DI CHE MORTE MORIRE?

Eh, si: non era impossibile da prevedere...
Il compianto Giovanni Sartori, inascoltato inventore in Italia della scienza della politica, fin dagli anni 80 sosteneva che non esistono leggi elettorali perfette, ma solo più o meno adatte a questo o quello panorama politico. Ogni meccanismo, infatti, è una coperta corta che o lascia scoperti i piedi della rappresentatività o le spalle della governabilità, per cui bisogna sceglierlo in base alla composizione ideologica dell'elettorato e a quello che si reputa necessiti al Paese. In Italia, invece, conclusa la lunga esperienza del proporzionale puro, perfettamente funzionale al fatto che il quadro internazionale impediva ogni reale cambio di maggioranza (e però garantiva una certa diffusione del benessere), ogni nuova legge elettorale introdotta, e sono state davvero troppe, lo è stato con un occhio e spesso due allo specifico interesse di chi aveva la forza di farla approvare, e nessun riguardo a fissare regole del gioco funzionali agli italiani.
Il calcolo di questo interesse, però, è molto complesso, quindi spesso è risultato fuori dalla portata delle "intelligenze parziali" (citando Camilleri) che ci si sono applicate, vuoi perché non hanno adattato il proprio schieramento ai meccanismi (Segni che introdusse il maggioritario e poi si presentò da solo anziché in coalizione con Occhetto, Veltroni che accelerò la fondazione del PD proprio dopo che Berlusconi aveva reintrodotto il proporzionale) vuoi perché la volontà popolare spesso proprio di fonte ai tentativi più arroganti e stupidi (hai voglia a dire che tutto va bene a reti unificate: il mio portafoglio lo conosco io) di manipolazione ha prodotto risultati inattesi (il primo Berlusconi, il movimento 5 stelle già l'altra volta).
E' con questa chiave che bisogna leggere la parabola del (prevedibile, si) disastro renziano: quando pensava di avere il 40% ha fatto una legge elettorale che consegnasse una maggioranza blindata proprio al partito che avesse raggiunto quella cifra, e quando ha capito che quella legge avrebbe rischiato di favorire i grillini (tutt'altro che deludenti dove governano, nonostante dalla stampa serva sembri il contrario), anziché lasciare in vigore l'ibrido risultante dalle bocciature costituzionali della legge precedente, ha varato un nuovo meccanismo che favorisse le coalizioni, ma non troppo, in modo da lasciare come unico scenario praticabile un Renzusconi bis. Peccato, appunto, che gli elettori si sono espressi in modo da rendere il suo desiderata l'unico scenario matematicamente impossibile, vista l'evaporazione dei consensi sia del PD che di Forza Italia. Inoltre, il Rosatellum rispetto al Consultellum ha, secondo calcoli autorevoli, mantenuto il quadro di scarsa governabilità ma con una quarantina di seggi in più al centrodestra, una ventina ai cinquestelle, e altrettanti in meno al PD e a LeU. Un vero capolavoro di intelligenza politica, e ancora lo fanno parlare, i suoi compagni di partito, anziché sommergerlo di pernacchie appena apre bocca...
Ora sono giorni che gli osservatori professionali si affannano a ragionare sugli scenari possibili, ciascuno tirando la giacchetta alla realtà dalla parte dei propri desideri e interessi. Viene voglia di chiamarsi fuori, aspettando alla finestra. Ma uno schemino piccino picciò per fornire un quadro interpretativo a ciò che potrebbe capitare non me la sento di negarvelo.

scenariovantaggisvantaggi

1

governo politico m5s-Lega
Se ancora il m5s avesse voglia di farlo (e cioè se le cautele di Di Maio erano solo elettoralistiche, come io spero), si potrebbe andare in UE a chiedere una profonda riforma dei Trattati (su moneta e immigrazione, innanzitutto), e rispondere all'eventuale rifiuto denunciandoli e uscendone (a Bagnai e Borghi i dicasteri economici), per usare la spesa in deficit per politiche keynesiane massicce (ovviamente affiancate dal dimezzamento simbolico delle prebende ai politici e da una feroce lotta alla corruzione).Se non riesce la scommessa di far ripartire davvero l'economia e cambiare davvero il concetto stesso di carriera politica, alle prossime elezioni entrambi i partiti sarebbero puniti pesantemente dagli elettori, primo perché avrebbero fallito in questo preciso mandato, ma anche perché lo avrebbero fatto nonostante l'inattesa partnership con uno schieramento portatore di valori in parte davvero incompatibili.

