domenica 11 gennaio 2026

UN IRANDIDIDDIO

Come con Internet abbiamo perso la capacità di documentarci in biblioteca o emeroteca, così con l'AI perderemo la capacità di spulciare Internet alla ricerca non dico della verità, che quella non esiste e comunque non è mai in chi ti dice di possederla, ma almeno di narrazioni dissonanti, agli estremi della curva gaussiana, dal coro dominante e dalla prima risposta dei motori a trazione AI.

Pasbas, essendo ancora più anziano di me, si esercita invece ancora nell'esercizio della propria pazienza e delle proprie residue facoltà intellettive per cercare spiegazioni e letture che non sentirete al TG o nei programmi di sedicente approfondimento televisivo. E siccome questa è la ragione sociale primigenia di questo blog, lo ringraziamo e pubblichiamo una serie di spigolature a proposito dell'IRAN.

Io sull'argomento continuo a pensarla come qualche anno fa (chi vuole legga qua), e resto sempre in attesa che il mio vecchio amico iraniano, che so che mi segue, si decida a mettere nero su bianco la sua visione e i suoi ricordi, che sarebbero di prima mano quindi ancora più preziosi per me e per voi se credete.

Intanto leggiamoci da Pasquale quello che ci racconta sull'ennesima declinazione del teorema per cui democrazia è quando vince chi piace a noi, a pochi giorni dall'ennesima meno una.


Secondo il NY Times gli USA si preparano ad un attacco a breve contro l'Iran; la giustificazione è sempre la stessa, il popolo chiede democrazia e noi gliela portiamo. Tra le opzioni c'è quella di non colpire obiettivi militari ma piuttosto i luoghi simbolo del potere civile. Colloqui Netanyahu/Rubio per coordinare l'attacco mentre Trump sottolinea i successi degli attacchi della scorsa estate. Le manifestazioni di protesta sono esplode improvvisamente in tutto il Paese a causa della forte inflazione e dell'aumento dei prezzi, il governo di Teheran cerca di reprimere le proteste. Le organizzazioni umanitarie parlano già di decine di morti, Iran International riporta che le forze di sicurezza usano proiettili veri contro la folla. Da filmati usciti clandestinamente dall'Iran si vedono sacchi contenenti cadaveri, fonti non ufficiali stimano che il numero delle vittime sia di duemila circa, ma è impossibile confermare i dati a causa del completo blackout di Internet. Khamenei afferma che il governo manterrà la sua linea di fermezza nei confronti di queste proteste. Alla domanda "cosa faranno ora gli USA", in conferenza stampa Trump ha risposto che in Iran i manifestanti hanno conquistato diverse città e che se proseguirà la repressione governativa e verranno uccisi dei civili gli usa non invaderanno l'Iran ma colpiranno pesantemente e dove fa più male. Gli ufficiali usa dicono che verranno severamente colpiti gli apparati della sicurezza, ma alcuni considerano che un attacco all'Iran potrebbe rivelarsi un boomerang facendo tornare il consenso nei confronti del governo. [Fonte Time of India]

L'Iran ha avvisato di controattacchi contro i sionisti e le basi USA se dovesse esserci un attacco a Teheran. Sono stati arrestati circa 200 manifestanti nelle ultime ore; durante i disordini in molte città sono stati incendiati edifici pubblici, il procuratore generale dice chi è coinvolto nei disordini sarà condannato a morte. Le linee telefoniche e Internet sono state messe fuori servizio. Secondo Tahid Asadi (inviato da Teheran di Al Jazeera) il capo della polizia ha dichiarato che il livello dello scontro si è intensificato e che il governo ha tracciato una linea rossa tra chi protesta e chi è da considerare un rivoltoso, secondo Khamenei un sabotatore. Il portavoce del parlamento Muhammad Ber Kalib ha dichiarato che le proteste sono giustificate vista la grave crisi economica e che gli iraniani hanno diritto di protesta. Parole di fuoco invece contro USA e sionisti. [Fonte Al Jazeera].

La verità su cosa accade realmente è venuta fuori da Pompeo, ex capo della CIA, che ha dichiarato “Buon anno nuovo ad ogni iraniano nelle strade. E anche ad ogni agente del Mossad che gli passeggia accanto.“ La cosa ha radici antiche, nell'alleanza dello shah con gli USA che faceva di lui il leader della nazione più potente della regione. Il suo servizio segreto Savak, formato e addestrato dai famigerati Mossad e CIA, aveva il compito di azzerare la dissidenza. In cambio veniva consentito il libero accesso alle aree petrolifere a assicurato il controllo poliziesco sull'intera regione. Nel 1964 però la Capitolation Law (imposta dagli USA) innescò la rabbia popolare: garantiva agli statunitensi in Iran la piena immunità giudiziaria. Questo generò il forte sentimento anti-USA che ancora è presente nella maggioranza degli iraniani. [Fonte prof Marandi, Università di Teheran]

Ayatollah Khamenei accusa gli usa di soffiare sul fuoco della rivolta interna e che le proteste sono orchestrate da interessi esterni al Paese. Accusa i rivoltosi di distruggere il proprio paese per fare felice il presidente di un altro stato. I media iraniani hanno riportato l'arresto di 200 uomini accusati di terrorismo e di essere tra gli organizzatori della rivolta. Sono stati trovati in possesso di armi di vario genere; a seguito di questo la violenza delle proteste di sarebbe attenuata. Khamenei ha ordinato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie il massimo stato di allerta. In un'intervista al Telegraph un ufficiale iraniano ha detto che lo stato di allerta è superiore a quello dichiarato durante l'attacco sionista. La fiducia di Khamenei è nelle forze speciali in quanto la loro fedeltà è stata sempre assoluta, mentre altre forze di sicurezza si sono fratturate al loro interno. Secondo un funzionario iraniano Khamenei ha messo il suo futuro nelle mani di IRGC in quanto coinvolti in molti organi del sistema e costituiscono il vero pilastro leale dello stato. Inoltre le città sotterranee dei missili sono state attivate, l'Iran è pronto a fronteggiare le minacce interne come quelle esterne. Le voci di una resa del leader in caso di peggioramento della situazione sono da considerare false: la ritirata non è considerata un'opzione

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