domenica 2 agosto 2015

TRE CORSIE DI ILLOGICITA'

Ho letto sul blog di Scanzi un divertente pezzo di satira di costume sugli italiani in autostrada; il sorriso però ha lasciato presto spazio all'amarezza, vuoi perchè se no non sarebbe buona satira, ma vuoi anche perchè il richiamo alle tre corsie mi ha evocato trasversalmente qualcos'altro, che subito non sono riuscito a mettere a fuoco. No, non era l'attendibile identificazione della fauna descritta, e nemmeno una botta d'autocritica... ecco: è che avevo visto quelle tre corsie in un posto dove davvero non mi aspettavo di poterle trovare. Regia, mettete su la foto...
Marino è un sindaco che si vanta di muoversi in bicicletta, come almeno un illustre predecessore, da cui si è distinto per almeno essere riuscito a battere Alemanno alle elezioni (ma se ci pensate era facile, sputtanato com'era dal malgoverno, mentre pochi anni prima lo sputtanato era l'altro), e però poi per poco altro, troppo poco per le attese che derivavano dal suo curriculum di "alternativo vero". Tra l'altro, lui ha vinto le comunali con l'appoggio di un PD a livello nazionale ancora paladino dell'opposizione di centrosinistra, e però ora se lo trova al governo e, a maschera gettata, ormai apertamente di centrodestra economica e di malaffare politico. Non può durare, lo attaccano da tutte le parti, dagli ambienti destrorsi che hanno appena fatto a tempo ad annusare il magnamagna alla nuova cricca dei padroni del vapore piddino: quasi quasi mi torna simpatico...
Invece eccolo che pur di restare in sella rimpasta, abiura, richiama alle armi veterani della finanza creativa, in una parola sbraca davanti al Capo. Dopo essersi già distinto per essere rimasto dietro al suo predecessore fascio perfino nella salvaguardia urbanistico/ambientale, se è vero che quello almeno una zozzeria (l'ampliamento del parcheggio sotto al Pincio) l'ha fermata mentre lui manco mezza, manco il prolungamento assurdo della linea C, manco per dire le olimpiadi, figurati il giubileo straordinario di papa Diego Armando Cheguevara primo. Le olimpiadi, una città che non ce la fa manco a fare funzionare decentemente le due linee di metro che ha, buttare ancora una volta (coi cantieri per i mondiali di nuoto 2009 ancora aperti) un pacco di miliardi di cui mezzo, a volersi tenere bassi, nelle tasche dei soliti noti, quando non si sa come mandare avanti i servizi essenziali!
Insomma, siccome "noi siamo quelli dell'ambiente e dell'intelligenza circolatoria urbana", dopo aver chiuso al traffico trecento metri di stradone fascista (almeno sradicarlo...) così congestionando la circolazione nei chilometri attorno, dopo aver tronfiamente piazzato le preferenziali dove hanno fatto solo danno (la Togliatti, ad esempio: erano tre corsie senza quasi mai traffico, quindi gli autobus scorrevano come le auto senza problemi, anche se qualcuno parcheggiava storto, oggi con il parcheggio nello spartitraffico e la preferenziale a mano sinistra, alle auto restano due corsie a destra di cui una sempre piena di auto in divieto di fermata quando non in doppia fila, ed ecco che oggi è quasi sempre congestionata), ecco la trovata per bloccare definitivamente il traffico dove già prima era difficile, ma almeno nelle ore con meno flusso scorreva: dei bei spartitraffico bianchi e rossi dove proprio non ci starebbero, e ora la fila inizia a via Merulana...
Il tutto in una città dove ancora l'auto è concorrenziale, e non perchè ci si cammini bene, ma perchè coi mezzi si cammina molto peggio (quando funzionano a regime, figurarsi quando scioperi bianchi e altri frutti di scelte sciagurate li tengono sotto frequenza, come negli ultimi tempi: un vero inferno, credetemi - parlo ai non romani: ai romani non serve...). La genialata è azzerare questo gap peggiorando dove e come si può la circolazione delle auto, non come sarebbe logico migliorando il servizio pubblico fino a indurre la gente ad abbandonare l'auto per convenienza. Così chi può, logisticamente ed economicamente, torna ad andare in macchina, almeno è seduto comodo e fresco a sentire la radio, e non schiacciato tra una badante ucraina sudata e un ragazzotto col volume degli auricolari così alto che lo senti forte tu, le orecchie se le sarà giocate...
Altro che Romasonoio, figlio d'arte carissimo! Quando dopo 20 minuti arriva la metro senza aria condizionata e la banchina è piena e il treno pure ma tu devi salire per forza, quando ti strarompi a separare e diversificare col sospetto che poi rimischino tutto che non ti abbandona, quando scopri che anche l'accoglienza è un bisinissi, e alla fin fine che manco votare per la sinistra del tuo partito ne impedisce la deriva destrorsa ormai inarrestabile, anche queste iniziative di piglio volontaristico-responsabilitario hanno uno strano retrogusto di stantìo, purtroppo.

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