semplici, diciamo così, dei sostenitori del movimento da lui creato. Se ha sbagliato il calcolo ne pagherà le conseguenze. Ma a chi lo segue da anni con l'attenzione critica e analitica che merita non sfugge quanto da me poc'anzi affermato, arruolandomi nella schiera dei suoi difensori senza che lui ne abbia bisogno: l'incoerenza non sussiste.
D'altronde, approcciandosi ai miei post sull'argomento con la stessa superficialità con cui si è stabilità l'identità "critica all'obbligatorietà dei vaccini = no-vax", non si fatica ad appiccicare anche al sottoscritto quest'ultima etichetta. Ma invece leggendomi con attenzione si scopre che mentre i no-vax sono anche fautori di bufale patentate come l'omeopatia, io da sempre trovo perfettamente conciliabile criticare sia chi pretende obbligare tutti a vaccinarsi per tutto sia chi pretende che il SSN paghi dei prodotti che ad un'analisi chimica non contengono che eccipienti. Guidato dal metodo scientifico, infatti, pretendo che siano delle sperimentazioni a doppio cieco, che siano libere da condizionamenti e pressioni economiche, a decidere se e quanto una cura è efficace e se e quanto invece è dannosa. Finché le autorità sanitarie sono libere da condizionamenti politici ed economici, e dove nel mondo in qualche misura lo sono ancora, cioè da noi fino a ieri e quasi dappertutto altrove ancora oggi, i vaccini obbligatori sono 3 o 4: quelli che sicuramente non fanno male, e sicuramente sono efficaci contro malattie sicuramente pericolose e a sicuro rischio di epidemia (non il morbillo, per capirci). E finché i produttori di preparati omeopatici non dimostrano che questi sono efficaci più del placebo, e per farlo accettano di sottoporli ai protocolli previsti per entrare nel prontuario (si sono sempre rifiutati: e ti credo...), chi vuole è libero di spendere quello che vuole per curarsi con acqua fresca e/o zucchero, ma non può pretendere che le sue "cure" gliele paghi la collettività. E' semplice. E Grillo ha sempre più o meno detto queste cose. Invece, chi è un paladino dell'omeopatia passata dalla mutua, secondo me quando scrive che i vaccini sono tutti veleno e sono imposti perché è tutto un magna magna rovina, e non certo aiuta, le posizioni critiche alla loro obbligatorietà indiscriminata espresse con intelligenza.
Per non passare per l'avvocato di sto cavolo, ecco che chiudo invece criticando il governo per una cosa seria: la decisione di rimandare, riportata dai TG ma poi bisogna vedere esattamente di quanto, quota 100 e reddito di cittadinanza. Se alla fine salta tutto, non dite che non l'avevo detto. O si riprende in mano, in un modo o nell'altro, la sovranità monetaria e di conseguenza la possibilità di attuare davvero la politica economica di cui gli elettori hanno dato mandato, o sono finiti il governo gialloverde, l'Italia e la democrazia.
...
P.S. Oggi è vent'anni che siamo senza De André. Lo dico in poche righe perché ovviamente invece sul web e in TV ve l'avranno fatta a pignolata, con citazioni pescate da ciascuno secondo il suo obiettivo. Tra queste, spiccano quelle sugli ultimi e i diversi, strumentalmente usate per criticare l'azione governativa sui migranti. Criticare è cosa buona e giusta, ma abusando di chi non può più fornire interpretazione autentica non è proprio correttissimo... A me piace pensare che Faber oggi sarebbe schierato con Grillo, non solo per la concittadinanza, ma non posso dimostrarlo quindi fate conto che non l'ho detto. Ma quando Faber cantava dei polacchi ai semafori aveva capito e denunciava qual'era il gioco del Capitale, e oggi che il piano di livellamento verso il basso delle retribuzioni è riuscito con l'est europeo forse canterebbe le stesse cose degli africani. Senza perdere la pietà per le persone, ovviamente, ma senza perdere di vista i processi di cui esse sono pedine. Come nel suo verso più tragicamente attuale, che spiega in una riga cos'è l'Unione Europea (perché i poeti, quelli veri, le cose le capiscono prima):
la scimmia del Quarto Reich ballava la polka sopra il muro
e noi che eravamo sotto le abbiamo visto tutti il culo

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