LASCIATEMI PERDERE

"Aaah, che bello con la testa!", esclamava Totò dopo essersela
riavvitata, nel seguito di questa scena del film "I due orfanelli",
in cui tra l'altro commenta con "tranquillo, è un sogno, nella vita è
tutta un'altra cosa
" tutta una serie di accadimenti, in un capolavoro
di satira politica e sociale avanti coi tempi e senza tempo...

Io ho 51 anni e un - demodè - posto fisso. Dunque certi discorsi non dovrei farli io, ma sentirli fare da altri più giovani e con meno sicurezze, e magari sentendoli scrollare la testa mormorando "sti ragazzi di oggi...". Però non li sento, magari sarà colpa mia che oramai per ragioni anagrafiche sto fuori dal loro giro, magari colpa loro che stanno troppo sui social network, che forse sono stati inventati proprio per agire da valvola per sfoghi così neutralizzati, così come tutte le altre piattaforme di entertainment dalla tv in poi, e poco dove la loro voce avrebbe forse una qualche eco. Tra parentesi entertainment è un termine non a caso ammericano che traduciamo intrattenimento ma se tralasciassimo il prefisso "in" capiremmo meglio significato e funzione: ti tengono fermo mentre ti inchiappettano, perchè la democrazia è una brutta cosa per chi ha il potere salvo che è il migliore velo per nasconderlo, quindi basta sventolarla davanti al muso e poi fare di tutto, entertainment in testa, per vanificarla. E allora parlo io, tanto qui non mi sente quasi nessuno e posso liberarmi la coscienza ad usum posteri (una in particolare) senza rischiare il posto fisso di cui sopra.
Anche Internet, infatti, in fondo è entertainment, e la blogosfera al suo interno non fa eccezione, come pure il mondo della controinformazione dentro ancora: la differenza è solo il target, perchè bisogna tenere fermi pure quelli intelligenti e colti che si credono ancora più intelligenti e colti di quanto non siano.
Quando c'era Berlusconi tutti questi, vorrei dire tutti noi ma temo le pernacchie, erano compatti dall'altra parte, e bisogna ammettere che con un furfante peraltro macchiettistico di quella portata era facile. Con Renzi da una parte e Grillo dall'altra le cose si sono complicate un po', e con qualcuno di loro, come con alcuni miei amici, mi trovo a volte su fronti opposti anche avendo sistemi di valori in gran parte sovrapponibili. Dipende essenzialmente da quanto conta per ciascuno di noi il senso di appartenenza rispetto a quello di opportunità storica: se privilegi il primo non ti importa che chi fa una proposta politica inedita forse ti darà una possibilità di risolvere dei problemi che hai da sempre, e magari se lo aiuti pure tu è meglio perchè magari lo farà più a modo tuo, no, se lui non è dei tuoi, e con quello che dice imbarca troppi che non sono dei tuoi, allora per te è un nemico da abbattere, non ti importa se così facendo fai un favore ai tuoi veri nemici anche perchè i tuoi non hanno ormai nemmeno la minima probabilità di fargli manco il solletico.
Prendete questo pezzo di Leonardo. Dal suo punto di vista è ineccepibile, e forse è persino vero, o almeno aumentano troppo le dimostrazioni in questo senso, che Grillo non è capace di gestire il consenso che ha ottenuto indirizzandolo verso proposte che abbiano concreta possibilità di attuazione, quindi anche che il referendum sull'Euro sia un percorso arzigogolato con quasi nessuna possibilità di riuscita. Ma lui, e tutti i miei amici "di sinistra" che da quando è apparso Grillo hanno semplicemente riorientato l'artiglieria da Arcore a Genova, dimentica che quando si potrà dire che il progetto m5s avrà mancato i suoi obiettivi, ammesso che non si possa già dire, sarà tramontata anche l'ultima occasione di colpire incisivamente proprio quel blocco di potere contro cui anche loro da sempre combattono. E sperare che questo tramonto sia prodromico all'alba di un nuovo sole dell'avvenire, cioè di una nuova occasione per la sinistra quella vera, è molto ma molto più velletario del referendum sull'Euro stesso, tanto per restare nell'esempio.
