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GENTICLONI

Come nel doppio di tennis: i compagni si mettono daccordo,
nascondendosi ad impedire che gli venga letto il labiale, sulla
strategia per sconfiggere gli avversari. Che siete proprio voi.

Come volevasi dimostrare, e come non molti avevano previsto, nemmeno la scoppola rimediata il 4 dicembre è servita a toglierceli dai piedi. Certo, Renzi si è dimesso e ha rifiutato il reincarico, ma è stata proprio la misura precisa dell'odio che attira a consigliargli questa mossa, peraltro finalizzata a rifarsi in qualche modo una verginità, e tornare all'attacco alla scordatina...
Per comprendere bene tutto l'accaduto, infatti, bisogna rammentare la vera storia che sta dietro alla narrazione ufficiale "governo progressista" e quindi alla storia intera del PD: si tratta di killer prezzolati (io ti consento una carriera politica di primo piano in cui guadagni abbastanza per togliere dagli impicci anche i posteri fino alla settima generazione, se di sai fare, e tu in cambio fai quello che ti dico io raccontando le palle che ti dico io per dissimularlo) il cui target è il nostro Paese - la sua democrazia, la sua economia e la sua sovranità.
Se e solo se ricordiamo ciò, non troviamo nulla di strano nell'incarico a Gentiloni: l'obiettivo di medio lungo termine, avviato con l'operazione-Euro e ormai quasi del tutto compiuto, è la distruzione totale della piccola e media impresa italiana, quello di breve termine è disinnescare la bomba Montepaschi "da destra" (cioè facendo pagare il conto ai pesci piccoli e salvando il culo dei grossi squali) laddove i grillini hanno già dichiarato che lo farebbero "da sinistra" (cioè nazionalizzando l'istituto e salvaguardando i risparmiatori), infilare l'Italia nella trappola del MES (quindi in una spirale di tipo greco) e riscrivere la legge elettorale in modo da impedire un governo grillino (quella stessa legge che era stata scritta così proprio per lo stesso motivo).
Ci sarebbe un solo lato positivo nella faccenda: che più va avanti un governo Gentiloni o un altro affine, più italiani capiscono finalmente che qui l'unica possibilità di salvarsi (non certezza, ma almeno possibilità, cavolo!) è votare Movimento 5 Stelle. Se si impegnano, al PD possono persino fare arrivare Grillo a quel 51% cui ha sempre dichiarato di puntare, senza però mai crederci sul serio, che a quel punto vincerebbe anche col proporzionale puro. Ho usato il condizionale, però, perché anche altri pochi mesi di governi così ridurranno il Paese in tali macerie che l'impresa di ricostruirlo sarebbe ancora più improba di quella della Raggi a Roma. La quale, e l'ho detto ben prima delle elezioni comunali, senza sovranità monetaria nazionale sarebbe stata una mission impossible.
Ciucciatevi Gentiloni, allora, compatrioti, senza fare come suggerisce Massimo Fini, e buon pro vi faccia!

P.S. - Amici di sinistra-sinistra. Al voto subito, e regalate ai grillini l'appoggio esterno, cioè offriteglielo senza chiedere nulla in cambio; d'altronde, non è ciò che gli avete sempre rimproverato di non avere accettato di dare a Bersani? Se si poteva fare allora, si può fare oggi. Con una differenza: quello sarebbe stato sempre il governo dell'Europa "senza si e senza ma", questo sarebbe il governo del NO al tradimento della Costituzione, anzi del SI al ripristino della Repubblica "fondata sul lavoro".

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