LO IUS SÒLA

Lo ius soli comporta controlli ferrei alle frontiere, lo sapevate?
Ero certo di non essere originale, nello scegliere per il titolo il gioco di parole tra il termine latino per "suolo" e quello romanesco per "fregatura", anche prima di avere scoperto di essere stato battuto sul tempo proprio dal blog di Grillo, ma mi piace troppo, ci azzecca troppo, e lo tengo.
Sono certo anche di non trovarmi, nei confronti di tutti gli altri italiani che ad oggi voterebbero m5s in caso di elezioni politiche (ancora il 30% circa, a dare retta ai sondaggi), nella stessa posizione ideologica: al di là delle boutade (poi nemmeno tali, ma risultanti da manipolazioni di una stampa che si ricorda di fare il proprio mestiere solo quando ha a che fare coi grillini), è inevitabile che all'interno di una forza politica che miri a vincere le elezioni in Italia convivano opinioni eterogenee salvo che sugli aspetti strutturali del programma (cioè il recupero della sovranità monetaria ed economica e la ristrutturazione del concetto stesso di carriera politica, che fino a che restano io resto convinto sostenitore, e non solo io a quanto pare). In altre parole, se gli amici di sinistra pur di vincere appoggiano un partito ormai di destra, o peggio ancora partiti che si posizionano alla sua sinistra per raccogliere consensi per scopi funzionali al governo di destra, non trovo niente di strano a continuare a sostenere l'unico movimento che dice di voler fare quello che penso sia necessario adesso (i due punti suddetti), anche se esso raccoglie consensi anche presso gente che prima votava a destra. Parlo di destra e sinistra, accettando di riesumare queste categorie più che sorpassate sputtanate e stuprate da chi ne abusa strumentalmente, perché purtroppo in questi giorni mi girano ad elica a sentirmi accomunato ai razzisti per il fatto di riconoscere corretta la posizione grillina (quella vera, non quella storpiata dalla stampa) sulla cittadinanza. Quindi sto al gioco e vengo e mi spiego.
Lo ius soli quello vero significherebbe che se tu arrivi incinta in Italia e partorisci tuo figlio è italiano. Negli Stati Uniti è praticamente così. Ma negli Stati Uniti se provi ad attraversare clandestinamente l'unica relativamente piccola frontiera di terra che hanno (col Messico) ti sparano a vista (da sempre, anche sotto Obama, altro che muro di Trump), mentre l'unica piccola frontiera di mare (con Cuba) è da sempre aperta solo nella misura in cui serve a screditarne il regime. D'altronde, anche solo andarci per turismo è molto più complicato che altrove. E' poi vero, il Paese è estremamente multietnico ed è da sempre fondato sull'apporto economico degli immigrati, ma in un sistema che non si preoccupa affatto dell'integrazione (infatti, le comunità di origine vi restano compatte) come della protezione sociale ed economica di nessuno: opportunità per tutti, protezione per nessuno, sacche di povertà ed emarginazione di ogni tipo e profondità. Può non piacere, noi nostalgici del welfare europeo ad esempio lo detestiamo, ma ha una sua coerenza interna. L'unica cosa che non si può fare, è prenderne un pezzo solo e impiantarlo in un altro sistema. A meno che... Alt. Lo dico dopo.
Immaginate di applicare il suddetto ius soli "vero" in Italia: cosa impedirebbe una invasione di africane incinte? Niente. Verrebbero sicuramente razziate dai loro villaggi in tutto il continente e imbarcate a forza, le poche che non si convincono intuendo l'opportunità. Se ne muore qualcuna nella traversata, meglio: diventa più facile piegare l'opinione pubblica umanamente dispiaciuta. Insomma, una ulteriore accelerazione a quello che già fanno, le organizzazioni criminali di qui e di la del Mediterraneo, nell'interesse di sappiamo chi e con la collaborazione di sappiamo chi. Ora, io l'ho capito che la legge proposta dal PD contempla uno ius soli contemperato limato condizionato eccetera, ma allora non c'è nessuna ragione per continuare a chiamarlo così. Però lo fanno. Perché? Beh, da un lato perché sicuramente devono solleticare il velopendulo dell'elettorato di sinistra prima che diventi tutto grillino (tranne i pochi che abboccheranno al suddetto giochino degli schieramenti a-sinistra-del-PD). Dall'altro perché sono convinti (erroneamente, ovviamente, perché i neoitaliani così ottenuti non saranno così scemi da votarli) di averne prima o poi un ritorno in termini elettorali. Ma soprattutto perché il loro scopo è esattamente giocare con l'equivoco. Lo chiamano ius soli perché così chi non ha la capacità o la voglia di capire i distinguo (cioè, quasi tutti, specie al di là del mare), pensa che sia quello che non è, e può iniziare la fase due delle "invasioni barbariche", per usare un termine caro a una delle radical chic più famose.
