Si tratta in ogni caso del fenomeno meglio noto come "mosca cocchiera", l'insetto che si poggia sulla testa dell'elefante e subito comincia a vantarsi di guidarlo: è così evidente la sua vuota tronfiaggine che nemmeno merita attenzione o risposta, dicano quel che gli pare, non ascoltiamoli, tanto le loro parole non servono a capire dove andrà l'elefante. Che poi sarebbe la questione interessante, se l'elefante fosse mosso da intenzioni consapevoli. Ma ciò non è detto. Intendiamoci, i ragazzi di oggi avrebbero tutte le ragioni di incazzarsi contro chi gli ha apparecchiato un futuro ancora peggiore di un presente di cacca (e di elefante). Ma non è detto che abbiano quella che una volta si chiamava "coscienza di classe", anzi (qui Blondet). Beninteso, non è che avercela sia una garanzia, basta pensare alla fine che hanno fatto la stragrande maggioranza dei loro predecessori del 68 e del 77, passati negli 80/90 a far soldi e/o a ingrossare le fila della destra, come berlusconiani o piddini che sia. Ma abbiamo istituti giuridici e valori che oggi diamo per scontati che senza quelle lotte non avremmo, non dimentichiamolo.
Il rischio di quelli di oggi, allora, è che non abbiano individuato il loro nemico, e magari è proprio la mosca che tenta di manovrarli. Cosa lega il carovita e la guerra, la Palestina e la precarietà? E che c'entra la narrazione sul cambiamento climatico? Io le mie risposte le ho: la cessione di sovranità a un organismo ademocratico come la UE, e niente è solo un modo per manipolarvi facendovi digerire la decrescita infelice credendo siate voi a imporla. Ma le mie risposte non valgono niente, chi manifesta deve trovare le sue: la ribellione senza aver capito chi è il nemico e quali sono le strategie per combatterlo (ad esempio, colpendolo nell'organo cha ha più vicino al cuore, cioè il portafoglio), rischia solo di essere una magnifica scusa per colpirla. Ma anche così resta un segno di esistenza in vita. Chi ha vent'anni ha diritto, di fare cazzate, e chi ne ha troppi di più non ha nessun diritto di giudicarle, perché ha già imboccato l'ultimo tratto di strada in questo mondo, che sta passando di mano. Un famoso adagio diceva più o meno che occorre essere rivoluzionari a vent'anni per essere buoni riformisti a quaranta. Se aveva ragione, bisogna temere non chi alza la testa, ma chi la china, perché, e lo sanno benissimo quelli che hanno riempito i nostri ragazzi di strumenti per sfogare la loro naturale immaturità all'interno di recinti autoalimentati come social e smartphone, c'è un'età per essere scapestrati e una per essere maturi.
Un mio amico morto troppo presto aveva un tormentone, che ti sbatteva in faccia ogni volta che esitavi ad approfittare dei tuoi scampoli di giovinezza: "mangia, che sarai mangiato!" Maturo? hai due soli futuri possibili: o qualcuno ti stacca dall'albero e ti mangia, o marcisci e cadi. Mangiato o marcito, è una misera alternativa per chi ha poca vita davanti e tanta alle spalle, figurarsi per chi viceversa.
