Passa ai contenuti principali

DI NOBEL IN NOBEL

A novanta anni suonati non è che uno non se lo possa aspettare. Quello che magari non ci si aspettava era invece magari di vederlo ancora pimpante, relativamente rispetto a se stesso ma in assoluto ancora molto di più della maggior parte dei cosiddetti giovani, sul palco di una manifestazione politica o a sbrigarsi di finire il suo ultimo libro. Ma questo era, tra le altre millanta cose, Dario Fo: l'incarnazione del principio che dovrebbe informare la vita di ciascuno di noi, quello secondo cui bisogna che la morte quando arriva (perché sul se non ci sono dubbi) ci trovi vivi.
Tra i come sempre troppi coccodrilli che stanno affollando in queste ore il web e la TV ("miracoloso" il TG1, sia nel dedicargli ben 20 minuti che in senso opposto nel riuscire a nominare Grillo solo al diciannovesimo e per pochi secondi), quasi nessuno ha potuto esimersi dal notare la singolare coincidenza della scomparsa del più inatteso dei premi Nobel per la letteratura nel giorno in cui si assegnava lo stesso premio, per giunta a uno atipico forse quanto lui, sebbene in modo molto diverso.
Ma più che l'atipicità del Nobel, a legare Dario Fo e Robert Zimmerman ci sono alcune caratteristiche delle rispettive produzioni artistiche: le dimensioni tali da renderle inesplorabili a fondo per intero a qualsiasi persona fisica, l'impossibilità di ogni irreggimentazione e classificazione, l'irrefrenabile esigenza di smarcarsi restando fedeli (ma graniticamente, però) solo alla propria anima profonda.
Bob Dylan non lo sa, ma una volta ha scritto una canzone per Dario. Si chiama Il giullare, ho trovato il video sottotitolato in inglese (tra l'altro, ci suona Mark Knopfler, scusate se è poco) e, anziché la solita incomprensibile traduzione automatica, questa splendida esegesi, che spiega la mia asserzione di tre righe fa:
Jokerman è un buffone, ma è anche molto di più. Nell'universo poetico di Dylan, Jokerman è la temporanea incarnazione di un personaggio che era già apparso nelle sue canzoni sotto altre forme e con altri nomi: Mr. Tambourine Man, Quinn the Eskimo, Señor, Lenny Bruce, a partire dal primo che le anticipa tutte: Woody Guthrie. Sono tutte figure del “trickster”, del dio burlone e amorale che nelle varie mitologie prende il nome di Thot, Hermes, Mercurio, Loge, Duende o Coyote (quest’ultimo nelle cosmogonie amerindie). In un certo senso Jokerman è anche Gesù Cristo, soprattutto nel suo senso “umoristico” (Gesù come sovvertitore ironico di costumi). In poesia, una simile figura è garanzia di comunicazione con il mondo dell’ispirazione. Jokerman è il “doppio” mitico del poeta, la figura, più potente della coscienza, che mette in comunicazione l’inconscio del poeta con il repertorio di simboli elaborato dall'umanità (o dagli dèi) a partire dall'inizio dei tempi. Le buffonate di Jokerman sono buffonate molto serie. Hanno certamente a che fare con la legge della giungla e con il mare (ricettacoli di archetipi), così come con i primi libri della Bibbia, perché questi sono depositi di saggezza antica, enciclopedie del “diritto comune delle genti”, come avrebbe detto Giovanni Battista Vico. È da lì che nascono i temi delle ballate popolari, che per Dylan raccolgono, molto vichianamente, direi, l’unica vera saggezza elaborata dai popoli.

Commenti

Post popolari in questo blog

DALLA PARTE DEI NEGRIERI

Dei migranti ho parlato molte volte, pure troppe: violando una delle regole autoinflittemi per questo blog, che è evitare di seguire argomenti troppo di tendenza e soprattutto di farlo con le sparate di poche righe incentivate dai social media. Ragion per cui NON posto commenti a post non ragionati e argomentati, e anzi ho smesso di seguire su Facebook amici anche carissimi che hanno preso il vizio di adottare gli stilemi di moda: vomitare di continuo spot di pensieri come vengono, magari scritto bello grande. Non io. Non vi leggo più. Se volete ragionare con me, abbiate la pazienza di seguirmi, che io qui impiego tempo e fatica a elaborare ogni singola riga, e semmai di commentarmi con lo stesso impegno paziente, e allora è benvenuta anche una confutazione totale. E pazienza, anzi come si dice a Roma sticazzi, se così facendo i click non decollano.
Dicevo, la questione migranti l'ho già affrontata più volte, e non potevo da buon meridionale non farlo, all'inizio non discosta…

EPPUR SI MUOVE

Ho iniziato a definirmi "ateo" da adolescente. Da adulto avrei smesso, preferendo il termine "agnostico" non so se per prudenza mia o maggiore precisione sua, o in genere per la considerazione elementare che anche l'ateo è un credente: crede che Dio non esista, e la cosa non è più dimostrabile del contrario. Cmq, al liceo ero ateo, e però avevo "ottimo" in Religione. Perché l'insegnante, Gernaldo Conti (uno che è rimasto un mito presso i ragazzi di tutte le città in cui ha operato, uno che ancora oggi, che è diversamente giovane e variamente acciaccato, ha una marea di followers dei suoi videomessaggi social, per dire...), un prete a dir poco sui generis al punto che la sua parrocchia di periferia durante le sue funzioni traboccava letteralmente di ragazzi perché era per loro un fratello maggiore che parlava la loro lingua e conosceva i loro problemi, riusciva a dialogare anche con un caprone come me, che lo ricambiava passando le ore di religion…

DEMOCRAZIA SOTTO TUTELA?

