IL GIORNO DELLA MEMORIA A SENSO UNICO

Su Facebook passano il 99% di fesserie, frasi scontate che simulano buoni sentimenti, vecchie barzellette e applicazioni guastacomputer. Chi tenta di utilizzare un social network per le funzioni sociali che vengono ufficialmente addotte come sue proprie rischia ogni giorno l'espulsione. Come per la democrazia: è una finzione ma se ci credi davvero e ti comporti secondo il suo codice dichiarato, rischi sul serio, magari la pelle.
Nei giorni scorsi su Facebook è girata una catena di S. Antonio sulle persone down, quelle che quando ero piccolo io si chiamavano mongoloidi: sotto ricatto morale, dovevi pubblicare sul tuo profilo che le persone down non sono malate ma vogliono solo essere trattate come tutte le altre, o qualcosa del genere. A parte che a forza di imporci di usarli, i termini politically correct sono diventati più offensivi dei nomignoli originali (fossi spazzino, se mi chiami operatore ecologico ti picchio, fossi paraplegico, diversamente abile mi saprebbe di presa per il culo, e allora un cretino come uno qualsiasi nella casa del grande fratello come lo chiami? diversamente intelligente?), sui down ho pensato che chi in fondo vuol essere trattato normalmente per prima cosa non vuole essere oggetto di catene di S. Antonio su facebook, e non ho raccolto l'invito.
Ieri è stata la volta del giorno della memoria. Che è diventato come la festa della donna: un alibi per poter liberamente essere maschilista gli altri 364 giorni. Eppure, se non "condividi" rischi quasi di passare per antisemita. Non ne parliamo se per caso accenni a un'argomentazione un po' più articolata. No, bisogna parlarne meglio, magari su un media diverso. Questo. Tenuto conto che ad esempio un blogger ben più famoso e seguito di me come Paolo Barnard si è visto costretto a un certo punto a diffidare pubblicamente i neonazisti dal solidarizzare con lui, i negazionisti dall'applaudirlo, puntualizzando che è da perfetti idioti argomentare sull'entità numerica dell'olocausto, come se ammesso e non concesso che gli ebrei uccisi fossero stati centinaia di migliaia e non milioni la tragedia potesse essere in qualche modo derubricata. E tutto questo perchè ha manifestato idee fuori dal coro sulla questione palestinese! Allora io che ne ho di simili le schematizzo qui:
  • alcuni vecchi libri scritti per dei pastori di un piccolo territorio tra il Giordano e il mare ci raccontano che quella è la loro "terra promessa" e a un certo punto ne furono scacciati, altri libri più recenti ma in contraddizione tra loro ci raccontano che avrebbe vissuto tra loro un capopopolo giustiziato dai Romani anche per colpa del popolo di prima;
  • sulla base di questi testi sono duemila anni che vengono compiute le peggiori efferatezze, in primis il reiterato tentativo di conquista manu militari delle cosiddette terre sante da parte dei cristiani, cui si rinunciò dopo secoli di assedi torture uccisioni battaglie eccetera;
  • durante quel periodo, checchè ci possa suonare strano, i barbari eravamo noi e i civilizzati i musulmani: non ci fosse stato l'Islam, non sarebbe giunta a noi la filosofia greca, non si sarebbe sviluppata la matematica, e quindi non ci sarebbero state le precondizioni su cui l'occidente poi ha fondato il suo pensiero moderno basato sul concetto di democrazia e sul metodo scientifico - per non dilungarmi, vi invito a visionare questo bel documentario di La7;
  • l'impero ottomano dominò tutto il nord africa e il medio oriente, fino a tutti i balcani passando per la turchia, per alcuni secoli - sconfitto nel corso della prima guerra mondiale, fu smembrato e i suoi possidimenti divisi tra le potenze coloniali dell'epoca, principalmente Francia e Gran Bretagna: potete trovare le vestigia di questa operazione a tavolino nei confini tra gli stati del Maghreb o del vicino oriente, fatti evidentemente col righello;
  • gli ebrei nel frattempo erano diffusi e ugualmente discriminati, ma non abbastanza da impedire al loro ingegno di emergere dovunque, in tutto il mondo conosciuto - l'aspirazione a riprendere possesso della Terra Promessa è roba recente, risale a fine 800, e fino alla seconda guerra mondiale si concretizzò in varie ondate migratorie più o meno ben finanziate, diverse occasioni di scontro in cui spesso i leader sionisti, tra cui gente che poi sarebbe stata ai vertici di Israele come Begin, venivano dichiarati ufficialmente "terroristi" dalle autorità britanniche;
  • la decisione di creare lo Stato di Israele, da molti ritenuta conseguenza dell'Olocausto, era invece precedente alla scoperta di questo, che semmai contribuì caricandosi come cattiva coscienza sulle spalle dell'opinione pubblica occidentale, e trova la sua origine storica nell'esigenza di lasciare una testa di ponte occidentale in quei territori man mano che il passaggio (imposto dall'emergere della nuova superpotenza mondiale, gli USA) dalla fase militare a quella economica del colonialismo favorì la creazione di Stati nazionali indipendenti in tutti i dominii conquistati nei secoli da Francia, Inghilterra, Olanda, Spagna, Portogallo e in misura minore e tardiva (ma non meno sanguinosa: il colonialismo buono degli Italiani in Libia o Eritrea è una favola, faccetta nera era una delle tante poco più che bambine violentate e magari uccise dai nostri, e ancora da quelle parti se lo ricordano) Italia e Germania;
  • da qui parte la cronaca dello Stato d'Israele e del conflitto con i palestinesi, su cui si possono avere idee discordanti solo se si omette tutta la storia precedente, tenuto conto della quale non ci sono dubbi sul fatto che le uniche vere vittime sono i poveri arabi cui è toccato di avere a che fare con la potenza militare occidentale in un modo o nell'altro.
