DIVERSAMENTE IMMOBILI

Il giro d'affari nel mercato immobiliare è calato di un altro 25%
nell'ultimo anno, tornando ai livelli del 1985. In compenso le
aspettative degli italiani per il futuro loro e dei loro figli
sono già sotto i livelli degli anni cinquanta...
A dispetto di quanto dichiarato nel titolo, vi devo chiedere un ruolo attivo: andatevi a leggere, se possibile prima di affrontare questo post sennò anche dopo a mo' di approfondimento, questo mio vecchio post autoreferenziale (vi si parla della mia tesi di laurea, pensumpò) sulla riproduzione sociale. Si tratta di quel fenomeno per cui ogni struttura sociale tende in un suo proprio grado a mettere in atto dei meccanismi per riprodurre se stessa nel tempo, e quel grado può volendo essere assunto come un parametro di valutazione della evoluzione di quella società, in un continuum che va da quelle più rigidamente tendenti a restare immutate a quelle più disposte a mettersi in discussione ed evolvere.
Prima che assumesse nel senso comune il significato nefasto di "calamità che si abbatte nella vita lavorativa", la parola "mobilità" aveva infatti un'accezione ben diversa, di "possibilità teorica e/o pratica di spostarsi orizzontalmente o verticalmente nella struttura sociale di appartenenza". Nel dopoguerra fino a tutti gli anni 70, grazie anche alle politiche economiche e monetarie di tipo keynesiano adottate da tutti i governi occidentali al triplice scopo di (1) superare la crisi degli anni 30 (2) risollevarsi dalla guerra mondiale (3) impedire alle classi subalterne, tramite un graduale ma evidente miglioramento delle loro condizioni materiali di vita, di subire il fascino delle strutture sociali egualitariste del blocco sovietico, si è registrata una tendenza generale di miglioramento nella mobilità verticale. Ma all'interno di questa sorta di "blocco in movimento" l'Italia si segnalava per una relativa evidente rigidità orizzontale, figlia forse del millenario nepotismo di matrice cattolica. Questa rigidità, ovviamente, in una contingenza di miglioramento generalizzato è un problema tutto sommato facile da digerire quasi fosse una nota di "colore" (che il figlio del notaio faccia pure il notaio, io farò l'avvocato o l'imprenditore o il concorso statale), in una contingenza di segno opposto diventa un fattore invalidante, una sorta di "selezione al contrario" che tiene i migliori lontano dalle posizioni in cui se ci arrivassero potrebbero far qualcosa per arginare la crisi e far ripartire le cose. La descrizione della situazione è davvero impressionante, la distanza (per chi avendo una certa età la può apprezzare) col dibattito sulle opportunità in auge 30/40 anni fa è deprimente.
Chi ha meno di 35 anni, oggi, o è "figlio di" o non ha futuro, non aspira nemmeno a un'occupazione stabile, i redditi di chi ancora ne ha non bastano a sostenere una domanda interna sufficiente a creare per lui opportunità imprenditoriali, non avrà pensione, forse presto nemmeno assistenza sanitaria, di comprare casa non se ne parla, eccetera. Il tutto mentre una classe politica di ladri fa di tutto per restare inamovibile anche quando perde le elezioni: hanno fatto le coalizioni per sfruttare una legge elettorale truffaldina e non gli sono bastate, perché quasi nove milioni di italiani si sono messi di traverso, ed ecco che i due partiti speculari, l'uno che tiene l'altro come in un castello di carte, mettono i pesci piccoli delle coalizioni all'opposizione (pensateci un attimo: con SEL fuori dalla coalizione il premio di maggioranza alla Camera lo avrebbe preso Grillo...) per rubare all'unica opposizione vera anche buona parte delle commissioni parlamentari, e finalmente si uniscono in matrimonio al governo alla luce del sole, mettendo da parte la questione morale e tutte le altre con cui hanno finto di combattere il cosiddetto cavaliere per tutti questi anni. Insieme, potete scommetterci, faranno la TAV (cominciando dal bocciare questa proposta di legge del M5S) e tutte quelle altre porcherie che finiranno di rovinare i conti pubblici senza dare un minimo beneficio ai cittadini, privatizzando la sanità, l'acqua (in spregio a un referendum stravinto), e tutto quello che potranno per mantenere i privilegi alla piccola élite politico-economico-affarista criminale che rappresentano. Poi, se uno vicino all'area grillina dice in sostanza che se si continua così si rischiano violenze, è uno che istiga alla criminalità, se un discorso quasi identico lo fa Draghi, è uno che lancia un allarme sociale, grazie a quel mondo dell'informazione ufficiale ormai largamente compromesso con quella élite di cui sopra.
Io non so se anziché tornare agli anni 70 del lavoro come diritto e delle conquiste sociali torneremo agli anni 70 delle violenze di piazza e della repressione. So che anche i più miti, i più inclini a restare impassibili di fronte ai soprusi subiti, hanno una soglia di sopportazione. Questa Europa deve cambiare, o morirà. Questa Italia deve cambiare, e indurre al cambiamento l'Europa o lasciarla, o morirà. Forse non sarà settembre, ma non sarà tanto dopo.

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