POLITICALLY SCORRECT 1: IMMIGRAZIONE

Lo sbarco del 91 a Bari, fischio d'inizio della partita
finale tra capitale e lavoro che vede il primo stravincere
incontrastato. Anche grazie al fatto che l'arbitro (politici
e giornalisti, meglio se di sinistra) è nel suo libro paga...
Ok, è ora adesso di mettere ordine a un flusso di pensieri che altrimenti rischia di sembrare confuso, preferendo il rischio di sembrare uno che si monta la testa attraverso una bella autointervista. Tema: gli immigrati.
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Come si concilia l'anima di sinistra di un grillino come te, di quelli che sostengono che l'impianto programmatico del moVimento è addirittura più o meno quello che avrebbe dovuto avere il Partito di Sinistra dei sogni, con le boutade di Grillo sugli immigrati?
Premesso che la funzione delle uscite di Grillo è acquisire alla causa tutti quelli, e sono la maggioranza, che un ragionamento pacato su un argomento non hanno proprio nè il tempo nè la voglia di seguirlo, ritengo però che quei militanti o anche semplicemente simpatizzanti del m5s che hanno voglia e tempo di farlo si possano autoattribuire la funzione di parlare a quella piccola parte della popolazione che, per dirla alla maniera dei neuropsichiatri, prende o crede di prendere ancora le decisioni con l'emisfero sinistro: è solo per questo che continuo a scrivere di politica su questo blog e che rispondo alle sue (ehm, mie) domande.
Ma non mi hai risposto. Sul blog di Grillo è pieno di esternazioni sull'immigrazione che farebbero invidia alla Lega.
Non è esattamente così, ma io non sono grillino, sono solo convinto della bontà dei cardini fondamentali della proposta politica grillina (sovranità e legalità), per cui piuttosto che difendere il Blog ti dico come la penso. Penso che non ci sia nessuna contraddizione tra coltivare sentimenti antirazzisti o che nulla hanno a che vedere col razzismo, e indagare criticamente sulle politiche della migrazione e ciò che ci sta dietro.
Cioè stai dicendo "non sono razzista, però devono starsene a casa loro"?
Cioè sto dicendo che non sono razzista, ma credo di aver capito perchè e per come gli immigrati arrivano, qual'è la strategia di cui questo flusso fa parte, di cui essi stessi sono le vittime di breve termine, e tutti noi quelle di medio/lungo termine. 
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Lascio il giochino della finta intervista, e cerco di spiegarmi meglio.
Su Africanews - sito che sta fisso in colonna sinistra, per dire - è uscito un bel pezzo che sciorina e demolisce i luoghi comuni dei razzisti: è ovviamente tutto istintivamente condivisibile, per chi abbia una coscienza "progressista". E però. Però al punto 3, nel demolire l'assunto che "ci rubano il lavoro", per dimostrare che "il lavoro straniero in Italia ha colmato un vuoto provocato da fattori demografici" si usano dei dati Banca d’Italia relativi al Veneto del periodo 2004/2008, si ammette che "la situazione è un po’ più problematica al Sud, perché in un’economia fragile e meno strutturata spesso gli stranieri accettano paghe più basse e condizioni lavorative massacranti, rubando qualche posto agli italiani", ma si dichiara che "a livello nazionale, ad ogni modo, il fenomeno non è apprezzabile" senza fare alcun riferimento alla situazione del Paese post-2008, dopo sei anni consecutivi di crisi profonda. A parte che se è questo il metodo ti vengono dubbi anche sugli altri punti, viene da dire che anche in mancanza di dati la sensazione ispirata dallo scenario recente è ben diversa: oserei dire che oramai, specie al sud ma purtroppo anche al centro-nord, sono gli italiani che sempre più numerosi tentano di "rubare il lavoro agli extracomunitari", quando sono in condizioni di potersi permettere di fargli concorrenza al ribasso (ad esempio, se non devi pagare un mutuo per qualunque ragione, tipo stai ancora dai tuoi o ti hanno lasciato casa). Col che cominciamo a capire il progetto, che è esattamente quello che Marx aveva definito "esercito industriale di riserva", adattato ai tempi nostri (cioè fuori dalle industrie).
Se dunque il progetto del capitalismo sovranazionale, chiamato per capirci Globalizzazione, è livellare in basso la retribuzione del fattore lavoro, ecco che a quel progetto non è funzionale favorire flussi migratori controllati e legali, perchè agli immigrati che li seguono poi bisogna applicare le leggi e le garanzie vigenti nel Paese di destinazione, ma incontrollati e illegali, e se poi ci sono morti e casi pietosi tanto meglio, così i "progressisti" si inteneriscono e lasciano fare, e se qualcuno denuncia gli puoi dire che è razzista. Se questo è Grillo puoi dire "hai visto che è di destra?". Anche se usa categorie di pensiero che più comuniste non si può.
Come dice il Comandante Nebbia:
Ora più che mai, dopo che le migrazioni, dietro la scorza del buonismo ipocrita, incominciano a somigliare ad invasioni, ora che finalmente abbiamo capito che quando ci chiedono tre lire per una maglietta o un paio di scarpe non stiamo veramente pagando tutto il prezzo, ora che la crisi è piombata nel salotto di tutti ed ad essere licenziato non è più l’amico dell’amico, ma il figlio, il marito, la sorella o noi stessi, ora che nei paesi che hanno conosciuto la ferocia nazista, la reazione alla paura sospinge tanti sotto la bandiera del fascismo, ora l’oscurità si fa più vicina.
Allora forse qualcuno si pentirà di avere respinto l'ultima occasione del sistema politico democratico italiano di autoriformarsi, capendo che forse in fondo lo ha fatto solo perchè lo schieramento che rappresenta(va) questa occasione ripugnava al proprio ridicolo senso di appartenenza. E se sarà fortunato lo farà mentre osserva "i barbari prendere possesso di Roma"... A-a-àààà-ah!

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