SOCIALISMO O BARBARIE

Com'era? "non c'è PD contro le destre ma umani contro le bestie"? ma vaffancubo!
L'8 settembre scorso è stato il 49mo anniversario della prima messa in onda di Star Trek, e il 72mo del proclama con cui Badoglio rese noto che l'Italia qualche giorno prima aveva "cambiato campo" (vero e proprio manifesto dell'italicità, non c'è che dire). La coincidenza rende possibile il corto circuito logico che porta all'adozione del titolo di questo post.
I Borg, infatti, sono una razza aliena modellata dagli sceneggiatori sulla società delle api, con una regina pensante e tante operaie, individui "assimilati" alla collettività grazie alla tecnologia, senza poter opporre resistenza ("ogni resistenza è inutile" è il loro motto) prima ed avere più coscienza della propria individualità poi. E "resistenza" fu detto quel movimento popolare, peraltro fortemente minoritario checché se ne dica, che "riscattò l'onore" della Patria aprendo un fronte di guerriglia dentro a quella parte della stessa rimasta a lungo sotto il controllo degli ex alleati ora invasori.
Due accezioni diverse del concetto di "resistenza inutile", dunque, se pensiamo:
  • a che fine ha fatto quell'onore, assieme a tutte le conquiste popolari in termini di diritti civili ed economici che comportò quella scelta di campo, e
  • a per mano di chi oggi dominando questa Europa stiamo restituendone i frutti.
Mi fermo.
Voglio per una volta tentare di non assecondare l'autocompiacimento nello scrivere difficile, che fa si che il target di per se ristretto di un qualunque tentativo di approfondimento razionale diventa per questo blog ristrettissimo. E tornare ai concetti espressi di recente sull'immigrazione per tentare, grazie anche alle aggiunte odierne, di "metterli in piano": forse per temi del genere è più importante far capire bene da che parte si sta, che argomentare sottilmente...
Certo, quando un Presidente del Consiglio (mai eletto da nessuno, è bene ricordarlo) si permette abusi di retorica come quello in didascalia, la tentazione di rigettargliela in faccia dichiarandosi provocatoriamente "bestia" come fa Salvini è forte. Ma è molto facile finire arruolati immediatamente tra le fila dei razzisti, se solo si osa aggiungere un "si, ma..." all'accoglienza dei migranti, in un mondo in cui il semplicemente razionale (per tutti, innanzitutto per loro) "aiutamoli a casa loro" è uno slogan irrimediabilmente di destra (ma allora è vero che il Dalai Lama è nazista!...).
L'unica soluzione, peraltro difficile da praticare, è trovare un enunciato semplice da ricordare, e poi per chi la vuole una spiegazione costituita con categorie marxiane, tanto per chiarire.
Voglio un mondo dove la circolazione degli esseri umani:
  1. sia libera, al punto che nessuno debba mai più accettare di sottoporsi a pericolo di vita per forzare un qualsivoglia limite; ma
  2. non sia necessaria alla sopravvivenza, di modo che un limite ragionevole lo trovi da se la volontà delle persone e i vari parametri di attrattiva dei luoghi (tra cui il fatto di esserci nati e quindi esserci legati, o d'altro canto la capacità di offrire lavoro e condizioni di vita migliori.)
Quindi, premesso che il primo soccorso deve essere garantito a chiunque e comunque, voglio:
  • che vengano estirpate le ragioni per cui anche un solo essere umano metta in pericolo la propria vita per emigrare;
  • che venga calcolato nel quadro di una riforma sistemica globale se c'è bisogno di un flusso migratorio e di che direzione e portata; e
  • che una volta calcolato tale flusso questo avvenga gratuitamente e in condizioni di sicurezza.
Un flusso migratorio di misura superiore a quanto compatibile con il mantenimento del modello sociale faticosamente ottenuto dalle lotte dei nostri padri e nonni, è da ritenersi inammissibile in ogni caso, perchè non farebbe appunto che distruggere il lato buono dell'individualismo occidentale, i suoi valori e il suo portato storico (il "welfare state", in estrema sintesi) senza peraltro apportare nessun beneficio significativo al resto dell'umanità, perchè le proporzioni sono tali che anche la totale spoliazione del 99% degli occidentali meno ricco (l'1% più ricco scordatevelo, poi vi spiego perchè) di ogni bene con relativa redistribuzione al resto del mondo delle spoglie, condurrà se va bene a un nuovo medioevo, replicando mutatis mutandis il millenario salto all'indietro che segui la fine dell'Impero romano.
Se pensate che questo sia razzismo, cavoli vostri. Io lo chiamo difesa delle conquiste umane e dei diritti civili, fatto anche per conto di chi ancora queste conquiste e questi diritti non li ha, e del fatto che migrando in massa non solo non li avrà e semmai si rende invece strumento di chi li vuole togliere a noi, ma nemmeno avrà quel significativo miglioramento delle condizioni materiali di vita che è l'unica cosa che gli interessa e che gli promettono e quindi si aspetta.
