sabato 17 gennaio 2026

TIPO DIESEL

Mesi fa ho acquistato (spendendo la metà rispetto a una di moda) un'auto a gasolio seminuova fino a che se ne trovavano, già oggi è più difficile domani sarà impossibile. Il mio meccanico dice che ho fatto bene, che il diesel è il motore migliore con maggiore efficienza più ecologico più economico e a maggior durata, e il multijet della FIAT è uno dei migliori motori diesel per autovetture mai costruito. Se sono fortunato, posso farci oltre 300mila chilometri, che per me se continuo così sono solo una decina d'anni ma intanto con un'altra alimentazione non ce li farei (il benzina va al doppio dei giri quindi dura la metà, e il GPL accorcia la vita dei motori a benzina, mentre le ibride più sono davvero tali più devono essere imbottite di diavolerie elettroniche che aumentando la complicatezza del sistema ne accorciano la vita complessiva). Ma se voglio farlo, se voglio ostinarmi a decidere con la mia testa quale sia la scelta migliore, e dico anche dal punto di vista ecologico (che complessivamente se tutte le auto durassero decenni e non ci fossero obsolescenza programmata e direttive europee una dietro l'altra con ben altre finalità rispetto alle dichiarate, sarebbe si la scelta migliore per l'ambiente), devo pagare di tasca: dal 1° gennaio una rimodulazione delle accise ha reso stabilmente (i primi avvisi ci erano già stati) più caro il gasolio della benzina, e mi sa che non è finita qua.

Il tutto fa parte di un progetto complessivo di "appiedamento" delle persone, laddove le virgolette indicano la progressiva e forzata rinuncia a tutte quelle prerogative di libertà individuale che la generazione dei nostri padri aveva strappato al capitalismo grazie a una guerra da risarcire e a un comunismo da evitare, mobilità privata in primis. Se così non fosse, se fosse davvero un afflato ecologista a muovere questi tiranni a quel punto illuminati, il verso del cambiamento dovrebbe essere l'opposto di quello che ci impongono: prima doto le città di mezzi pubblici sovrabbondanti e gratuiti, poi le chiudo al traffico; prima ricostruisco una rete ferroviaria statale con collegamenti capillari ed economici, poi lascio le autostrade ai camion e ai soli automobilisti che nonostante il treno da nord a sud a Natale ricosti poco (avete saputo a che punto sono arrivati?...) preferiscano raggiungere magari il paesello in autonomia; prima sposto via mare i trasporti lungo tutta la penisola, lasciando a medio/piccoli camion modulari il trasbordo capillare, poi aumento il gasolio e i pedaggi ai TIR che si ostinassero. Invece, non solo fanno l'opposto, ma ci aggiungono cose come il Ponte sullo Stretto che è in perfetta contraddizione con la tendenza anti-auto da loro stessi imposta e con l'auspicabile abbandono del trasporto gommato su lunghe distanze. E inoltre, costa talmente tanto che liquida l'argomento "non ci sono i soldi" per le proposte suddette e qualunque altro progetto di spesa vi venga in mente, dal rifacimento della rete idrica nazionale, al risanamento capillare del territorio italiano, a una pioggia di incentivi cash per chiunque ristrutturi la propria casa in chiave ambientalista e antisismica. Ma già, mi vedo la scena: uno propone - che so - di potenziare la sanità pubblica in modo da essere in grado di affrontare una eventuale nuova pandemia senza chiuderci in casa, loro rispondono "non ci sono i soldi", uno ribatte "prendete quelli del Ponte", e così via. Dovremmo fare così, per qualunque cosa. E invece.

Invece accettiamo supinamente che riempiano la città di piste ciclabili inutili, e deserte mentre le poche bici e i monopattini a noleggio circolano dove gli pare, strisce pedonali e marciapiedi compresi, senza rispettare alcun codice tanto sono inidentificabili. Il tutto a presunto (leggi: solo teorico) beneficio di pochi ricchi e anziani residenti al centro, e chi vive in periferia se non in campagna per non potersi permettere una casa più vicina si fotta, e paghi caro e amaro il carburante per il suo diesel, retrogrado che non è altro. Rileggiamoci assieme, allora, e riascoltiamolo, questo bel brano di Finardi, che circa 50anni fa salutava la nuova motorizzazione comprendendo la cesura sociale che rappresentava, a superamento dell'operaismo. Tra l'altro, l'album è prodotto da Tofani, quindi "suona" Area a sufficienza.

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