Ma il punto non è ancora questo: la cronaca del conflitto israelo/palestinese è complessa e l'uso del termine "terrorismo" troppo duttile, se pensiamo agli esempi succitati ma anche ad esempio ad un Arafat passato da terrorista a Nobel per la pace 1994 assieme a Rabin, o ai nostri Cesare Battisti e Guglielmo Oberdan, considerati patrioti nei nostri libri di Storia ma terroristi dagli austroungarici dell'epoca e ancora oggi da alcuni anziani altoatesini. Rabin, tra parentesi, fu ucciso da un israeliano, e gli elettori di Israele subito dopo premiarono un ultraconservatore come Netanyahu, a sancire evidentemente la loro disapprovazione verso la politica di pace del suo predecessore. E' da qui che parte lo spostamento dell'asse politico palestinese verso Hamas, ma so bene che la questione è opinabile e opinata e non voglio convincere nessuno.
Il punto è che il passato di una persona o di un popolo può aiutare a comprenderne umanamente gli errori del presente ma non li giustifica.
Se uno da bambino viene violentato dal proprio padre, e oggi è pedofilo, posso umanamente capire il caso umano, ma non giustificare la sua perversione, e mai scordarmi di compenetrarmi nelle sue vittime.
Se ho una storia di generazioni di emigrati, ogni giorno deve essere il giorno della memoria, e devo fare di tutto per accogliere chi oggi viene a tentare umilmente di guadagnarsi il pane presso di me, che devo immedesimarmi negli immigrati e odiare (si, odiare è lecito, alla faccia del Partito dell'Amore) chi fa delle leggi inumane e chi le ha sollecitate.
Allo stesso modo, un popolo con una storia di ghettizzazione (la parola ghetto nasce per gli ebrei) diaspora e persecuzioni subite, è il meno giustificato di tutti, e non il contrario, per ogni singolo atto di violenza guerra e prevaricazione che commette. Anche a costo di sparire, mai avrebbe dovuto accettare di tenere la terra promessa solo a patto di un costosissimo e avanzatissimo apparato militare. Questo sarebbe l'unica buona maniera di onorare il Giorno della Memoria: perseguire la pace con i palestinesi ad ogni costo, anche a costo di perdere tutti i territori occupati dal 1967, anche a costo di rinunciare ai due Stati religiosi in favore di uno laico o multireligioso (forse l'unica soluzione razionale, quindi la più lontana dall'attuazione in questo mondo miseramente ancorato all'irrazionalismo).
E ai cristiani che per secoli hanno perseguitato gli ebrei, ai cattolici che sposarono e benedirono fascismo e nazismo (e oggi fanno santo un papa che si guardò bene dal prendere posizione a favore dei perseguitati, ebrei zingari omosessuali oppositori politici - i preti di paese che aiutarono la povera gente a scampare ai campi di concentramento, quelli dovresti fare santi, brutto stronzo di un paparatzi, non Pio XII), e oggi per opportunismo storico e politico stanno dalla parte di Israele anche quando risponde alle fionde coi fucili, ai missiletti fatti in casa con quelli di ultima generazione, chiedo: la memoria del Vangelo, l'avete, o è passato troppo dai tempi del catechismo? "porgi l'altra guancia" come vi suona, nuovo?

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