Inoltre, le sofisticate argomentazioni contro l'iniziativa grillina, per quanto possano essere condivisibili, dimenticano di andare alla sostanza del problema: l'Unione monetaria, anzi l'Unione europea in genere, senza l'Italia crolla. Quindi è solo se, ed è sufficiente che, l'Italia esprime un indirizzo coerentemente e pesantemente critico verso la politica monetaria europea, che c'è una concreta possibilità che questa cambi o se no si smantelli pacificamente e guidatamente l'Unione monetaria (prima che, tra l'altro, e potrebbe accadere anche presto, crolli di suo, non guidatamente e quindi cruentemente). Di fatto, Grillo è stato ed è l'unico a proporre coerentemente questo obiettivo, anche prima del referendum: la Lega ci arriva solo ora, dopo anni in cui ha votato tutto quello che Berlusconi e il blocco monetarista ordinavano di votare, e ha la faccia tosta di tentare persino uno sbarco in quel Sud che all'avvio dell'Euro pensava di abbandonare fuori dalla moneta unica in cui con la secessione imbarcare solo la Padania (ah, magari lo avessero fatto!....). Grillo quindi è stato votato, e vedremo se lo sarà ancora, da chi, prevalendo in lui il senso di opportunità politica rispetto a quello di appartenenza, ha capito che sinistra o destra (stavolta, o ormai) non erano variabili reali, che chi aveva a cuore il benessere minimo di tutti e della collettività non aveva alternativa che appoggiarlo, contro a tutti gli altri schieramenti che invece evidentemente avevano e hanno a cuore solo di fare gli interessi dei loro mandanti del capitalismo internazionale e (così) mantenere il loro status di classe privilegiata (non a caso altro obiettivo nel mirino dell'azione politica grillina).
Sinistra e destra, poi, che se hanno ancora un senso come etichette lo hanno in questo: la politica monetaria, in quanto propedeutica a quella economica, può essere di sinistra, quando il suo obiettivo è la piena occupazione (si, anche pubblica, e pazienza se i privilegiati debbano pagare pegno), o di destra, quando il suo obiettivo è il mantenimento e il rafforzamento dei privilegi (e pazienza per i tanti disoccupati, e i tantissimi sottoccupati e/o sottoretribuiti che ne derivano). Per cui, a mio modo di vedere, se non metti in discussione l'Euro sei di destra, sappilo, anche se sei per le unioni gay o vai ai concerti giusti. Punto. E se lo metti in discussione per ora sei dei miei, poi delle unioni gay parliamo, dopo che abbiamo vinto questa battaglia assieme. E' con questa logica che fu fatta la Resistenza, baby. Ah, e ogni altra rivoluzione.
Ma io ho 51 anni e qualcosa da perdere. Le rivoluzioni le fanno i giovani e/o quelli che non hanno niente da perdere, e di solito le prime teste che fanno cadere sono quelle degli intellettuali che li appoggiavano a parole perchè non potevano, o non sapevano, o non sapevano più, sporcarsi le mani. E riescono a farle purtroppo o per fortuna solo quando le condizioni ci sono tutte, in primis un malessere tale e talmente generalizzato da ingrossarne le fila a dismisura. Per cui alla domanda se l'avventura grillina sia finita, la risposta dovrebbe essere "speriamo", perchè invece purtroppo se le cose continuano a peggiorare di questo passo dobbiamo solo sperare che il moVimento sia ancora in piedi a raccogliere la protesta e indirizzarla secondo i suoi intendimenti e il suo programma, perchè se invece nel frattempo sono, siete, riusciti ad azzerarlo, semplicemente la raccoglierà qualcun altro che vi piacerà molto ma molto meno. Andatevi a ristudiare la Storia europea degli anni 30, se non credete a me.
Io non posso che ripetere a noia fino a che ho fiato e dita quello che penso: la cosiddetta democrazia rappresentativa è una truffa, se non è accompagnata da un sistema di regole e contrappesi che da noi sono state pure pensate e scritte ma mai attuate e poi scientemente smantellate. Il risultato è una selezione della classe politica che dire perversa è poco, la corruzione inarrestabile non ne è che una conseguenza logica, e distinguere tra destra e sinistra gente selezionata così per poi restare nella "casta" tutta la vita (e oltre, grazie al nepotismo) è solo un inutile pippa mentale che tra l'altro vi hanno guidato a farvi riproponendo proprio per questo la loro falsa contrapposizione come reale. Solo nuove regole di selezione ci salverebbero. Io sarei per il sorteggio, ma mi accontenterei che diventassero Legge dello Stato le regole imposte ai suoi da Grillo pena espulsione. E se proprio volete parlare ancora di destra e sinistra, parliamo di politica monetaria. Altro non intendo: sono anziano, lasciatemi perdere. In tutti i sensi: preferisco perdere con le mie idee, che vincere grazie al fatto che il mio schieramento è guidato da uno che le tradisce.

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