venerdì 3 aprile 2015

E IO NON CI CREDO

Pensatela come vi pare, io sento puzza di capro. Con la O.
Le dimensioni di una tragedia impongono a chi senta l'urgenza di commentarla una pausa di riflessione ad esse proporzionale. Guardando in TV le torri gemelle andar giù a velocità compatibili solo con una demolizione controllata colsi subito che c'era qualcosa che non quatrava, ma iniziai a realizzare l'inganno quando tirarono fuori da quelle macerie immani i documenti cartacei dei presunti terroristi passati indenni a temperature sufficienti perà secondo loro a fondere travi di acciaio larghe così, per poi cominciare a credere al complotto (e quindi informarmi presso tutte le fonti che lo denunciavano come tale, chiamate "complottiste" secondo l'efficacissimo uso del paradosso semantico che fanno i pubblicitari, quando invece sarebbe più giusto "anticomplotto") quando di fronte a un presunto commando composto quasi interamente di sauditi si decise la guerra contro l'Afghanistan, cosa che sarebbe stata assurda anche se fosse stato vero che il presunto mandante dell'attentato si nascondeva li. Oggi, alle tesi ufficiali sull'undici settembre non ci crede nemmeno Clint Eastwood in un film da troppi bollato come propaganda destrorsa.
Purtroppo per me ho anche l'età per ricordare anche con quanta insistenza tutto l'apparato mediatico di allora, per quanto meno potente pervasivo e monocorde di quello attuale, ripetè da subito e per tanto tempo le tesi ufficiali dandole per scontate. Forse l'ho già detto, ma repetita "juve", a un certo punto ero quasi imparentato a un generale dell'aeronautica in pensione che era ancora vivo solo perchè la sera della tragedia di Ustica era in ferie, forse, visto che quelli in servizio a un certo punto hanno cominciato a morire di morti strane, prima di poter incrinare il "muro di gomma" raccontando qualcosa, eppure continuava a ripetere anche lui la versione ufficiale con veemenza proporzionale a quanto si andava dimostrando via via infondata. Ma a me da subito non quatrò la storia del Mig libico, e quelle che erano tesi fantasiose dei "complottisti" via via sono diventate verità storica, vedi come va il mondo.
Per questi e altri motivi, se voi volete credere che un pilota professionista può nascondere il proprio stato di salute mentale per anni al suo datore di lavoro, chiudersi nella cabina da solo e dirigere l'aereo verso le montagne con una manovra furba abbastanza da eludere ogni controllo, portando con se all'altro mondo 150 persone perchè la fidanzata lo stava lasciando, io non vi seguo. Io non so cosa sia successo, come potrei, ma a questa storia di Germanwings più la raccontano, più trovano evidenze stringenti (ma tanto evidenti che non si capisce come non siano saltate fuori prima) ad avvalorarla, meno io ci credo. Chiamatemi pure complottista, se vi fa comodo, ma mi pare una sceneggiatura manco tanto originale... Regia, mandate l'ampex....

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