SOSTIENE TABUCCHI

Era un 25 aprile, pensa un po'...
Sostiene Tabucchi che il Portogallo ha visto l'unica rivoluzione in cui le Forze Armate stavano dalla parte giusta, con i garofani rossi infilati nei fucili, un evento quasi incruento e quasi pacifico, come ben racconta anche un recente film, e che anche per questo è un bel posto dove vivere, e chissenefrega della crisi, ché il mondo non è le frottole economiche che ci raccontano per tenerci schiavi, sostiene.
Sostiene Tabucchi che uno è del posto che ama più che di quello di dove è nato, e che se è così ed è capace di scrivere allora tu leggi e te ne innamori pure tu, anche se non ci sei mai stato, come ti innamori dei suoi personaggi anche prima di vederli interpretati da Mastroianni che poi è troppo facile, sostiene.
Sostiene Tabucchi che non l'impavido incosciente e presuntuoso, ma il dubbioso conscio della sua ignoranza ma curioso che per questa via si affranca della sua viltà è l'uomo libero, e che un uomo libero si distingue perché lui è uno che fa i nomi, e pure i cognomi, sostiene.
Sostiene Tabucchi che viaggiare davvero e andare nei posti sono due cose diverse e non necessariamente coincidenti, tanto è vero che forse c'è chi a un certo punto si è visto allo specchio ha guardato la carta d'identità ha guardato il conto in banca e ha pensato "se non lo faccio io, adesso, è un offesa a chi vorrebbe e non può, figurarsi a chi non potrebbe e lo fa lo stesso", e ha mollato tutto per partire, forse passerà pure dalla Lusitania, sostiene.

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