E si, e ora può continuare il paragrafo precedente. A meno che... lo scopo non sia esattamente accelerare il già abbondantemente avviato cambio di sistema: abbandono definitivo del welfare state, e adesione totale ai protocolli del capitalismo globalizzato, che prevedono la quasi totale proletarizzazione della classe media. L'esercito industriale di riserva, uso categorie marxiane così si capisce chi è di sinistra e chi no, è già qui, ma fatica a scardinare quel che resta delle socialdemocrazie, bisogna spalancargli le porte. Ora voi, brutti c***oni sedicenti di sinistra che ancora credete alle minchiate che vi raccontano questi venditori di fumo, compratevi il pacco, accogliete pure col plauso questa nuova legge "umana e umanizzante". Sappiate, però, che essa è parte di una strategia di destra economica maltusiana e ultracapitalistica. Io continuo a pensare che sia molto più "di sinistra" resistere alla globalizzazione, pretendere che gli standard di vita che i nostri nonni e padri hanno faticosamente conquistato siano da mantenere a ogni costo nel nostro sistema, sia esso (come erroneamente ho creduto nel passato) l'Europa o se no l'Italia, e poi proprio grazie a questo mantenimento far si che si affermino anche altrove (vuoi venire da me per avere i miei standard? no caro, pretendili dal tuo governo, così vediamo quanto costano le merci cinesi dopo che i lavoratori cinesi avranno ottenuto le 36 ore le ferie pagate eccetera). Ma io sono solo un vecchio nostalgico, non abbastanza vecchio da avere la certezza di una pensione dignitosa in un tempo accettabile, ma insomma qualche speranza ce l'ho. Il problema non è mio, non direttamente.
Il problema è che se solo vi nascondete ad ascoltare i discorsi che i ragazzi fanno tra loro oggigiorno, quando non sono le cavolate che tutti i ragazzi di ogni epoca hanno il sacrosanto diritto di frequentare, vi si raggela la pelle. Provateci. Sono rassegnati. E nemmeno sanno di esserlo. Considerano "normale", a ragione perché statisticamente appunto lo è, misurare in ore mensili gli sporadici impieghi occasionali che ottengono. Non sanno nulla di ciò che gli era stato in teoria consegnato come un diritto costituzionalmente sancito. Solo "i figli di papà" ancora ambiscono, e manco sempre ci riusciranno, a calcare le orme dei genitori: una situazione peggiore dei tempi che descriveva Don Milani, tanto per citare l'attualità di un papa che gli strizza l'occhio non trovando contraddittorio intanto sponsorizzare il pauperismo internazionale. I migliori, se sono fortunati e determinati, andranno all'estero, magari a morire in un ghetto verticale. E noi parliamo di ius soli? Qua non è questione di razzismo, di prima o dopo pensare agli italiani, è questione che parla di ius soli lo stesso partito che ha creato la situazione opposta a quella in cui si potrebbe serenamente parlare di ius soli, quella in cui ci fosse la sovranità monetaria gestita da una classe politica mediamente onesta in modo da assicurare la piena occupazione degli indigeni nella miriade di cose che bisognerebbe fare per risanare il nostro territorio e fornire servizi accettabili alla collettività, tante che avremmo si bisogno di immigrati in misura da quantificare e chiedere ai governi di provenienza organizzando espatri dignitosi (che poi è quello che facevano gli americani), e a quel punto sarebbe quasi consequenziale considerare italiani i loro figli nati qui, non ci sarebbe neanche da discuterne. Così, non è altro che una presa per il culo, dei nostri figli e dei disgraziati che attratti dalla nuova etichetta verranno a morire in numero ancora maggiore nei nostri mari.
E - attenzione! - non sto neanche più parlando di reddito di cittadinanza. Sto parlando di alcuni MILIONI di persone che potrebbero essere assunte dallo Stato e dagli Enti locali a fare qualcosa di utile per il futuro dell'Italia. Milioni. In culo al credo delle privatizzazioni che ha fatto più danni della peste bubbonica e della spagnola messe assieme. Giardinieri. Insegnanti, di sostegno e non. Operai edili per la ristrutturazione in funzione antisismica e di efficienza energetica di ogni singolo borgo. Archeologi. Addetti alla manutenzione del territorio, di ogni genere. Eccetera eccetera, la lista sarebbe lunghissima, e mi scorderei qualcosa di sicuro. Alla fine, per chi non sapesse o potesse fare nulla ci sarebbe il reddito minimo, perché da noi tutti devono campare. Ma, vedrete, è talmente tanto il da fare che ci sarebbe da azzerare la disoccupazione interna e appunto aprirsi all'immigrazione come si deve. E col moltiplicatore keynesiano tutto ciò non solo rilancerebbe l'economia davvero (non lo zero virgola zero qualcosa) rivitalizzando la piccola e media impresa e quindi l'occupazione privata, ma sarebbe a costo zero per il bilancio dello Stato, per via dell'aumento almeno corrispondente delle entrate fiscali. Certo, se nessuno ruba niente, o meglio se la percentuale dei ladri diviene fisiologica come altrove: per questo i punti fondamentali del progetto politico sono due, dicevo.
Ora, datemi pure ancora del razzista inumano, boccaloni che non siete altro.

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