Nell'attesa che i primi tepori scatenino gli ascari del cambiamento climatico, rispolvero la funzione nativa di questo blog e vi propongo uno zibaldone attinto dal mare magno della Rete, secondo il mio personale criterio di distinguere il grano dal loglio. E vi metto a descriverlo una immagine (una pagina di un libro di testo di inglese in uso nelle scuole italiane) tratta dal sito di Blondet, che dovrebbe farci inorridire: non si nascondono nemmeno più, ce lo dicono in faccia, che progetti hanno per noi quelli della UE; bisogna fermarli subito, che forse è già tardi, e pazienza se dovremo ringraziare un buzzurro col parrucchino se ci riusciamo. La traduzione è nell'articolo. La sintesi è: non avremo una casa, un'auto, un lavoro, una pensione, una famiglia, una cucina, una scuola, ma ostelli, monopattini a noleggio, occupazioni temporanee finché hai fiato in corpo, unioni a tempo (preferibilmente omosessuali e comunque sterili), cibi precotti (magari a base di insetti) e un e-tutor made by AI. Non so voi, ma io sono molto contento di morire prima di vedere realizzata appieno una distopia del genere, ammesso che ci riesca.
Cammerinesi su LiberoPensare ci da notizia di un Consultorio, già in funzione in Germania, che sembra uscire da un Minority Report incrociato con un WhatIf in cui i nazifascisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e la delazione sia diventata regola comunemente accettata.
Paragone in questo post fa i conti in tasca, a proposito della settimana di M'illumino di meno appena trascorsa, agli immensi consumi energetici dell'ambaradam necessario a far funzionare le cosiddette Intelligenze Artificiali (che poi non sono altro che una enorme elaborazione di dati in grado di dirti qualsiasi cosa senza capire niente). Con investimenti tali che occorre assolutamente demonizzare quella cinese che riesce a dare risultati simili con costi monetari ed energetici pari a una piccola frazione, altrimenti fallisce tutta l'economia occidentale. E con conseguenza diretta il necessario riciccio dell'energia nucleare, fatta passare per ecologica quando al massimo lo è solo finché va tutto bene, e a patto di non considerare le scorie.
Iacono su l'Antidiplomatico, riportato da Comedonchisciotte, ci introduce un docufilm in cui si racconta la verità sull'Iran, che è mille miglia lontano dalla narrazione monocorde che ci viene propinata da 45 anni. Molte cose io le so da tempo di prima mano, grazie a un grande vecchio amico, ma il film è istruttivo per tutti, anche perché è paradigma di come funziona la disinformazione nostrana.
Chiudo come avevo aperto, con Blondet, che qui e qui ci ripete la verità storica sull'Ucraina e la guerra cominciata nel 2014 non nel 2022, qui ci racconta quello che sta succedendo in Romania che se aspettate di sentirlo in un nostro TG morite di vecchiaia, e qui che non fa mai male torna un attimo sui cosiddetti vaccini antiCovid per raccontarci alcune recenti e istruttive rivelazioni.
Buona lettura. E non alleggeritevi troppo, mia nonna diceva "megghiu to mamma mi ti ciangi ca u suli i marzu mi ti tingi", non fidatevi del tepore del sole marzolino.
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