TUTTO PER UNA BAMBINA

Ullalla ulllalla ullallallà!
Lo ammetto, il titolo è un po' stiracchiato. Ma volevo fare due coccodrilli assieme, e non li legava niente se non l'esile filo dei ricordi, mio e di tutti quelli che hanno più o meno la mia età, per cui Mago Zurlì è l'infanzia incantata degli anni 60 e Er Monnezza l'adolescenza tormentata dei 70. Non è colpa mia se ci hanno lasciato lo stesso giorno Cino Tortorella e Tomas Milian, ma è una scelta mia se per non farmi odiare troppo dai miei già scarsi lettori intervallo i pesantissimi post di politica ed economia ora con le ricette ora coi necrologi.
Gli è che, come dicevo, per chi ha ...anta anni e più, e la TV dei ragazzi era una fascia oraria stretta (un po' meno la domenica) non una serie di canali dedicati 24 ore su 24, lo Zecchino d'Oro era un'appuntamento fisso, ovviamente per noi più importante del festival di Sanremo; e lo Zecchino d'Oro era Mariele Ventre, così mitica che mi pare che poi addirittura l'hanno fatta santa o giù di lì, e soprattutto Mago Zurlì, anche se purtroppo negli ultimi anni qualcuno se ne era dimenticato. Nella foto lo vediamo alle prese con una infanta che da lì sulle canzoni per bambini ci avrebbe costruito una carriera, con hit a decine conosciute a memoria da tutti che manco i Beatles. E da questa, tra le tante, bambina, parte l'aggancio con l'altro dipartito odierno.
Tomas Milian era cubano, molti lo hanno via via appreso anche se per anni avevano creduto fosse romanaccio de borgata, grazie all'ennesimo capolavoro di caratterizzazione di Ferruccio Amendola (senza il quale manco De Niro sarebbe mai diventato il mito che è, nel nostro immaginario). E (come avrete già avuto modo di apprendere oggi) ha avuto una vita ancora più avventurosa di quella dei suoi personaggi. Oggi la filmografia der monnezza ha avuto una rivalutazione che manco i softcore trash con la Fenech (vabbè, e la Guida, la Rizzoli, la Cassini del "colionnello", o per gli estimatori la Villani), e non immeritatamente, visto che ci mostra quella Italia meglio di mille trattati. Ma allora al cinema ci si andava di rado, quando si riusciva a rimediare i soldi, e in sala mi pare di averne visto solo uno (in TV, dove poi sono passati mille volte, invece tanti, o almeno tanti spezzoni, perché se ti ci imbatti mentre fai zapping un po' ti ci fermi per forza), di cui però una trovata mi era rimasta impressa, tra le tante grasse risate fatte, e oggi è tornata a galla per l'attualità. Dopo vi vedete il filmato, ora la cito, per chiudere (il cerchio e il post):
"per salvare una bambina con un rene un po' malato, er Monnezza se n'è annato".
Ciao.

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