Passa ai contenuti principali

IL MIO NEMICO

"io da grande volevo essere il posto fisso"
Quo vado? di Checco Zalone è un film che oltre che ridere (tanto) a me ha fatto incavolare (tantissimo) al cinema, e di nuovo ieri sera che l'hanno passato in TV (in chiaro, quella a pagamento non mi avrà MAI). Mentre sembra prendere in giro l'etica "da Prima Repubblica" del suo protagonista, infatti, l'accoppiata Medici/Nunziante sferza, non so quanto consapevolmente ma a me piace pensare di si, proprio la nostra acquiescenza al credo della Seconda Repubblica e ai dogmi della UE, cioè della globalizzazione, che ci ha indotto a buttare (anzi, magari averlo fatto davvero...) assieme all'acqua sporca della corruzione e del fancazzismo anche il bambino del diritto di ciascuno a una esistenza libera e dignitosa, che pure sarebbe nella nostra (settantenne da pochi giorni) Costituzione.
Di oggi è invece la notizia che anche un vecchio comunista come Ivano Marescotti si è arreso all'evidenza che oggi chi abbia a cuore la sorte del popolo italiano non può che votare 5stelle, accantonando ogni giudizio di dettaglio. Il 4 marzo prossimo (a proposito, che data ben augurante per un "passaggio"! nel 43 ci era nato Dalla, nell'86 mi ci sono laureato io....), infatti, non sono in gioco i massimi sistemi della identità ideologica di ciascuno di noi, bensì molto più prosaicamente, ma anche molto più crucialmente, la possibilità stessa di un futuro per il nostro Paese diverso da quello che è stato scritto altrove.
Cialtroni quanto volete, gli italiani si sono sempre segnalati, quando hanno capito che era il caso, per aver saputo cogliere il momento storico, e speriamo che sia così anche stavolta. Neanche a me convince del tutto Di Maio, ma forse è l'uomo giusto (capita spesso nella Storia una cosa così) per portare al suo schieramento quel margine di voti che serve per arrivare primi (stavolta nettamente) e per trattare col giusto grado di faccia tosta eventuali appoggi servano per governare, visto anche con che porcheria di legge elettorale ci stanno facendo votare.
Per convincere altri amici (molti lo stanno facendo e lo dicono, altri non lo dicono e forse non lo diranno mai, ma l'importante è che lo facciano nel segreto delle urne...) a saltare il fosso almeno per questa volta, forse è utile fornire una chiave di lettura "storica": nei momenti cruciali di cui sopra, quello che conta non è schierarti "per" il tuo amico, ma "contro" il tuo nemico. Cioè, in ogni modo fermare chi porterà definitivamente alla rovina tutto ciò in cui credi, dopo avere già in molti modi dimostrato di essere ferreamente determinato a farlo, magari mentre a parole ti dice il contrario e ti titilla con questioni marginali complice una macchina di propaganda ben oliata. Per poterlo fare, occorre individuare correttamente questo nemico: Daniele Silvestri lo fece in musica qualche anno addietro, chissà se ora raggiungerà Marescotti nelle conclusioni, noi ora qui, non potendone raggiungere i vertici poetici, lo facciamo in prosa.
Il mio nemico è chi costantemente addita come antidemocratico chi non si allinea con l'Impero, manipolando di continuo la narrazione in modo da fare accettare all'opinione pubblica politiche aberranti come l'imposizione della democrazia per via militare, la destituzione bellica di governi legittimi, l'embargo affamatore salvo poi denunciare le condizioni di vita degli embargati come se fossero colpa dei loro governi, da Cuba al Venezuela, dall'Iran all'Iraq, dalla Corea del Nord all'Ucraina, dalla Jugoslavia alla Siria, dalle "primavere arabe" della fissetomamma al disastro libico e africano in genere, per non parlare di Palestina e Afghanistan.
Il mio nemico è chi ha pian piano cancellato dalla mente dei nostri ragazzi il concetto stesso di "diritto al lavoro", anche questo costituzionale, rimpiazzandolo con una precarietà perenne che dovremmo pure essere contenti quando fa registrare uno zero virgola in più di percentuale di occupati. E, anziché lanciare un piano di occupazione pubblica in larghissima scala, a rendere inutile o se no affiancare dandogli senso il reddito di cittadinanza, continua da almeno trent'anni a menarcela con la produttività e l'efficienza.
Il mio nemico è chi ha trasformato il sogno di una Europa senza più guerre nell'incubo di una Europa in cui le guerre si combattono e vincono senza armi, ma con vittime a milioni. Una Europa in cui è stata imposta una moneta costruita appositamente per impedire non tanto la svalutazione a tanti quanto soprattutto la rivalutazione a pochi, così questi ultimi hanno potuto distruggere il tessuto industriale dei primi. Ma questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione prezzolata del mio nemico: quella classe politica che fingendo di litigare era d'accordo nell'attuare il crimine per cui era stata ingaggiata, aiutata in cambio delle briciole da una stampa che ci ha divisi in tifoserie per distrarci.
Il mio nemico è chi, in altre parole, si è arricchito per fare da sicario, attuando il progetto capitalistico globale di appiattimento verso il basso delle condizioni di vita del 99% a favore dell'1% suo mandante. Nessuna recessione era necessaria, solo semmai una decrescita controllata per riallineare gradatamente il modello di sviluppo a uno compatibile con le risorse del pianeta. Quella a cui ci hanno costretto, e ancora non hanno mica completato l'opera, è un'azione di guerra sociale.
Il mio nemico è chi per non farmi vedere i suoi crimini mi agita davanti al naso questioni che sarebbero importanti solo una volta che quelle fondamentali fossero al posto loro. Marx parlava di struttura e sovrastruttura, andarselo a rileggere non sarebbe male. Senza un reddito sufficiente e stabile, nessuna delle dimensioni del nostro spirito che consideriamo evolute è possibile, ficcatevelo in testa. Chi mi toglie ogni garanzia sul primo piano non ha nessun diritto, ripeto nessuno, di parlarmi sul secondo. Di niente. Ecco perché girano le palle a tanti a sentire parlare di accoglienza ai migranti, parità di genere, matrimoni gay, testamento biologico e altre bellissime cose: non siamo diventati razzisti, siamo tornati poveri, magari non come i nostri nonni, ma con molte molte meno speranze di loro. E coi padri il paragone nemmeno si pone, su entrambe le dimensioni.
Potrei continuare a lungo, e sicuramente su alcuni dei temi sfiorati tornerò ad ammorbarvi in dettaglio, ma per l'identikit del mio nemico basta e avanza. E corrisponde a tutto lo schieramento politico, ad eccezione solo del movimento 5 stelle. Per ora, poi vediamo. Non è detto che questi ultimi siano in grado di salvarci, che so magari di andare a Bruxelles ora che "il fronte franco-tedesco" è incrinato e costringere l'UE a perseguire la piena occupazione trasformando la BCE in prestatore di ultima istanza in funzione di enormi incrementi della spesa pubblica per investimenti, e se no sciogliere i trattati e perseguire gli stessi obiettivi in casa con una recuperata sovranità monetaria (non date retta ai TG, le cautele di Di Maio significano solo che non è scemo: sono cose che non si annunciano, si fanno e basta, e fino a un attimo prima si nega). Non è detto che i grillini siano la soluzione. Ma tutti gli altri sono il problema. Tutti. Datevi pace, c'è una sola cosa che potete fare il 4 marzo per sconfiggere il Nemico.

