lunedì 26 marzo 2012

SOSTIENE TABUCCHI

Era un 25 aprile, pensa un po'...
Sostiene Tabucchi che il Portogallo ha visto l'unica rivoluzione in cui le Forze Armate stavano dalla parte giusta, con i garofani rossi infilati nei fucili, un evento quasi incruento e quasi pacifico, come ben racconta anche un recente film, e che anche per questo è un bel posto dove vivere, e chissenefrega della crisi, ché il mondo non è le frottole economiche che ci raccontano per tenerci schiavi, sostiene.
Sostiene Tabucchi che uno è del posto che ama più che di quello di dove è nato, e che se è così ed è capace di scrivere allora tu leggi e te ne innamori pure tu, anche se non ci sei mai stato, come ti innamori dei suoi personaggi anche prima di vederli interpretati da Mastroianni che poi è troppo facile, sostiene.
Sostiene Tabucchi che non l'impavido incosciente e presuntuoso, ma il dubbioso conscio della sua ignoranza ma curioso che per questa via si affranca della sua viltà è l'uomo libero, e che un uomo libero si distingue perché lui è uno che fa i nomi, e pure i cognomi, sostiene.
Sostiene Tabucchi che viaggiare davvero e andare nei posti sono due cose diverse e non necessariamente coincidenti, tanto è vero che forse c'è chi a un certo punto si è visto allo specchio ha guardato la carta d'identità ha guardato il conto in banca e ha pensato "se non lo faccio io, adesso, è un offesa a chi vorrebbe e non può, figurarsi a chi non potrebbe e lo fa lo stesso", e ha mollato tutto per partire, forse passerà pure dalla Lusitania, sostiene.

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