venerdì 9 giugno 2017

CUDDHURACI

A differenza di molte altre "nonne" delle tradizione, la mia non usava fare i dolci in casa. Sarà che aveva una predilezione per le delizie nel salato, sarà che veniva da un'epoca di povertà tale che i dolci manco ci si pensava (calcolate che stiamo parlando della Reggio post terremoto del 1908, una sacca di miseria ulteriore rispetto al già povero sud), sarà che già ai tempi della mia infanzia invece Reggio contava una serie di rinomate pasticcerie e gelaterie e quindi pareva da poveri farsi i dolci a casa, non so quale di queste, fattostà che non li faceva, escluso per le crespelle con lo zucchero (ma anche con le alici, preferite dagli adulti) a Natale, e il dolce di Pasqua che vi presento qui ora. Si lo so che siamo fuori tempo, ma è l'ultima ricetta che rimane da pubblicare sul blog del libro che qualche anno fa abbiamo venduto esaurendo la tiratura per la nostra "missione africana" di salseri-con-una-coscienza. Ora che ci ho preso gusto, mi sa che inizio a pubblicare a puntate l'altro mio libro edito e da tempo fuori commercio, a fare da contrappunto tra un post e l'altro di politica e attualità. Ma intanto che sto nell'album dei ricordi, a proposito di Pasqua e di questo dolce di pasta frolla e uova sode che con nomi diversi è diffuso in tutto il sud Italia, c'era mio nonno che il sabato santo andava a cercare i cuddhuraci, sbucciava un uovo sodo a testa per ciascun bambino presente, ci metteva tutti in fila con un uovo in mano davanti a lui e allo scoccare del mezzogiorno, quando per tradizione suonavano le campane a festa per Cristo risorto (si, si, era proprio così, non so perché), al grido di "a Gloria sparàu e l'ovu si mbuccàu" ci imponeva il difficile rito di metterlo in bocca intero masticarlo ed ingerirlo senza ausilio di bevanda alcuna. Riuscirci, era ogni volta una vera e propria resurrezione, ci credo che me lo rammento ancora....
Impasta gli ingredienti.
Stendi la pasta alta un dito nella la forma voluta (tradizionalmente un cesto col manico e al centro incastonato un uovo sodo non sbucciato, ma va bene qualsiasi cosa).
Inforna in forno già caldo per ¼ d’ora, o comunque toglilo prima che scurisca troppo.
...
Ingredienti:
  • 1 kg farina
  • 350 g zucchero
  • 150 g strutto
  • 2 bustine lievito
  • ¾ di bustina vaniglia
  • 3 uova e ½
  • 1 uovo sodo
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 10 cl di sambuca o altro liquore dolce
  • 1 bicchiere di latte
‘Mpasta ‘a farina c’u zuccuru, ‘u struttu, ‘u lévitu e ‘a vainiglia, l’ova, ‘a scorcia ‘i limuni, ‘ddu jirita ‘i sambuca, e ‘nu biccheri i latti tepidu. Quandu è bbona ‘a senti ‘nte mani.
Allura ‘a fai iata ‘nu jiritu, e a’ forma c’a voi, ma usanza ri ‘ntichi è a forma ‘i panaru cu n’ovu bbugghiutu nto menzu. Caddhìa ‘u furnu, ‘zzicchalu ‘ddha r’intra, e tenulu un quartu (ma quandu è ffattu ‘u viri r’u culuri).

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