l'Argentina che vince (hasta la victoria siempre) la sua prima coppa Davis con sugli spalti a tifare uno che ha passato la vita a dilapidare il suo indicibilmente immenso talento portandosi appresso il Che tatuato, quell'Ernesto Guevara che uno pensa cubano prima di ricordare che invece era appunto argentino. Quell'Argentina che ha guidato l'ultima ondata di ribellione all'Impero, che magari adesso è in riflusso ma negli ultimi 15 anni ha dimostrato che la cosa è possibile, non solo a Cuba.
Su Fidel Castro avrete letto e sentito in questi giorni fiumi di parole. Perciò sarò, una volta tanto, breve (con qualche link da seguire per chi non si accontenta). Aveva 30 anni quando ha affrontato e sconfitto (e prima ancora, pensato di poterlo fare senza neanche sapere sparare) la prima potenza mondiale e la sua mafia, si forse non ce l'avrebbe fatta se non ci fosse stata la seconda dalla sua parte, ma ha resistito per altri decenni dopo la dissoluzione di quest'ultima. Ci fosse un solo trentenne con la stessa statura e metà del coraggio oggi in Italia, ad esempio, l'Italia avrebbe una chance. Comunque, con un nemico di quella forza economica militare e propagandistica, non poteva riuscirci senza quella che vogliamo chiamare la sua dittatura (quelle imposte in tutto il sudamerica dagli USA invece?). La quale quindi, come tutte le difficoltà materiali che hanno dovuto affrontare i cubani per decenni, è da considerarsi conseguenza dell'embargo e della strategia USA, mentre le indiscusse conquiste sul piano sociale sono avvenute nonostante l'embargo e la strategia USA, figurarsi altrimenti.
Ah, quelli che oggi sputano su Castro sono gli stessi che hanno fatto un santino di Mandela. Che senza Castro sarebbe morto in prigione....
lunedì 28 novembre 2016
venerdì 25 novembre 2016
POLLU
Se vivi in una grande città, i tuoi figli sanno come è fatto un pollo solo grazie ai cartoni animati, altrimenti potrebbero credere che sia un essere mitologico con tante cosce, un petto, e qualche aluccia. Se da bambino avevi una nonna con le galline che ogni tanto a una gli tirava il collo (a proposito, è la parte più buona) e la spennava a mani nude (e più spesso ti dava le uova calde di culo da zzucare), e l'altra che non le aveva ma ti portava a comprarle in un posto dove razzolavano e te la sceglievi viva, allora sei fregato: se talvolta, anche se molto raramente, ti azzardi a fare il pollo al forno con la confezione di cosce e sovraccosce presa al supermercato, il brodo di pollo no, quello neanche ti viene in mente.Brodo di pollo
Ragion per cui le ricette seguenti, specie la prima (la seconda in ogni caso aiuta, e molto, essendo alquanto diversa dalla prassi ordinaria), se non riesci in qualche modo a reperire un pollo vero, uno che ha fatto una vita felice prima di morire come tocca a tutti noi, non daranno un buon risultato nemmeno se applicate alla virgola.
Metti a bollire una pentola con tutti gli ingredienti assieme.
Lascia bollire il tutto fino a cottura della carne.
Volendo, cuoci nel brodo dei ditali piccoli, o altra pasta piccola a piacimento.
...
Ingredienti
- 2 cipolline
- 1 pomodoro pelato
- prezzemolo
- 1 pollo
- sale
Lava ‘u pollu bellu pulitu, tagghialu a mosra, e mentilu ‘nti na cassarola r’acqua cu ddu cipuddi picciriddi sani, na pelata, nu pocu ‘i putrusinu, e na pizzicata ‘i sali.
‘A carni è fatta quandu si japri sula sula e non è rosa r’intra, allura ‘a po’ stutari.
Caccia ‘u pollu (si vvoi, t’u po’ fari a ‘nzalata cu ddu pumarora) e cala ‘a pasta (iiritaleddhi).
