CARO AMICO TI SCRIVO

Non l'ho proprio trovata, la maglietta con la scritta CSI:
anche Google ha i suoi limiti...
Oggi si parla di musica, perchè su Rolling Stones ho trovato questo articolo che descrive benissimo la parabola personale di uno degli artisti più originali della scena musicale italiana degli ultimi 30 anni: Giovanni Lindo Ferretti. L'autore è bravissimo nel muoversi nella dicotomia artista/uomo come su un pavimento pieno di uova, e rende complessivamente giustizia a uno dei punti di riferimento della scena post punk italiana coi CCCP, ovviamente divenuti CSI (come nelle maglie olimpiche di Barcellona) dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, scopertosi credente ultrapapista e contemporaneamente filoebreo (?!) in anni recenti, che d'altronde hanno visto la sua band diventare PGR (Per Grazia Ricevuta), come diceva Albertone l'avrà rovinato la malattia.
Gli rende giustizia perché Ferretti in tutto questo resta uno degli autori e interpreti più lucidi, ed è ancora emozionante sentirlo cantare dal vivo. E in fondo vale per lui quello che dicemmo per Dalla: non sempre il privato deve far scopa con la produzione artistica, se quella è di livello resta e sopravvive all'autore.
A proposito di Dalla, il mio compagno di banco del liceo ci ha preso gusto e mi ha chiesto su Facebook il testo e l'esegesi di Pecorella, come usavo fare ai tempi scrivendo a memoria (e prendendo cantonate: a proposito, sono in ottima compagnia...) sul suo diario, solo che oggi i diari sono sul web ed eccoci qui.

Dove ti nascondi, pecorella? 
Dimmi dove sei andata, su quale stella. 
Dimmi se i tuoi occhi che amo tanto 
hanno un giorno almeno, un giorno pianto. 
Sei andata via 
Mi hai detto: voltati 
e sei andata via 
ed io come un cretino ho giocato fino in fondo 
mi son voltato e adesso sono solo al mondo. 
Cosi' provo a cercarti 
ma c'è soltanto una nuvola che può somigliarti. 
Però laggiù qualcosa si muove 
Porco Giuda è buio e poi fra un'ora piove. 
Milady, Milady ma se non ti muovi come pensi che io ti trovi? 
Confusa tra tante stelle, oppure chi lo sa dove sarai.. 
Magari in piedi, nascosta da qualche parte, Pecorella il mondo è troppo grande. 
Non lasciarmi solo qui, qui con me. 
E' straordinario, il mare visto dall'alto è un piatto, sembra un biliardo 
Le nuvole che passano veloci, com'è bello la sera al mare che si accendono le luci.. 
Ma.. Eh.. 
Che porca vita è mai questa, sempre col coltello nella schiena e un desiderio che si secca in gola e il cuore è un'altalena. 
Ma ecco che ti vedo, tu mi guardi.. come guardi pecorella, come guardi! 
E com'è vero, che negli occhi c'è tutto e che ogni sguardo è un mistero. 
Vedo che anche tu ti commuovi, finalmente ti avvicini a dirmi cosa provi. 
In piedi, nuda rimani in piedi, pecorella ti vedessi nuda come sei bella 
e niente vicino a te, quella stella: brutta quella stella! 
Mi credi, è bello se tu mi guardi, adesso è troppo tardi. 
Dimmi è vero che domani partirai? 
E se parti, dimmi ddo' vai!
L'esegesi no, non si può, specie senza giocare tra l'animale scelto e i noti gusti sessuali dell'autore. Ma sul testo qualcosa la possiamo dire: che anche qui io che l'ho sentita per trent'anni ho sempre creduto che dicesse "mi vedi" e non "Milady", che ci fosse un "ma" prima di "adesso è troppo tardi", e soprattutto ho sempre sentito un "dove" e non un "ddò" alla fine. Chissà, magari riascoltandola con attenzione si scopre che avevo ragione io, così facciamo pari col risotto.
Il video finale oggi però è di un'altra perla nascosta di Dalla, il motivo lo so io. Sennò che diario sarebbe, un blog...

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