BASTA DEMOCRAZIA? SI O NO?

Nei decenni scorsi tra Reggio e Messina si sono viste decine di
sfilate come questa con migliaia di piddini dentro. Ciascuno di
essi, se oggi non rinnega Renzi, dovrebbe sputare controvento.
Non era ancora definitivo il no al magnamagna olimpico, che subito il sedicente rottamatore, in realtà ultima spiaggia di ogni tipo di rottame politico, rilancia con il più vecchio ritornello del populismo avido con l'occhiolino alla mafia: il Ponte sullo Stretto (i soldi non ci sono solo quando si tratta di darli in mano alla gente), con retrogusto di minchiata dei centomila posti di lavoro perché un milione è parso esagerato persino a lui.
Così ci toccherà, come per olimpiadi, ripetere (ma non mi va, fate da soli...) ai pochi che ci ascoltano le mille sacrosante ragioni che vogliono che questo scempio si fermi, peraltro le stesse di quando lo voleva fare Berlusconi e il partito che oggi esprime questa caricatura di dittatore allora le usava per opporsi. Come per le olimpiadi, ripeto, che quando le fermò Monti appena insediato al posto del Cavaliere lo fece col plauso dello stesso partito che oggi denigra le stesse identiche ragioni per cui furono bloccate allora e chi le porta.
Per il referendum è la stessa cosa: pochi anni fa, il centrosinistra ci mobilitò per fermare col nostro voto un impianto di riforma costituzionale di cui quello attuale è una copia spudorata con molti elementi di ulteriore peggioramento. Un tradimento che da il voltastomaco solo a pensarci, roba che fa venire voglia di occuparsi d'altro, non fosse che è proprio questo il loro obiettivo: sfinire in un modo o nell'altro chi pensa ancora con la propria testa. E ci riuscirebbero pure, non fosse che per poter pensare ad altro dovresti evitare anche solo di passare davanti a una TV accesa, perché il coro monocorde della propaganda governativa è attivo h24, ben al di fuori dei vomitevoli notiziari. Della serie "si stava meglio quando si stava peggio", visto che quando c'era Silvio almeno potevi mettere Raitre e sentire un'altra campana, o rifugiarti in qualche trasmissione satirica, mentre oggi il monoblocco è compatto e ha arruolato nella crociata anti-Grillo persino i vignettisti. E visto che se passa questa riforma la prossima volta chi prende il potere (e può accadere anche col 25% dei votanti o meno, si noti) potrà ri-riformare la Costituzione senza poi dover ripassare dalle forche caudine del referendum (coi senatori ridotti di numero e di fatto "nominati", tutte le votazioni a maggioranza qualificata saranno un gioco da ragazzi, dal Presidente della Repubblica, cosa che tra l'altro comporta una Corte costituzionale finalmente di fatto allineata totalmente alla maggioranza di governo, appunto alle leggi costituzionali).
Col controllo totale dell'informazione mainstream (escluso forse e solo in parte Il Fatto quotidiano), questi si possono permettere cose che non solo non Silvio, ma nemmeno l'enorme balena bianca ai tempi della legge truffa, e forse nemmeno Hitler e Mussolini poterono permettersi prima di prendere il potere (se le permisero dopo, ma arrivarono al governo con molta più legittimazione democratica di quanto ne abbia Renzi oggi). Ad esempio il quesito che troveremo sulla scheda il 4 dicembre. Anzi, già la scelta del 4 dicembre, per avere più tempo per tentare il lavaggio e/o l'acquisto delle coscienze con promesse napoleoniche come il ponte di cui sopra, una propaganda martellante come manco il Minculpop, e magari qualche al momento inimmaginabile colpo di mano, visto che i sondaggi a oggi lo danno talmente perdente che già si è rimangiato la promessa di togliersi dalle palle in caso di sconfitta. Ma torniamo alla scheda.
Guardatela bene. Approfittando del fatto incontrovertibile che i quesiti referendari sono da sempre quasi incomprensibili, al punto che i fautori del si e del no hanno avuto sempre il loro bel daffare per spiegare ai propri elettori come votare per avere quello che vogliono, questi si inventano un magheggio da manuale: prima scrivono l'abstract della legge (quella serie di parole che seguono l'enumerazione di ogni provvedimento legislativo al fine di identificarne in qualche modo il contenuto) in modo da enumerarne i presunti pregi, sostituendo le descrizioni con giudizi di valore (ovviamente positivi), poi lo citano ampiamente nelle schede. Così, chiunque arrivasse alle urne senza essere sufficientemente informato (e visto come funziona l'informazione, ad esserlo sarà solo chi vuole proprio esserlo, documentandosi su Internet o comunque ragionando con la sua testa), per come è scritto il quesito, se non vota SI si sente una merda retrograda (mentre è esattamente il contrario).
Questo è il quesito come dovrebbe essere, secondo MorraParadossale, lo so, ma
meno di quello che sarà (vedi immagine 
più su, e leggi Gilioli su l'Espresso)
Tutto questo accanirsi con il referendum, però, non si comprende se non ci cerca di capire perché, dal momento che è in vigore una legge elettorale incostituzionale per quanto squilibrata e iniqua, e che ne è stata approvata un'altra (che se non cambia niente la sostituirà dall'anno prossimo) che la supera abbondantemente negli stessi difetti, si ha bisogno di approvare le riforme costituzionali proprio ora. Questo è il link e questo il succo:
  • i presunti pregi della riforma sono appunto sono presunti;
  • i risparmi sui costi e sui tempi della politica se ci sono sono risibili;
  • i riflessi sulla governabilità dipendono solo dalla legge elettorale (che non è nella riforma, e peraltro vogliono cambiare in extremis perché hanno capito che farebbe vincere Grillo);
  • la Costituzione nata dall'antifascismo viene distrutta perché i mandanti hanno ordinato che venga distrutta (se volete capire la cronaca...), e questi non sono che sicari da essi prezzolati;
  • i mandanti hanno deciso così perché la democrazia non è compatibile con il capitalismo, non lo è mai stata e infatti laddove e nella misura in cui si è affermata ne ha causato l'irreggimentazione, ma il contrattacco è partito già a fine anni 70 (in Italia togliendo di mezzo Moro) ed è in piena non dal 2001 delle Torri gemelle ma già dal 1991 della Prima guerra del Golfo, non a caso subito dopo il crollo del Nemico sovietico. E non a caso oggi l'unico possibile argine è russo, che infatti è di nuovo Nemico.
Pensateci. Il 4 dicembre il vero quesito è "volete che venga decretata anche formalmente la fine della democrazia in Italia?" (secondo Cremaschi è più precisamente "volete che la sovranità passi anche formalmente dal popolo alle banche?"). Immaginatevelo scritto sulla scheda al posto delle fregnacce renziane, e poi votate si o no in coscienza. E da qui ad allora cercate in ogni modo di spiegare a chi volete bene, almeno a loro se non vi va di rompere i coglioni alla gente da un blog o dai social, come stanno le cose. Forse non basterà ma per quello che serve avrete almeno la coscienza a posto.
Io personalmente se davvero gli italiani sono così deficienti da far vincere il SI il 4 dicembre devio il blog definitivamente sulla culinaria, o magari stavolta sulla letteratura, che per parlare di politica ci vuole una poleis in piedi, non bastano le sue macerie.

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