Pollo al forno
Taglia le patate a tocchi e sistemale in una teglia attorno al pollo, precedentemente pulito, meglio se sbollentato, parzialmente spellato, e tagliato a pezzi.
Aggiungi due spicchi d’aglio grandi pelati e tagliati a metà, in punti diversi della teglia, quindi i pezzi sparpagliati del pomodoro pelato, sale, un pizzico di pepe nero, e una manciata di rosmarino.
Cospargi il tutto di un filo d’olio d’oliva, e metti un dito d’acqua.
Mettilo in forno caldo; a metà cottura gira il pollo e le patate.
...
Ingredienti
- un pollo
- tre o quattro patate medie
- due spicchi d’aglio
- sale
- olio extravergine d’oliva
- un pomodoro pelato
- rosmarino
- pepe nero
Lava i patati e tagghiali a mmorsra rossiceddhi.
‘U pollu è megghiu si facisti prima ‘u broru, chi è già bbugghiutu, annunca ‘u po’ mentiri puru cruru.
Mentili tutt’i ddui mbrischiati nt’a teglia, e ggiungici na pumaroru, du agghi rossi tagghiati a mità, ‘u sali, na stampa ‘i spezzi, e si vvoi nu pocu i rosmarinu. Apoi mentinci un ghiritu r’acqua, e l’ogghiu an giru an giru.
Zzicculu nt’o furnu già caddhu, e dopu un pocu vota ‘u pollu e ddanci na rimiscitiata ‘e patati.
giovedì 24 novembre 2016
ALTROVE, APPUNTO...
Tra i siti in colonna sinistra, sotto l'etichetta "Controinformano davvero", fino a ieri c'è stata una testata per me, e credo non solo per me, gloriosa. Contrappunti.info, infatti, è nata nei primi anni duemila, un'epoca in cui non erano ancora diffusi i blog, ad opera di uno dei pionieri della comunicazione pubblica in Italia, il mio amico (e già il fatto di poter scrivere "mio amico" è per me un onore autoremunerante) Giancarlo Fornari, per continuare a portare avanti i propri valori dal di fuori di un'amministrazione pubblica che avendo scelto un sistema di valori diametralmente opposto aveva molto volentieri fatto a meno di lui.
Il contrappunto in teoria musicale è "la presenza, in una composizione o in una sua parte, di linee melodiche indipendenti che si combinano". Non stupisce la scelta di Fornari di questo nome per la sua rivista, dunque, convinto come era che la libera dialettica fosse il presupposto ineludibile della vera democrazia - nonché attratto dall'assonanza con quella controinformazione di cui allora si cominciava ad avvertire l'esigenza (anche se il dominio berlusconiano sui media era meno granitico di quello renziano di oggi). Chi la seguiva (centinaia i contatti giornalieri, talvolta migliaia) sapeva di poterci trovare il controcanto della narrazione dominante, le bacchettate sulle dita dei personaggi pubblici, le battaglie civili e democratiche magari neglette altrove - e sapeva che se ci avesse trovato l'approvazione o anche l'elogio dei potenti sarebbe stato meritato (quanto appunto raro).
Non so neanche bene per quali percorsi Contrappunti sia finita a essere un sito di recensioni di spettacoli teatrali e eventi culturali romani: andato a male il tentativo di organizzarci, un gruppo di amici di più o meno lungo corso, per continuarne la linea editoriale, ho smesso di seguirne le vicende, ma, nonostante il sito non controinformasse più neanche per finta, ho lasciato il link lì, finché sotto la testata era rimasta la scritta "fondata da Giancarlo Fornari". Lo tolgo ora che ci hanno lasciato solo "rivista di approfondimento culturale", non so se perché si sono resi conto, o se è qualcuno che glielo ha fatto notare, che questa Contrappunti non ha più niente a che vedere con la sua, che era ingiusto fare riferimento a qualcuno quando della sua ispirazione nella linea editoriale non c'è traccia (queste schifezze lasciamogliele fare all'Unità, tanto il PD non si vergogna di niente). Se volete ancora seguirla, cercàtela altrove, qui ad esempio, almeno nelle intenzioni - nei risultati, se GF fosse vivo, mi bacchetterebbe tutti i giorni...
