CHI C’È, C’È

Ah, se potessi raccontare tutto quello che vedo e sento
dall'orizzonte di questo cielo
che picchia giù nel mare,
in questa notte cieca di luna, e tu
che stai ad ascoltare!

(Ivano Fossati, da La barca di legno di rosa)
Come ho raccontato nella pagina apposita, sono un lettore vorace e solo molto dopo uno scrittore stitico: finora (ma - Camilleri docet - non è detto che da domani...) ho pubblicato solo una raccolta di racconti brevi, oltre che il libro di ricette di nonna Carmela. Adesso, finito di pubblicare quest'ultimo a pezzi su questo blog, e per la stessa ragione (esaurimento della tiratura e introvabilità assoluta) aggravata dal fattore tempo (il libro uscì nel 1999, diciott'anni fa, minchia!), ho deciso per la vostra gioia (non vedevate l'ora, ammettetelo...) di propinarvi anche Chi c'è c'è a puntate. Con una piccola spiega iniziale necessaria a mettere le mani avanti.
Come tanti, forse troppi, a un certo punto avevo una serie di racconti nel cassetto. Alcuni di essi, peraltro, nascevano dalla voglia di non abbandonare al loro destino dei testi di canzoni che non avrei più cantato, perché il sogno di una band, anche questo peraltro non esattamente originale, era tramontato per via della consapevolezza che le corde vocali (stressate dalla mancanza di tecnica, prima che da tre interventi per noduli) erano "passate" assieme al tempo giusto per fare quel genere di cose. Un amico che ci capisce ne lesse qualcuno, e un giorno mi fece notare che su un notissimo quotidiano nazionale era uscito un concorso letterario per un romanzo inedito. Ma io non avevo un romanzo, avevo alcuni racconti. E mancavano pochi giorni alla scadenza dei termini. Non ho trovato di meglio, in così poco tempo, che cercare un "cappello" che potesse legarli fittiziamente, e in questi casi per le leggi della termodinamica a un insieme disordinato si può dare ordine solo a un livello maggiore, con un "grado di libertà" in più: come appassionato di fantascienza d'autore, avevo la soluzione a portata di mano (ah, chi si chiedeva perché mai tutti scrivono sci-fi o fantasy, ora lo sa: è più facile - anche se non è semplice, e infatti le boiate non si contano...).
Vergognarsi, o quanto meno non riconoscersi, in quello che si scrive, specie se lo si rilegge dopo del tempo, è abbastanza tipico. Nella fattispecie, dal racconto di cui ho avuto bisogno per racchiudere tutti gli altri in un insieme abbastanza coerente da poter essere accettato come "romanzo" dall'editore ho "preso le distanze" quasi subito. Per tutta la serie di motivi per cui sembrerà ingenuo e scontato anche a voi adesso. Ma siccome il libro inizia con questo, è con questo che mi tocca iniziare a pubblicarlo sul blog, e che vi tocca iniziare a leggerlo, se vi va.
D'altronde, come suggerisce il titolo, non è mica obbligatorio. Chi non c'è, non c'è.
...
INTRO 1 - SIRENA
La strana macchina che ci aveva spinto fino a questo punto non dava segni di attività. Non c'era vita là dentro secondo gli strumenti, per questo hanno mandato al recupero un ferrovecchio come il mio, con due soli uomini di equipaggio: io, il capitano Fulvio, e il mio secondo, che sulla nave fa tutto il resto. D'altra parte su questo schifo non avevamo nessuna delle apparecchiature che poi scoprimmo sarebbero servite, ed io me ne ero accorto appena possibile che non era quello che sembrava, ma loro hanno detto "è troppo tardi, ormai, vai avanti tu, tanto più che gli strumenti ti dicono che non dà segni di vita, perciò aggancia quella roba e portacela qui che ci pensiamo noi", ed io "ma se ci sono dei morti, che so io, per qualche epidemia?", e loro "allora sali a bordo e verifica!", ed io "ma che cazzo verifico senza strumenti? e se mi ammalo e muo..."
Avevo capito: certo non l'avevano fatto apposta a mandare me, se avessero sospettato di cosa si trattava sarebbero venuti con le migliori squadre scientifiche, figurati, solo per la pubblicità!...ma visto che c'ero, visto che ad agganciare un'astronave aliena, con dentro chissà che virus letale, c'ero io col mio cargo per la spazzatura, che almeno facessi da cavia, in mancanza di altri indicatori diagnostici. Vacca boia!
E ora come faccio? Come faccio a sfangarla? Mi hanno proprio incastrato! Calma calma calma devi sforzarti di pensare devo pensare pensa pensa pensa...sì: "scusate, signori, e se il virus ammazza lentamente, e io sembro sano come un pesce e invece ve lo porto a casina e tra cinque anni il pianeta è sterminato?". "Ottima osservazione - mi hanno risposto prontamente le carogne - vorrà dire che tu salirai a bordo e poi ci aspetterai lì per qualche mesetto, dopodiché arriveremo con una missione scientifica e ci accerteremo che tutto sia in ordine prima di riportare a casa te, il tuo mozzo, il tuo raccattaferrovecchio e la nave aliena col suo contenuto!".
