1939-1989-20...

Continua la pubblicazione dei miei testi di canzone, depositati in SIAE tra gli inediti: a chi ne piacesse qualcuno (la musica ce l'ho in testa, ma mi va bene quella che gli venisse a chi legge il testo) basta contattarmi che ci mettiamo d'accordo (sono più vanitoso che esoso).
Questa dovete immaginarla (come suggeriscono le ripetizioni a fine ritornello…) come una veloce rock ballad; l'ho scritta oltre 25 anni fa, ma per aggiornarla mi è bastato aggiungere un "-20..." nel titolo e cambiare "cinquant'anni" con "settant'anni" nel testo. Non è un merito: purtroppo temo che a parlare di guerra mondiale si rischia di restare attuali sempre...
1939-1989-20...
Da Roma eterna già la storia passò
fin troppe volte da due millenni a qui,
ed ogni volta che è stato mi ha sconvolto la vita.
L’uomo coi baffi era un ragazzo tranquillo,
il duce non voleva fare macello,
e il mio bambino l’ho concepito in un bordello.
Forse,
e neanche tanto forse,
tra cinquant’anni si dirà che ero onesta e sana,
ma nel mio petto, nel profondo del cuore,
batterà batterà batterà batterà sempre una puttana

Ma già di anniversari più recenti
hanno mischiato tutto e non capisci niente,
così Israele per tutti è stato sempre dov’è.
Le vittime si fan carnefici,
gli ex emigranti odiano gli immigrati,
e il mio bambino l’ho comperato in filippine.
Forse,
e neanche tanto forse,
tra cinquant’anni si dirà che campavamo proprio bene,
ma non sarà rimasto neanche il mare:
basterà basterà basterà basterà annusare

Così verranno fuori i neonazisti,
i neointegralisti, i neorazzisti,
con nomi nuovi per non farsi riconoscere.
La mia città è sulla linea del fronte
e non la salvi costruendovi un ponte,
ma poi dove come quando esiste la legalità?
Certo,
è un gioco troppo aperto,
e a cinquant’anni morirò di piombo, noia, o di paura,
ma nel far south dei miei simili ancora immuni
resterà resterà resterà resterà soltanto il fumo…

Dalla Polonia poi la storia passò
fin troppe volte da due secoli a qui,
ed ogni volta che è stato ci ha coinvolto il mondo.
E un nuovo tipo di colonialismo
ci porta tutti dalla parte del torto,
dopo averci comprato facendoci compratori.
Forse,
e neanche tanto forse,
tra cinquant’anni si dirà che è stata una settimana,
ma di sei anni di guerra – di settant’anni di guerre,
ventennali di rivolte – bicentenari di bastiglie,
il mio cassetto oscuro e personale
tratterrà tratterrà tratterrà tratterrà sempre un animale.
Certo,
resta un quesito aperto:
tra cinquant’anni chi sarà a dire che è stata una pazzia;
perché non credo che la guerra mondiale
si farà si farà si farà si farà fuori casa mia.
Forse,
e dico solo forse,
da settant’anni in qua si è giocato a commemorare,
ma è ora di finirla: d’ora in poi
basterà basterà basterà basterà ricordare.
Ricordare…

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