lunedì 25 maggio 2015

TERMINATOR HERE AND NOW

Sarah Connor, I suppose...
Ora lo so, qualcuno penserà e dirà che vale adesso quello che vale sempre per ogni innovazione tecnologica, quello che conta è come si usa, ovvero se l'utilizzo è inquadrato in una griglia di regole scritte bene e fatte rispettare efficacemente, perchè niente è buono o cattivo in sè, vedi ad esempio l'energia nucleare eccetera eccetera.
Ma ora che avete saputo che un prigioniero italiano è stato ucciso per errore da un drone militare americano, ora che leggete anche voi le pubblicità delle fiere del drone e delle scuole di pilotaggio, ora che uno bello bianco lo hanno regalato pure al Papa, ora, guardatemi nelle palle degli occhi, vi chiedo: siete tranquilli?
Si, è vero che ci siamo assuefatti all'idea che in ogni momento siamo fotografabili da chiunque, e la foto postabile istantaneamente all'intero universo, senza contare i movimenti tracciabili e tracciati da cellulare carta di credito telepass e quant'altro, ma sapere che in aria circolano più o meno liberamente (c'è una regolamentazione? si, ed è in fase di sviluppo, ma quanto è probabile che si possa farla rispettare rigorosamente?) aggeggi sempre più piccoli e meno costosi, con qualcuno seduto comodamente da qualche parte che attraverso loro vi guarda, vi lascia tranquilli?
E non sto parlando solo di privacy, e nemmeno dell'abbassamento delle soglie (di pelo sullo stomaco e quindi anche tariffarie) del killeraggio, che pure di suo sarebbe inquietante (rimpiangeremo i sicari di una volta, che - se non eri un infame - prima di spararti ti chiamavano in dialetto siciliano per farti voltare?): a me basta il rischio che un coso di questi per sbaglio mi finisca in testa, o mi si spiaccichi sul parabrezza o affacci alla finestra, per farmi inorridire quasi come il pensiero di un grosso ragno peloso nel guardaroba, a voi?
Si dirà, ripeto, che non si può fermare il progresso e che le stesse obiezioni sono state sempre fatte a tutte le innovazioni che poi sono diventate invece tranquilli annessi della quotidianità. Ma qui siamo di fronte forse a un salto di qualità: la terza dimensione che alle elementari sognavamo di cavalcare su astroscooter come i Pronipoti adesso la cavalcano insetti telecomandati e anzi in prospettiva sempre più autonomi. Un incubo, ottimo per uno spunto cinematografico (com'è che non ci hanno pensato? o lo hanno fatto?).
A proposito, è in arrivo il nuovo film della saga Terminator, primo (pare) di una nuova trilogia. Siamo nella serie "sfrutta il filone finchè ce n'è, anche a distanza di anni dall'ultimo scavo hai visto mai un'altra venuzza...", ma il primo, anzi direi in questo caso (un'eccezione) i primi due film della serie sono autentici capolavori del genere. E il genere è "fantascienza" solo per chi si ferma alla superficie delle cose: qui come per Blade runner (che è inarrivabile, ok) siamo abbondantemente nel filosofico.
Ora, a parte che secondo me un film sui droni che prendono coscienza e tentano di impadronirsi del mondo sarebbe tanto più spaventoso di Terminator quanto Uccelli lo è di Godzilla, la realtà, che non è altrettanto orrifica solo perchè è meno avvertita (e fanno in modo che lo sia, meno avvertita....), è che stringi stringi la vera causa della crisi è che oramai le macchine fanno quasi tutto il lavoro "pesante" (e molto di quello leggero). La qual cosa, pensate un po', negli anni settanta vagheggiavamo come un utopia, che magari avrebbe agevolato la trasposizione a realtà dello slogan "lavorare meno lavorare tutti", altro che la distopia che sta invece realizzando. Come sempre in questi casi, allora, è possibile ne derivi luddismo, ma non è questo la risposta giusta, bensì cavalcare la cosa per rigirarla a nostro favore. Come?
In questo periodo il movimento 5 stelle sta riguadagnando voti e popolarità, oltre che guadagnando attenzioni inedite, spostando il focus tra due obiettivi della sua battaglia, dal referendum anti-euro al "reddito di cittadinanza". Chi segue queste pagine sa quanto convinto è perdurante sia il sostegno che vi si da alla causa grillina, come unica vera speranza di redenzione per la democrazia italiana a dispetto di errori tattici e di linea, e questa opinione di fondo e sostanza non cambia con l'espressione di critiche ragionate. Una di queste, appunto, riguarda il reddito di cittadinanza. Già l'etichetta è usata in modo improprio: se è condizionato a una serie di fattori, e nella proposta grillina lo è eccome, non è un reddito di cittadinanza ma un "reddito minimo". La differenza è enorme, anche nei soldi necessari; Grillo lo sa, e forse per questo rinuncia all'ipotesi massimalista in favore di questa minimalista (che già sarebbe tanto, e ci avvicinerebbe al resto d'Europa dove esiste da tempo, Grecia esclusa) ma forse realizzabile, anche perchè su di essa potrebbero convergere altre forze politiche: l'avete accusato per anni di idealismo e avversione ai compromessi, ora che li fa che vi lamentate? Il problema è che per farlo (o se volete grazie al fatto che lo fa, è lo stesso) Grillo abbandona o almeno accantona il fondamentale passaggio del superamento dell'Euro, senza il quale, come purtroppo ha confermato la cronaca greca dal giorno dopo le elezioni fino al redde rationem odierno, ogni promessa di discostamento dalle politiche di austerity è vana (se inconsapevole del problema monetario) o peggio ancora truffaldina (se consapevole). In questo Podemos, trionfatore in Spagna alle amministrative e prossima incognita alle politiche, non è diverso da Syriza. Il moVimento 5 stelle si, anche se 1) non abbastanza decisamente e 2) finora.
Ma l'aspetto più paradossale della faccenda è che l'esigenza di un reddito minimo universale, una sorta di "Diritto di base a nutrizione abitazione e sostentamento" da porre ad articolo uno di ogni Costituzione a partire di quelle "fondate sul lavoro" e anzi di una nuova "Carta dei Diritti dell'Uomo", non è un portato logico di chissà quale neocomunismo, è invece l'ultima ratio del capitalismo per sopravvivere a se stesso e alla rivoluzione tecnologica ad esso connessa. Se le classi dirigenti che governano (davvero, quindi non parlo dei politici) il capitalismo mondiale non capiscono questa cosa, e continuano invece ad assecondare (per avidità, miopia, ignavia o incapacità non importa) le tendenze sistemiche alla concentrazione della ricchezza che lasciate libere di operare dal prevalere del neoliberismo hanno ridotto il mondo allo stato in cui è (mille volte, a occhio e croce, peggio di quello in cui era trent'anni fa), il capitalismo crolla, e vince chi si preoccupa del sostentamento minimo degli ultimi tramite l'annientamento di tutto il sistema di valori che lo ha trascurato, culto della Civiltà compreso. Avete capito bene di chi parlo, e ora anche 1) perchè abbattono i monumenti e tagliano le teste, e 2) l'unica strategia che può fermarli: visto che la globalizzazione nel capitalismo è irreversibile, cavalcarla per, imbrigliando il neoliberismo, garantire a tutti la libertà dal bisogno. Una sorta di versione monstre dell'intervento statale in economia, è il capitalismo è salvo, e con esso tutta la complessa costruzione del nostro sistema di valori e "libertà"; meno di questo, e siamo fritti. Fatevene una ragione, e passate parola.

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