NOSTRA SIGNORA DELLE DISTRAZIONI

"Riforme. Io comincio dall'ossatura"
Un blog non deve necessariamente seguire la cronaca, non essendo né un sito di informazione né una pagina di social network, tuttavia la sua natura di "diario" pubblico giustifica talvolta lo "stare sul pezzo": quando la cronaca ti colpisce, per raccontare come dove e perché.
Mentre stavo come tutti voi davanti alla TV ipnotizzato dalle immagini di Notre-Dame in fiamme, non ho potuto fare a meno di ripensare a quell'altra volta che mi era capitato di trovarmi nella stessa situazione, l'undici settembre di oramai quasi diciotto anni fa, in uno di quei giorni della vita che ti ricorderai per sempre dov'eri e cosa stavi facendo in quel preciso momento. L'accostamento finisce qui, anche perché stavolta le dichiarazioni ufficiali si affrettano a precisare che si tratta di un banale quanto deprecabile incidente sul cantiere di ristrutturazione. Insomma, stavolta non si tratta di un attentato, mi dico.
Ma perché, l'altra volta si? mi sorprendo a chiedermi. Per rispondermi che le analogie non si fermano qui, e siamo di fronte a due esemplari di "arma di distrazione di massa" di cui si fa prima a elencare le differenze: essenzialmente relative a cosa di preciso facevano comodo a chi o le ha commissionate o ne ha approfittato, e per fortuna al numero di vittime Xmila a zero. Stop. Ma sia allora che ieri, chi fosse dotato di qualcosa tra le orecchie non poteva credere alla casualità, e alla versione ufficiale così frettolosa. E mi fermo qua, è presto per gli approfondimenti.
Ma di due altre cose, mi sorprendo al punto di volerlo ammettere pubblicamente. La prima, di avere sentito la necessità di accompagnare questo post con una vignetta di Charlie-Hebdo, giornale satirico che non mi è mai piaciuto troppo e qualche anno fa è stato vittima di un attacco con troppe caratteristiche della false-flag (di cui, certo, resta dalla parte delle vittime, ma l'esercizio con la satira dovrebbe aiutare a capire chi sono davvero i carnefici), anche se invece so perché non mi sono trattenuto: per il piacere di vedere come la prendono i tanti difensori d'ufficio della libertà di espressione di quando i terroristi islamici cattivi attaccano il baluardo della libertà di sberleffo sacrilego, ora che il baluardo si esprime sul loro cocco turbocapitalista preso tra i due fuochi di una furente opposizione interna da affrontare e una nuova aggressione colonialista da pilotare. La seconda, di trovarmi d'accordo nientemeno che con Sua Antipatia Vittorio Sgarbi, tra i più decisi, anche se non il solo, a rimarcare quanto esagerate e pelose siano le espressioni di tregenda fiorite a grappolo: sarebbe stato meglio che non bruciasse, ma la rifaranno, costerà un po' e ci vorrà un po' di tempo, ma verrà uguale, a meno che non la vogliano rifare diversa (e allora magari faremo due più due e avremo il movente, se non il killer), perché questa è una icona moderna il cui autentico pregio storico/artistico è piuttosto relativo, e diventa minimo se la paragoniamo a gioielli come la cattedrale di Noto o quella di Norcia.
A proposito, non ho ancora sentito nessuno dire una cosa che sono dieci anni che aspetto di sentire: che quando il suo patrimonio culturale collettivo è colpito dalla fatalità uno Stato sovrano dovrebbe poter emettere subito e senza battere ciglio tutta la base monetaria necessaria a ricostituirlo. Fuori da ogni vincolo di bilancio. Oggi riavremmo già L'Aquila in piedi, invece di piangere ancora sulle sue macerie magari guardando una serie TV sull'argomento... Ma qui rischio di ri(s)parlare di Unione Europea, meglio rimandare ad un prossimo post apposito.

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