E ora spiego meglio queste dichiarazioni, e ne preciso i dettagli.
Da quando il capitalismo ha raggiunto la sua fase estrema (o dovremmo dire terminale?), quella in cui, sconfitto (per carità, cavalcandone i difetti, e usando lo spettro del socialismo reale) il "terribile statalismo", ha potuto esplicare senza più argini (e senza più confini, per ragioni tecnologiche, in tutti e tre i suoi mercati: merci, capitale e lavoro) le sue tendenze sistemiche (alla crescita, per cui alla finanziarizzazione una volta raggiunti i limiti naturali nel reale, e alla sempre maggiore concentrazione della ricchezza), con conseguenze pratiche per tutti noi che è meglio elencare, perchè grazie al principio della rana bollita sono di difficile percezione ordinaria:
  1. a meno di non avere ereditato o ricevuto in regalo casa, non è possibile mantenere una famiglia con un solo reddito "normale";
  2. poichè è impossibile nella condizione 1, e difficilissimo comunque, crescere un figlio (e figurarsi più di uno) con tranquillità, e meno che meno immaginare per lui o loro un futuro migliore del proprio, il fatto che procreare sia un lusso è diventato ormai luogo comune;
  3. per tutti gli altri è comunque un problema, ma per chi ha meno di trent'anni il concetto stesso di "diritto al lavoro" (che pure sarebbe di rango costituzionale, e declinato come un vero e proprio diritto al sostentamento e alla dignità) è ignorato e laddove sfiorato resta incomprensibile, e il concetto di "contratto a tempo indeterminato" (per cui tu puoi fare affidamento sul fatto che a meno di pochi codificati e improbabili casi, o a meno che non ti vada di cambiare, quel lavoro è il tuo e non te lo tocca nessuno) del tutto alieno (provate a spiegarlo a un ventenne, vi guarda basito peggio che se gli mostrate un floppy);
  4. salvo per chi ha più di cinquant'anni, e manco per tutti questi, è scontato che se ci sarà mai un momento in cui si andrà in pensione questa non basterà a campare, e bisognerà arrangiarsi in qualche modo;
  5. già oggi per tutti, e sempre di più, se stai male si apre un bivio, e se non hai soldi o un'assicurazione privata imbocchi una strada sempre più disagiata;
  6. quanto detto per la sanità, vale anche per l'istruzione (con l'aggravante che grazie al baciapilismo italico la scuola privata ha pure i finanziamenti pubblici, in palese violazione costituzionale) e tanti altri servizi che sono arrivati a noi in quanto conquiste sociali.
Ora, o si è tanto ingenui da pensare che la comparsa di questi fenomeni in coincidenza con la globaizzazione sia una coincidenza, o si deve ammettere che ad esempio i cinesi c'entrano eccome con tutto questo. E non è razzismo, mi da fastidio persino doverlo rimarcare: addirittura, personalmente, mi piace anche molto l'idea che il quartiere sia un coacervo di occhi a mandorla e facce scure (e come potrebbe essere diversamente, viste le mie origini e la mia stessa storia di emigrato?), ma se viene consentita una concorrenza al ribasso prima o poi questa metterà fuori gioco chi non vuole o non può starci. E oggi, per restare nell'esempio, ci sono interi settori del commercio all'ingrosso e al dettaglio, e interi quartieri, da cui gli italiani sono estromessi, ma chi se ne frega degli italiani, sono estromesse quelle persone che non sono disposte a turni massacranti, margini di guadagno strettissimi, scarsi controlli sulla qualità della merce, e a dividere in 20 l'affitto di una casa dignitosa per 4.
Marx parlava di "esercito industriale di riserva" per gli operai, ma la sintassi è questa, e funziona in tanti altri casi. Prendiamo ad esempio i call center: prima hanno rimpiazzato gli uffici informazioni, grazie al fatto che ragazzi sempre più disperati accorrevano a frotte a fare turni massacranti per quattro soldi, poi non è bastato più (il capitalismo non ha limiti intrinsechi se non ci pensa lo Stato con leggi efficaci a darglieli, figurati se lo Stato grazie a una classe politica corrotta e messa li apposta fa le leggi al contrario proprio per dargli mano libera, leggi Jobs act) e oggi quasi tutte queste strutture sono delocalizzate all'estero (tanto è per telefono, è facile). L'impiego pubblico, altro esempio, è passato da indebito sostituto di un qualsivoglia reddito sociale (e serbatoio di consenso elettorale) a cittadella in cui gli ultimi moicani dello stipendio fisso (fisso anche nel senso che i contratti non si rinnovano da dieci anni, ma uno si guarda intorno e non osa nemmeno più protestare), cui non è valso niente diventare produttivi come i privati perchè nel frattempo i privati sono diventati schiavi, tentano di difendersi dall'odio e dall'invida di tutti gli altri, e dagli attacchi strumentali di chi li vorrebbe (e presto ci riuscirà) privatizzati del tutto nel senso proprio che tutto quello che si esternalizzerà tutto quello che si può, e per il resto si rimpiazzeranno quanto più possibile figure tutelate con figure sottopagate e non tutelate.