Lo spunto per un ultimo invito a consultarla, e quindi per questo post come dicevo all'inizio, me lo ha dato proprio questa parolina, altrove, nel titolo di una commedia che se riesco vado a vedere, anche perché ci recita un mio vecchio amico, fratello minore di un mio vecchissimo amico, che finora non ha mai deluso, né me né il suo crescente pubblico sia teatrale che cinematografico. Se siete a Roma, andate a vedere Massimo De Lorenzo al Piccolo Eliseo entro il 27 novembre. Se siete altrove, spiace per voi...
mercoledì 16 novembre 2016
CARNI A GGENUÌSA
Sugo alla genovese
Friggi le patate tagliate a spicchi molto grandi.
In una casseruola larga e bassa, soffriggi leggermente la cipolla, aggiungi e rosola la carne (se pollo o capretto, meglio precedentemente sbollentata, in ogni caso alla fine sfumala col vino), quindi poca passata di pomodoro e le patate fritte; copri con acqua, metti sale e pepe.
Cuoci a fuoco lentissimo e senza coperchio, fino a che il sugo non si restringe.
Le linguine vanno cotte a parte e condite al piatto con il sugo, un paio di patate, ed eventualmente dei piselli.
...
Ingredienti
Nta na cassarola larga e mbascia, suffrìi ‘a cipuddha, ma no assai, menti ‘a carni, e votala e girala nzina a quandu si faci, ma no assai chi ddiventa rura; si è ‘u pollu chi ti rristau r’u bbroru, è già bbugghiutu: megghiu, cusì s’avi a fari ‘i menu.
Si ti pari chi puzza, speci si è crapettu, spumala c’u vinu.
Mentici a pumaroru (pocu: tipu ddui o tri pelati passati a setacciu) e ppoi sistema belli puliti i patati an giru an giru, e cumbogghia tuttucòsi cull’acqua.
Mentinci sali e spezzi e lassulu cunsumari scumbigghiatu a focu lentu lentu.
‘A pasta è bella linguini, megghiu ancora c’a pisella ‘i supra.
Friggi le patate tagliate a spicchi molto grandi.
In una casseruola larga e bassa, soffriggi leggermente la cipolla, aggiungi e rosola la carne (se pollo o capretto, meglio precedentemente sbollentata, in ogni caso alla fine sfumala col vino), quindi poca passata di pomodoro e le patate fritte; copri con acqua, metti sale e pepe.
Cuoci a fuoco lentissimo e senza coperchio, fino a che il sugo non si restringe.
Le linguine vanno cotte a parte e condite al piatto con il sugo, un paio di patate, ed eventualmente dei piselli.
...
Ingredienti
- pollo, oppure capretto, o anche fettine di manzo
- patate
- passata di pomodoro
- cipolla
- olio extravergine d’oliva
- 10 cl di vino bianco
- sale
- pepe nero
Nta na cassarola larga e mbascia, suffrìi ‘a cipuddha, ma no assai, menti ‘a carni, e votala e girala nzina a quandu si faci, ma no assai chi ddiventa rura; si è ‘u pollu chi ti rristau r’u bbroru, è già bbugghiutu: megghiu, cusì s’avi a fari ‘i menu.
Si ti pari chi puzza, speci si è crapettu, spumala c’u vinu.
Mentici a pumaroru (pocu: tipu ddui o tri pelati passati a setacciu) e ppoi sistema belli puliti i patati an giru an giru, e cumbogghia tuttucòsi cull’acqua.
Mentinci sali e spezzi e lassulu cunsumari scumbigghiatu a focu lentu lentu.
‘A pasta è bella linguini, megghiu ancora c’a pisella ‘i supra.
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