Al momento che scrivo ancora non sappiamo se ci hanno definitivamente sancito che non siamo in democrazia imponendoci l'ennesimo governo fantoccio di Bruxelles oppure se avremo finalmente il governo gialloverde anche se in versione light per non allarmare troppo i pupari. E' dalle elezioni che scrivo poco di politica per via del quadro troppo mutevole per le possibilità di aggiornamenti di un sito amatoriale, ma la questione Mattarella impone un commento a se stante a prescindere dagli sviluppi successivi, per cui ci provo.
Il nocciolo non è se sia o meno legittimo che un PdR rifiuti di nominare un ministro (in passato è stato fatto, anche se mai con la conseguenza di impedire il varo di un governo), è per le motivazioni che ha ritenuto di usare (della serie, era meglio per lui se taceva): tutelare i risparmi degli italiani e non accettare al MEF chi abbia posizioni critiche verso l'Euro. Due questioni eminentemente politiche che pertanto esulano dalle prerogative di chi …

19 - EVERGREEN

Per apprezzare meglio il racconto numero 19 (coraggio, ne mancano due o tre) di Chi c'è c'è (mia prima e unica opera di narrativa fino all'uscita di Sushi Marina nei prossimi mesi) bisogna ricordarsi che è uscito nel 1999 ed è stato scritto l'anno prima. Non era di moda il superamento delle identità sessuali. Che, tra parentesi, è cavalcato in questi anni bui da chi vuole farsi spacciare per progressista mentre ci rispedisce in massa nel sottoproletariato. L'astronauta il cui sogno è intercettato dal geestre che ci ha letto tutti i racconti è un anziano biologo brasiliano gay non dichiarato, ma per mezzo racconto la cosa non si capisce, come per Stella di mare di Lucio Dalla manco dopo la millesima volta che la senti.

(Abbiate pazienza, del governo parlerò solo se lo fanno, o se invece hanno la faccia tosta di non farlo, con il primo Presidente della Repubblica della storia italiana che usa davvero le sue prerogative sulla scelta dei ministri per mettere i bastoni…

CI SI POTREBBE GRATTARE...

Alla fine il governo gialloverde è partito, e il fatto che sia comunque una buona notizia è certificato persino dai famigerati mercati finanziari, oltre che ammesso onestamente anche da chi era stato chiamato all'ultimo momento a rimpiazzarlo, o chissà forse solo a fare da spauracchio per ammorbidirne certi aspetti.
Sia chiaro, non solo (come avevo peraltro predichiarato) non è certo "il mio governo ideale", ma non fatico ad ammettere che sono molti gli aspetti che non possono che procurare orticaria, a me come sicuramente a molti grillini sia militanti che politicamente attivi, da semplice eccessiva vicinanza a gente che predica valori incompatibili con chi si sente di sinistra. Ma la politica è arte empirica, bisogna fare il meglio con le carte che si hanno a disposizione, e una legge elettorale così farlocca francamente non poteva dare all'Italia un governo migliore, anzi: si ricordi che era stata concepita per avere il Renzusconi come unico sbocco possibile (non…

20 - OMICIDIALI ASSASSIMILI

Il penultimo racconto (terzultimo, col cappello finale, quartultimo, se pensiamo che il cappello finale in realtà è almeno doppio) di Chi c'è c'è (mia prima e unica opera di narrativa fino all'uscita di Sushi Marina nei prossimi mesi) è ancora oggi uno dei miei preferiti. Chiunque abbia scritto qualcosa sa che a rileggersela dopo tanto tempo (e qui è tanto: il libro è uscito nel 1999) il sentimento che prevale è la vergogna, e io non faccio eccezione, nel mio rapporto con questi racconti, alcuni dei quali hanno origini ancora più remote, peraltro. Ma con questo qua no, non so se perché è uno degli ultimi ad essere stato scritto, o perché non so nemmeno io come mi è venuto di inventarmi che una degli astronauti a bordo della navicella mandata nello spazio profondo come ennesimo tentativo di perpetuare la specie di un pianeta ormai avviato all'autodistruzione, la giovane thailandese che narra, sia in realtà una clandestina, non vi dico come e perché solo per via del fa…

CARNE DI PORCO

Il titolo lo volevo lasciare in dialetto riggitano, carn'i porcu, che tanto si capiva lo stesso, ma mi pare che in italiano assuma un tono se possibile ancora più volgare. I dialetti secondo Bernstein utilizzano un "codice ristretto", cioè usano per rappresentare tutti i significati un numero limitato di segni, quindi necessariamente ad elevato alone semantico, presupponendo quindi tra chi li usa un'elevata "competenza comunicativa" comune. In altri termini, non puoi parlare in dialetto con una persona con cui non condividi un vasto substrato culturale, un parente un amico uno della zona in cui sei nato o cresciuto, altrimenti le parole sono insufficienti ad esprimere quello che vuoi dire. A contrario, ed io spesso utilizzo il dialetto in questa funzione di test, se riesci ad esprimere un concetto parlandone in dialetto con un amico ricevi un doppio feedback, di conferma dell'amicizia e della veridicità rispetto alla tua anima del concetto che volevi es…