Commenti

Post popolari in questo blog

DALLA PARTE DEI NEGRIERI

Dei migranti ho parlato molte volte, pure troppe: violando una delle regole autoinflittemi per questo blog, che è evitare di seguire argomenti troppo di tendenza e soprattutto di farlo con le sparate di poche righe incentivate dai social media. Ragion per cui NON posto commenti a post non ragionati e argomentati, e anzi ho smesso di seguire su Facebook amici anche carissimi che hanno preso il vizio di adottare gli stilemi di moda: vomitare di continuo spot di pensieri come vengono, magari scritto bello grande. Non io. Non vi leggo più. Se volete ragionare con me, abbiate la pazienza di seguirmi, che io qui impiego tempo e fatica a elaborare ogni singola riga, e semmai di commentarmi con lo stesso impegno paziente, e allora è benvenuta anche una confutazione totale. E pazienza, anzi come si dice a Roma sticazzi, se così facendo i click non decollano.
Dicevo, la questione migranti l'ho già affrontata più volte, e non potevo da buon meridionale non farlo, all'inizio non discosta…

EPPUR SI MUOVE

Ho iniziato a definirmi "ateo" da adolescente. Da adulto avrei smesso, preferendo il termine "agnostico" non so se per prudenza mia o maggiore precisione sua, o in genere per la considerazione elementare che anche l'ateo è un credente: crede che Dio non esista, e la cosa non è più dimostrabile del contrario. Cmq, al liceo ero ateo, e però avevo "ottimo" in Religione. Perché l'insegnante, Gernaldo Conti (uno che è rimasto un mito presso i ragazzi di tutte le città in cui ha operato, uno che ancora oggi, che è diversamente giovane e variamente acciaccato, ha una marea di followers dei suoi videomessaggi social, per dire...), un prete a dir poco sui generis al punto che la sua parrocchia di periferia durante le sue funzioni traboccava letteralmente di ragazzi perché era per loro un fratello maggiore che parlava la loro lingua e conosceva i loro problemi, riusciva a dialogare anche con un caprone come me, che lo ricambiava passando le ore di religion…

DEMOCRAZIA SOTTO TUTELA?

