martedì 2 luglio 2013

IL BIVIO DOPO IL PONTE

A quando la trasformazione del Colosseo in studio televisivo
per la prossima edizione di Amici di Maria De Filippi?

Non è che siano morti i fiorentini, e nemmeno i turisti, per non aver potuto attraversare per qualche ora uno dei punti nevralgici del centro cittadino e godere di un monumento architettonico tra i più rappresentativi della città. Ma la scelta del sindaco di affittare Ponte Vecchio per una festa privata è, come si dice, paradigmatica del rapporto che ha nella sua testa la sfera dei beni pubblici con quella di quelli disponibili. Renzi è simpatico, vincente, ggiovane, dichiaratamente progressista, probabilmente vincente, ma l'episodio è solo l'ennesima dimostrazione delle sue idee sostanzialmente destrorse.  Ad esempio, la sua posizione rispetto agli impegni europei con cui ci siamo tolti definitivamente la possibilità di fare (ma fare davvero, non a chiacchiere) una qualsivoglia politica espansiva a favore dei lavoratori e dei giovani è sostanzialmente identica a quella di Letta, con cui infatti condivide le origini democriste. Il fatto che il coccolino fiorentino si appresti a stravincere le primarie del PD prossime venture non è però che una prova ulteriore del fatto che il partito-bestemmia è inemendabile, e quelli come Civati che ci restano dentro nonostante divergenze già manifestate in atti pubblici non sono che "ascari del Maligno" che con questo fare irresoluto consegneranno pacchi di elettori in buona fede a un progetto reazionario (né più né meno di quanto ha fatto SEL alle ultime politiche, insomma..): se lui, Barca, e chiunque altro ancora covi il sogno di un partito di sinistra, non escono immediatamente dal partito di fatto spaccandolo, per dedicarsi con Vendola e altri alla costruzione di un progetto in grado poi persino di coinvolgere il M5S o sennò di rubargli voti, mi spiace ma resteranno anche loro sotto le macerie del PD e del Paese.
Non so quanti hanno chiaro qual'è il continuum secondo il quale si distribuisce la politica oggi nel Vecchio Continente, oggi che Destra e Sinistra sono concetti purtroppo superati (purtroppo, nel senso che non lo sarebbero in linea di principio, ma di fatto tutti i partiti propongono politiche sostanzialmente di destra, e quindi...): i due poli sono l'adesione incondizionata agli assiomi monetaristi alla base della costruzione e della gestione dell'area Euro, e la messa in discussione di questi assiomi che apra un ventaglio di soluzioni che va da una riforma in senso keynesiano e democratico dell'Unione Europea al ritorno alla piena sovranità innanzitutto monetaria dei singoli Stati. E quanto più passa nel senso comune la percezione che la crisi attuale ha visto moltiplicarsi i suoi effetti a causa delle politiche monetarie imperanti, tanto più aumenta la probabilità che alle prossime politicheovunque in Europa prevalga chi si trova al polo opposto del continuum. Chiunque: in Francia potrebbe essere Marine Le Pen, in Italia (se non va in galera prima) ancora Berlusconi. E se nel frattempo non si sarà organizzato il vero-partito-di-sinistra di cui sopra, l'unica alternativa a Berlusconi sarà proprio Grillo, le cui idee in materia talvolta saranno anche confuse ma vanno nella giusta direzione. Dunque, a chi non voglia abbandonarsi al delirio recessivo dei padroni dell'Euro, ma nemmeno a quello mafiocapitalisticosessualtangentizio del Cavaliere e della sua cavalleria, non resterà che sostenere Grillo come ultima speranza per la democrazia, con buona pace delle anime belle che hanno in antipatia i suoi modi al punto da partecipare al coro di demolizione mediatica messo in scena ad arte dal blocco dominante.
La responsabilità di chi si è reso conto che il PD sta sbagliando tutto, e però ci resta dentro non si sa se con la speranza di cambiarlo dall'interno o di avere comunque la propria parte quando vincerà, è dunque oggi gravissima. I telegiornali non ve la spiegano così, ma questi si stanno preparando a riformare la Costituzione in modo eversivo, molto più di quanto aveva sognato Berlusconi nei momenti di massimo potere. L'obiettivo finale, sempre peggio celato, di tutto il progetto Euro è impoverirci tutti, e intanto completare l'esproprio della cosa pubblica a favore dei privati. In Italia, restano solo l'Eni e la Cassa depositi e prestiti, e poi attaccheranno l'immenso patrimonio culturale. Ponte Vecchio è solo l'inizio.
Dobbiamo studiare. Solo la conoscenza può salvarci. Forse. Blondet, che è di destra, pubblica a margine di un post un'ottantina di slide sulla crisi che sono di grande aiuto per facilità di lettura e chiarezza degli esempi. Questo pezzo di Cardini è più ostico da leggere, ma porta per mano al bivio che ci aspetta: essere capaci di una rivoluzione (innanzitutto nella distribuzione della ricchezza), o perire.

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