2

governo politico m5s-PD-LeU, o monocolore m5s con appoggio esterno PD e LeU
Se il PD si derenzizzasse immediatamente, e i suoi nuovi leader si ponessero come obiettivo farlo ridiventare un partito di centrosinistra, dovrebbe accettare l'idea che è proprio il m5s ad avere portato avanti in loro latitanza le idee di sinistra in Italia, e supportarlo accettandone la leadership nel tentativo di riportarle avanti, avendo in cambio la possibilità di orientare le scelte del m5s in tema di diritti civili, accoglienza, eccetera.Se non cambiano UE e Euro, questo schieramento non ce ne porterà fuori, e ogni seria politica keynesiana sarà impossibile (reddito di cittadinanza in primis, checché ne dica Tridico, ma basta guardare le buche di Roma). Alle prossime elezioni il PD sparirà e anche il m5s sarà molto ridimensionato, e vincerà la Lega unita alla destra estrema, o chiunque abbia un progetto sovranista e xenofobo.

3

governo politico Centrodestra-PD, o tecnico tutti contro m5s
Se i nostri padroni europei si confermano forti come negli ultimi anni, è questo lo scenario più probabile. L'Italia continuerà sulla china degli ultimi anni, magari dopo una prima fase con qualche contentino, saranno completate le privatizzazioni, completata la sottoproletarizzazione degli italiani e avviata la fase definitiva del loro rimpiazzo con manodopera straniera giovane e senza pretese. Alle prossime elezioni il m5s prenderà la maggioranza assoluta dei seggi con qualunque legge elettorale.Il rapporto debito/PIL continuerà a crescere fino a costringerci a chiedere l'aiuto ai fondi europei di salvaguardia, il che significa fine anche formale di ogni sovranità del nostro Paese, cosa che nessuna nuova elezione potrà ribaltare, solo una guerra o una catastrofe a questo punto potrebbero, forse (molto forse), azzerando tutto, darci una speranza di ripartire.

4

governo tecnico "di scopo", per una nuova legge elettorale e elezioni tra massimo un anno, con tutti dentro
Se ci si accordasse al più presto per una legge elettorale a doppio turno tipo quella dei sindaci, che se ci fosse oggi risolverebbe il rebus chiedendo domenica 18 agli italiani "ok, vi siete espressi su chi vi rappresenta, ora diteci da chi volete essere governati: Salvini o Di Maio?", e magari su una legge che improntasse la selezione della classe politica e i costi del suo mantenimento ai criteri oggi del m5s, sarebbe l'ideale.Visti i soggetti, la nuova legge elettorale sarebbe un'altra, e purtroppo qualunque altra tranne quella tipo sindaci in Italia produrrebbe ancora o un indebito vantaggio a maggioranze assurde, o un nuovo stallo (anzi, in questo caso, dovendo avere il consenso di tutti, quest'ultimo). Col risultato di avere perso un anno di tempo per ritrovarci al punto attuale. Anzi, peggio: con uno sgherro della UE direttamente al governo.

Come vedete, non esiste uno scenario ottimale, ma solo scenari preferibili ad altri, o meno indesiderabili di altri, con riferimento ad alcune variabili e trascurandone altre. Se io fossi un tifoso dei cinquestelle, e non un italiano di sinistra che si è trovato a sostenerli anche molto convintamente in seguito al tradimento dei partiti di sinistra, preferirei il terzo (con tutti i rischi che comporta). Se io fossi uno che ancora spera che il PD possa (ri?)spostarsi a sinistra, e non uno convinto che a sinistra non lo è mai stato perché è proprio nato per fare da sicario allo Stato sociale con mandante l'ultraliberismo, preferirei il secondo. Se ci fosse una qualche speranza reale di realizzazione dei suoi vantaggi, e non temessi che siano pari a zero o quasi, preferirei il quarto. Siccome penso che le occasioni quando si presentano bisogna coglierle, temo che l'unico modo per realizzare gli scopi fondativi del movimento 5 stelle, dati i risultati elettorali, sia l'abbraccio forse suicida con la Lega, da cui si potrebbe però pretendere almeno l'accantonamento delle posizioni più becere in nome del raggiungimento degli obiettivi comuni: rifare dell'Italia un Paese sovrano, che usi questa sovranità per il benessere dei suoi cittadini. Se serve a raggiungere questi obiettivi, vale la pena anche scomparire. Ecco, l'ho detto: se realizza in fretta quello che deve, preferisco il primo scenario. Ma tranquilli: a livello di probabilità è nettamente in coda.

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