LARI MIEI

Nonna Carmela per chi legge questo blog, e anche per molti dell'ambiente salsero romano e per gli amici umanisti e anche per i diretti interessati della Guinea, è la protagonista di un libro di ricette scritte in riggitano con testo italiano a fronte. Per chi lo scrive, è un Lare, il dio della saggezza primitiva e istintiva cui rivolgersi al momento del bisogno. Per farvi capire perché, bastano un paio di episodi: una volta una fidanzata annosa mi lasciò male e tutti i parenti non perdevano occasione per chiedere consigliare in una parola rompere, quando nei loro veloci passaggi quotidiani a casa di lei mi trovavano piazzato li a recuperare il mio equilibrio col solo farle compagnia, e invece lei mantenne il silenzio più totale sull'argomento finché un bel giorno fissandomi negli occhi ebbe a raccontarmi, ovviamente in dialetto stretto, che aveva sognato se stessa ragazzina vestita da sposa che sposava... me, sancendo con l'abbraccio che si meritò la mia "guarigione" istantanea; un'altra volta, ripensando al marito morto da qualche anno, pronunciò in quattro parole l'abiura del sistema di valori patriarcale a cui pure aveva aderito convintamente per una vita incarnandone il contraltare femminile, pentendosi di non avergli mai manifestato l'amore che provava anziché addirittura invece riferirsi a lui con terzi per cognome. Altri tempi, direte. Ma vi prego di notare il coraggio di ammettere davanti ad un ragazzo l'infondatezza del sistema di valori a cui si era attenuta per sessant'anni, ho detto sessanta, graniticamente. E, nell'episodio precedente, la sottile ironia con cui garantiva a quel ragazzo che tra lui e l'amore la partita era ancora aperta, anche se non avrebbe mai potuto trovare una come lei.
Ricordo questi episodi in giorni che sono molto tristi per un'altra persona a me molto cara, come augurio a che lei possa d'incanto trovare in se quella ironia nei confronti delle cose della vita la cui scarsa dotazione di base tanti guai le ha sempre procurato, e quel coraggio che solo può consentirle di sconfessare decenni di scelte interiori coerenti ma per se sciagurate. Così che domani possa leggere queste righe, capirle al volo nonostante quanto siano come sempre contorte, e sorridere alla vita.

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