Ora, immaginate che questo stesso paradigma si sposti ancora più giù. Oh, si che può farlo. Pensate a male, coraggio: secondo voi, com'è che un fenomeno tutto sommato marginale come le migrazioni transmediterranee viene prima rimpolpato da guerre insensate e distruttive proprio dei pochi regimi a impronta laica e buon tenore di vita (Saddam, Gheddafi, ora Assad, passando per le varie "primavere arabe"), poi cavalcato da ondate di buonismo e commozione? Una coincidenza anche questa? O il prodotto dell'estrema accelerazione del capitalismo terminale verso il compimento della globalizzazione, il momento in cui anche il mercato del lavoro sarà unico come per le merci e il capitale, e quindi la sua retribuzione livellata al minimo?
Non ci credete? starete a vedere. Prima era "non ci rubano il lavoro, sono disposti a fare cose che noi italiani non facciamo più", ricordate? era questo l'argomento "antirazzista", lo condividevamo tutti. Anche chi oggi ha il figlio barista in nero in un bar gestito da cinesi. Prima erano le lotte per il rinnovo del contratto, ricordate? oggi nessuno ha il coraggio di fiatare, sempre meglio di chi gli è toccato di vedersela con la concorrenza a ribasso...
Ma, di nuovo, non è questione di colore della pelle o religione. Amerei molto, anzi, che fosse vera la favola che vengono a pagarci le pensioni, magari! significherebbe che non lavorano in nero e hanno paghe dignitose, e dunque saremmo una società multirazziale e multiculturale ma con un minimo stipendiale e valoriale intoccabile. Invece è proprio quel minimo sotto attacco del capitalismo finanziario globale, e loro ne sono le inconsapevoli armi. Non è colpa loro quello che sono disposti a fare, non hanno scelto di nascere dove sono nati e così ereditare il sistema di valori che hanno ereditato. Migrano perchè hanno problemi enormi, la maggior parte causati dai nostri stessi governanti e dalle politiche imperialiste che abbiamo avallato dandogli il voto. Ma questi problemi sono così grandi che mosse ad effetto come quella della Merkel, peraltro mirata a una precisa popolazione altro che aperta, non valgono nemmeno un panno caldo contro la peste bubbonica. Un sondaggio artatamente pubblicato di recente dice che 2 milioni di famiglie italiane sarebbero disposte ad "adottare" un "profugo"; lasciando perdere la definizione dei termini tra virgolette, cosa sono due milioni contro due miliardi che ne avrebbe bisogno? Perciò vi dico, commuovetevi se vi fa di farlo (nonostante abbiate capito che questi siano li a solleticarvi il velopendulo apposta, e se non lo avete capito peggio per voi), è umano ed è giusto, e aiutate chi potete e quanto potete se questo serve (e se basta) alla vostra coscienza, ma allo stesso tempo è invece un vostro dovere civico, nei confronti dei vostri padri che ve l'hanno consegnata e nei confronti dei vostri figli se avete a cuore il loro futuro, pretendere che i vostri governanti trovino una soluzione sistemica, ovvero votare per chi ne propone una:
  • fine immediata di tutte le guerre neocoloniali,
  • estirpazione immediata della piaga monetarista (e del progetto Euro che ne è figlio) e rilancio delle politiche economiche di stampo keynesiano con obiettivo la piena occupazione o comunque il pieno sostentamento di tutti, 
  • avvio di un "piano Marshall" per il mediterraneo e il medio oriente (ivi compresa una soluzione della piaga palestinese, che passa per un imbrigliamento - perlomeno - del regime sionista) che allo stesso tempo liberi dal bisogno quella povera gente e tolga linfa vitale agli integralismi religiosi (quella che proprio il neocolonialismo gli ha dato, trent'anni fa non ce n'era traccia).
Non è manco il caso di dirlo, quale sia la sola forza politica in Italia che ha queste cose nel programma.
L'alternativa a questo difficile progetto è ritrovarsi precipitati in un mondo dove non sono che un pallido ricordo degli anziani non solo le conquiste dei lavoratori in fatto di welfare, ma anche i diritti civili e altri valori che ancora diamo per acquisiti, come la parità dei sessi e la libera fruizione della cultura e dell'informazione. E' questo il progetto del capitalismo terminale, e perciò è proprio il caso di marciare decisi tutti assieme (sperando che Corbyn non sia un'altro traditore come Tsipras) sotto la scritta "socialismo o barbarie".

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