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GIOVANE PALESTINESE AGGREDITA NELLA NOTTE...

Come ho altre volte ricordato, oggi cade la festa religiosa che onora la ricorrenza più equivocata di tutte: quasi la totalità dei cattolici (persino praticanti, e forse anche qualche prete) è convinta sia la celebrazione dell'immacolata concezione di Gesù da parte della Madonna, e invece è quella della Madonna da parte di sua madre (Sant')Anna, fissando la quale un papa nell'ottocento ha inteso chiudere una diatriba teologica durata secoli e secoli, tra chi reputava che appunto Maria non potesse assurgere a Santa madre di Dio se fosse stata concepita con peccato e chi invece pensava che la scelta divina successiva fosse sufficiente a mondarla. Roba che per molto meno si sono fatti scismi e guerre sanguinosissime, quindi forse Pio nono ha fatto bene, anche se forse lui era invece pressato più che altro da necessità politiche, mica si poteva permettere divisioni interne con l'unità d'Italia alle porte e il potere temporale sotto minaccia.
Per il resto, la storiella che ci consente oggi di non andare a lavorare (a chi ha un lavoro fisso, e siamo sempre meno, che rispetta le domeniche e le feste, ancora molto meno) non è troppo più assurda di tutte le altre narrazioni religiose, a cominciare dalla creazione della luce prima di quella del sole. Massimo Troisi, che era un genio assoluto, queste cose che io vi dico annoiandovi ve le passava con somma leggerezza, ad esempio con la famosissima Annunciazione, il meno famoso ma ancora più sublime dialogo con Dio, o il mitico Minollo che voleva salire pure lui sull'Arca di Noè (e il diluvio universale è forse la più fondata delle leggende, se pensiamo che una sua versione è riportata da quasi ogni culto sulla faccia della Terra).
Eppure, come bene seppe cogliere e mostrarci un altro gigante, Fabrizio De André da Genova, di storie belle e credibili la tradizione cristiana degli inizi era gravida, fu la Chiesa-istituzione a preferirgli versioni meglio adeguate a mantenere il gregge docile e infantile. E se anche non volessimo riascoltarci La buona novella, basterebbe poco a immaginare come deve essere andata, e ascoltandolo a capire che si che c'era santità, eroismo, sangue e sudore, negli avvenimenti veri o perlomeno probabili che hanno ispirato le fandonie dei secoli a venire.
C'era una volta una ragazzina, vergine come doveva essere (è dovuto essere fino a avant'ieri) prima del matrimonio, e come si capisce dal fatto che stiamo parlando di una all'incirca dodicenne, che viene data in sposa a un vecchio, cioè uno che forse non aveva l'età mia di oggi che sono un ragazzo di 54 anni ma che ai tempi era decisamente un vecchio. La ragazzina viene stuprata, di notte, come spesso capitava in tempi in cui la notte era nera e non c'erano le statistiche sulla violenza sulle donne, e il vecchio, che forse per vergogna non l'aveva ancora toccata, ha pietà di lei, e finge di credere alla storia dell'angelo eccetera eccetera che la bambina si è inventata forse per malizia, ma più probabilmente per reagire al trauma. Oppure, seconda versione, Mariuccia era stata già stuprata quando il vecchio, ormai in pace coi sensi, accetta dietro compenso, o magari di nuovo solo per pietà, di pigliarsela in moglie con tutto il pacco, che un figlio a bottega fa sempre comodo e altrimenti ormai non l'avrebbe più avuto, e una disonorata in meno in circolazione è sempre meglio che una in più. Magari era pure amico di famiglia, che ne sappiamo, e comunque nel paese tutti conoscono tutti forse Anna e suo marito erano clienti...
Com'è come non è, sto figlio cresce vispo e intelligente, e capace di trucchi che nessuno comprende, e insomma gente così allora diventava capopopolo, mica andava ai talent in tivù come oggi. Il fatto è che c'era un esercito invasore, e il popolo non è mai contento di subire angherie, solo che senza un leader di solito abbozza, poi quando lo trova si rialza, fa un po' di casino, e quando glielo ammazzano riabbozza. Se ci riesce, racconta la sua vita, hai visto mai i posteri. Raramente, questa storia diventa un (cult, diremmo oggi, allora si diceva) culto. E i culti talvolta diventano istituzioni, perdendo se stessi ma entrando nella Storia, e rieccoci all'inizio.
Ma fermiamoci un attimo. Pensate che quando sto Joshua è stato giustiziato, orribilmente come usavano i romani (ma loro inchiodavano le vittime in un altro modo rispetto al crocifisso del nostro immaginario) pare avesse già 33 anni, grandicello per i tempi, e da 3 agitasse le masse di tutta la Palestina. A quell'epoca, il suo padre putativo doveva essere già defunto da un pezzo, la gente allora mica ci arrivava all'ottantina, ma sua mamma non aveva che una 45na d'anni, e se era bella la metà di come viene solitamente rappresentata oggi la direbbero una MILF, ma questa o la sapete o la googleate, io non ve la spiego. Una bella e scura donna palestinese che piange suo figlio ucciso dalle truppe imperiali: oggi sarebbe una copertina da TIME, se non ce ne fossero troppe e se la stampa occidentale non eseguisse così diligentemente il compito di raccontare la mezza messa, escludendo la mezza che ci condanna e ci danna per l'eternità.
Io non sono credente. Ma vi ho appena mostrato, detto senza falsa modestia, più sentimento religioso in trenta righe scritte di getto rubando tempo al giusto sonno di quanto ce ne sia nelle storielle che ancora oggi racconta la Chiesa ufficiale. Sia detto senza toccare i preti "di frontiera", di qualunque frontiera anche dentro la città, che fanno il lavoro sporco e davvero santo, e magari dentro al cuore sono d'accordo con me. Certo, mi ha aiutato aver frequentato Pasolini o Fo o Saramago. Ma stavolta non ho nessun link da consigliarvi, solo buone feste da augurarvi, che l'8 dicembre si fa il presepe. O non si usa più?

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