martedì 28 dicembre 2010

VOLA SOLO CHI OSA (MA IO CONSIGLIO IL PARACADUTE)

Volevo lasciare parecchi giorni l'articolo precedente in cima, perchè la morte di Giancarlo mi ha lasciato, ci ha lasciati in tanti (questo il saluto su Fiscooggi, la rivista telematica che ha creato nel 2001 con una piccola squadra di collaboratori tra cui il sottoscritto), senza altre parole e pensieri che non quelli che lo riguardano. Ma da un lato ho la sua voce dentro a spronarmi a guardare avanti, a continuare a tentare di svuotare col cucchiaino delle parole il mare d'ignoranza in cui si tenta di farci annegare tutti, dall'altro mi sono imbattuto su Facebook in una nota della mia amica Luciana Ognibene che già dal titolo (e poi a leggerla non solo da quello) sembrava quasi esigere di essere postata qui, subito dopo il saluto all'uomo che vola. Poichè la condivido in pieno tanto da poterla sottoscrivere, col suo permesso la pubblico, approfittando per segnalare il suo sito Vizio creativo a tutti, per conoscere meglio quello che fa questa donna di Qualità. Dove per qualità intendo quello che avevo riportato in questo vecchissimo post: tra l'altro, fare le cose talmente bene che da fuori nessuno possa dire se fate sul serio o giocate.
Piccole riflessioni ad uso e consumo di chi ha un sogno, da parte di una che cerca di realizzare i suoi senza pestare i piedi al prossimo.
Ti hanno insegnato che volere è potere.
Ti hanno detto che per far avverare un sogno, bisogna crederci davvero.
Ti hanno inculcato che se davvero desideri qualcosa, allora lo puoi ottenere.
Non è che non sia vero.
Se hai un sogno, ci devi credere, lo devi difendere, lo devi desiderare.
Senza questi presupposti, il tuo sogno rimane lì dov'è: a prendere polvere in un cassetto.
Quello che hanno dimenticato di dirti, è che volerlo non basta.
Non è sufficiente gettarsi allo sbaraglio e sperare che vada bene.
Se vuoi volare, accertati di avere ali abbastanza forti prima di fare il salto.
Sì, lo devi volere, ci devi credere e devi lottare.
Ma prima devi studiare, tanto.
E farti un mazzo che non finisce più.
E avere l'umiltà di accettare le critiche.
E la maturità di riconoscere i tuoi limiti.
E non aspettarti che qualcun altro possa fare i compitini a casa al posto tuo.
Non esistono scorciatoie, non esistono Bignami: c'è "solo" da lavorare sodo.
Cambiare il tuo nome su Facebook da "Mario Rossi" a "Mario Rossi Fireman", e distribuire biglietti da visita al tuo vicinato, non fa di te un pompiere, e se non sai come funziona un'autobotte e non hai mai usato un idrante, probabilmente alla prima occasione valida... ti scotterai, e di brutto.
Essere a corto di occasioni non è piacevole, ma c'è qualcosa di peggio.
Avere l'occasione, e non essere pronto: questo è il peggio che ti possa capitare.
Scusate il non piccolo e non innocente sfogo, è che sono particolarmente intollerante verso chi si dice "grafico" e fa i biglietti da visita con Photoshop, chi pretende di fare il "programmatore" e fa i siti web con Word, chi si spaccia per "fotografo" e non sa come si usa un flash da studio... insomma quelli che cercano una scorciatoia per tutto quello in cui io e pochi altri imbecilli abbiamo investito tempo e denaro solo per studiare, studiare, studiare e cercare di capirci qualcosa. Non ce l'ho con voi, giuro. Lo sto dicendo per il vostro bene: studiate, studiate, studiate.
Sinceramente, Lu
NB Commenti e riflessioni sempre ben accetti, non siate timidi. Non sono cattiva: è che mi disegnano così (©J. Rabbit)

1 commento:

Lulù ha detto...

Grazie! Mi sento come se avessi contribuito anch'io (involontariamente) a salutare una grande persona, la qual cosa MI ONORA!

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