Com'è che non mi rifiuto? In fondo potrei, sul contratto c'è scritto "recupero di un rottame non meglio identificato nel settore 1123H782, e non "aggancio di una fottuta forma di vita diversa”, che magari fosse vita e invece sono morti e non si sa di che, e inoltre io non sono esattamente un eroe...
Ma sono uno stramaledetto raccoglirottami e ci campo con questo mestiere, e voglio vedere se non mi pagano più che bene stavolta, stavolta mi aggiusto per sempre: mi compro una nave nuova, una di quelle con cui si portano i turisti a vedere le tempeste stellari, tutte luccicanti, le navi, e tutti pieni di soldi, i turisti. E poi, devo ammetterlo, sono curioso. E ambizioso: in fondo potrei finire sui libri di storia, "il primo geestre ad essere entrato in contatto con esseri di altri mondi", seppure schiattati; già me lo vedo con tanto di foto, e i figli dei miei figli che diranno ai loro compagni di scuola "lo vedi quello? è un mio antenato!".
  • Ma quello non è un rottame!
  • Ah, te ne sei accorto, finalmente! Se tu non stessi tutto il tempo a giocare alla consolle e venissi più spesso ad aiutarmi in plancia sapresti che ho già chiamato la base, e mi hanno detto che pur essendo quella una nave aliena fantasma io sono più che qualificato per affrontarla, e ancora di più per tentare una negoziazione pacifica con gli invasori... Ah, ah, ah, guarda che cazzo di faccia terrorizzata che hai, scemo, ho detto "fantasma" nel senso che lì dentro sono tutti morti! Non c'è nulla da temere, ora ci andiamo in esplorazione... anzi, a pensarci meglio, tu andrai a bordo, e mi riferirai in subfrequenza!
  • Ma perché proprio io? potrei non essere in grado di interfacciarmi con le apparecchiature aliene, e comunque lei resterebbe solo sulla nave e se ci fosse bisogno...
  • Se ci fosse bisogno, torni subito su. E comunque sarà affare da poco, gli scienziati stanno arrivando per rotte subspaziali, saranno qui prestissimo. Non vorrai che si prendano tutti i meriti, spero!
  • Loro, eh?
  • Sospetti di me! tu sospetti che io....andiamo, non dici sempre di essere sprecato come "mozzo" quando ti chiamo così? non dici di intenderti di elettronica, di essere laureato in scienze sociali? Bene, è il momento di far vedere ciò che vali, io adesso programmo il diario di bordo sulla tua frequenza così da registrare i rapporti che mi manderai, diciamo, ...ogni tre ore: così va bene, malfidato?
  • Va bene, ma le posso fare una domanda?
  • Come se fosse una novità, tu fai sempre domande, da quando ti sei presentato in servizio non hai fatto altro che fare domande! che vuoi?
  • Com'è che lei rinuncia così volentieri a tutti questi onori che mi attenderebbero?
  • Ingrato di un mozzo, vai a prepararti, sbrigati, togliti dai piedi! ah, e vaffanculo...
Se ne è andato. A volte quel ragazzo mi sorprende, sembra quasi intelligente... A volte: intanto ci è andato, però. Mah..., cominciamo la registrazione del diario di bordo, che è tardi. Si, “tardi”...! come se avesse qualche importanza l'ora, qui! Stanco per esserlo lo sono, ma sono anche eccitato, e se quel deficiente non schiatta di qui a qualche giorno mi sa che lo raggiungo, specie se trova qualcosa di interessante. Tanto qui per due o tre mesi non arriva nessuno, e poi quella nave pare così vecchia, vedrai che sono morti proprio di vecchiaia là dentro. Se l'allocco mi conferma che è così mi sa che lo raggiungo. Forse.
Diario di bordo del comandante Fulvio, nave raccoglirifiuti Sirena, coordinate spazio-temporali 1123H782*542929*58,58. Siamo entrati in contatto diretto con la nave aliena. Il contatto visivo pare confermare le impressioni avute col primo contatto strumentale: si tratta certamente di un mezzo di proporzioni sufficienti da trasportare esseri viventi, dall'aspetto molto malridotto, si direbbe di fattura molto antica o almeno di molte vicissitudini. Sull'esterno è visibile un'iscrizione in caratteri sconosciuti, sei caratteri grandi poi dodici piccoli poi tre grandi, per la precisione. E' indubbio si tratti del primo contatto con un mondo intelligente diverso dal nostro. Gli strumenti di bordo, peraltro notoriamente non numerosi né avanzati, hanno escluso ripetutamente, tuttavia, qualsiasi tipo di attività biologica o meccanica, salvo il movimento inerziale dell'intera struttura. Ho inviato a bordo il mio secondo, che provvederà ad aggiornare il presente diario direttamente dal suo trasmettitore, in subfrequenza, ogni tre ore, e fino a quando io non riterrò di dover intervenire in prima persona, cosa che farò senza incertezze in caso di bisogno. In tal caso sarà opportuno lasciare a bordo il mio trasmettitore, ed eventualmente trasmettere dal suo, non senza ovviamente aver registrato sul diario tale cambiamento. Chiusura momentanea.

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RI-CRESCITA

ok, lo ammetto: dato il risultato estetico, non è l'esempio migliore Il titolo avrà evocato a circa il 50% dei (pochi) lettori qualc...