Al momento che scrivo ancora non sappiamo se ci hanno definitivamente sancito che non siamo in democrazia imponendoci l'ennesimo governo fantoccio di Bruxelles oppure se avremo finalmente il governo gialloverde anche se in versione light per non allarmare troppo i pupari. E' dalle elezioni che scrivo poco di politica per via del quadro troppo mutevole per le possibilità di aggiornamenti di un sito amatoriale, ma la questione Mattarella impone un commento a se stante a prescindere dagli sviluppi successivi, per cui ci provo.
Il nocciolo non è se sia o meno legittimo che un PdR rifiuti di nominare un ministro (in passato è stato fatto, anche se mai con la conseguenza di impedire il varo di un governo), è per le motivazioni che ha ritenuto di usare (della serie, era meglio per lui se taceva): tutelare i risparmi degli italiani e non accettare al MEF chi abbia posizioni critiche verso l'Euro. Due questioni eminentemente politiche che pertanto esulano dalle prerogative di chi …

19 - EVERGREEN

Per apprezzare meglio il racconto numero 19 (coraggio, ne mancano due o tre) di Chi c'è c'è (mia prima e unica opera di narrativa fino all'uscita di Sushi Marina nei prossimi mesi) bisogna ricordarsi che è uscito nel 1999 ed è stato scritto l'anno prima. Non era di moda il superamento delle identità sessuali. Che, tra parentesi, è cavalcato in questi anni bui da chi vuole farsi spacciare per progressista mentre ci rispedisce in massa nel sottoproletariato. L'astronauta il cui sogno è intercettato dal geestre che ci ha letto tutti i racconti è un anziano biologo brasiliano gay non dichiarato, ma per mezzo racconto la cosa non si capisce, come per Stella di mare di Lucio Dalla manco dopo la millesima volta che la senti.

(Abbiate pazienza, del governo parlerò solo se lo fanno, o se invece hanno la faccia tosta di non farlo, con il primo Presidente della Repubblica della storia italiana che usa davvero le sue prerogative sulla scelta dei ministri per mettere i bastoni…

CI SI POTREBBE GRATTARE...

Alla fine il governo gialloverde è partito, e il fatto che sia comunque una buona notizia è certificato persino dai famigerati mercati finanziari, oltre che ammesso onestamente anche da chi era stato chiamato all'ultimo momento a rimpiazzarlo, o chissà forse solo a fare da spauracchio per ammorbidirne certi aspetti.
Sia chiaro, non solo (come avevo peraltro predichiarato) non è certo "il mio governo ideale", ma non fatico ad ammettere che sono molti gli aspetti che non possono che procurare orticaria, a me come sicuramente a molti grillini sia militanti che politicamente attivi, da semplice eccessiva vicinanza a gente che predica valori incompatibili con chi si sente di sinistra. Ma la politica è arte empirica, bisogna fare il meglio con le carte che si hanno a disposizione, e una legge elettorale così farlocca francamente non poteva dare all'Italia un governo migliore, anzi: si ricordi che era stata concepita per avere il Renzusconi come unico sbocco possibile (non…

20 - OMICIDIALI ASSASSIMILI

Il penultimo racconto (terzultimo, col cappello finale, quartultimo, se pensiamo che il cappello finale in realtà è almeno doppio) di Chi c'è c'è (mia prima e unica opera di narrativa fino all'uscita di Sushi Marina nei prossimi mesi) è ancora oggi uno dei miei preferiti. Chiunque abbia scritto qualcosa sa che a rileggersela dopo tanto tempo (e qui è tanto: il libro è uscito nel 1999) il sentimento che prevale è la vergogna, e io non faccio eccezione, nel mio rapporto con questi racconti, alcuni dei quali hanno origini ancora più remote, peraltro. Ma con questo qua no, non so se perché è uno degli ultimi ad essere stato scritto, o perché non so nemmeno io come mi è venuto di inventarmi che una degli astronauti a bordo della navicella mandata nello spazio profondo come ennesimo tentativo di perpetuare la specie di un pianeta ormai avviato all'autodistruzione, la giovane thailandese che narra, sia in realtà una clandestina, non vi dico come e perché solo per via del fa…

CARNE DI PORCO

Il titolo lo volevo lasciare in dialetto riggitano, carn'i porcu, che tanto si capiva lo stesso, ma mi pare che in italiano assuma un tono se possibile ancora più volgare. I dialetti secondo Bernstein utilizzano un "codice ristretto", cioè usano per rappresentare tutti i significati un numero limitato di segni, quindi necessariamente ad elevato alone semantico, presupponendo quindi tra chi li usa un'elevata "competenza comunicativa" comune. In altri termini, non puoi parlare in dialetto con una persona con cui non condividi un vasto substrato culturale, un parente un amico uno della zona in cui sei nato o cresciuto, altrimenti le parole sono insufficienti ad esprimere quello che vuoi dire. A contrario, ed io spesso utilizzo il dialetto in questa funzione di test, se riesci ad esprimere un concetto parlandone in dialetto con un amico ricevi un doppio feedback, di conferma dell'amicizia e della veridicità rispetto alla tua anima del concetto che volevi es…