CAMBIARE RADICALMENTE LA UE, O USCIRNE

Mica ci ho la palla di vetro, io....!
Un amico che mi segue mi chiede una previsione sulla durata del governo "gialloverde". Volendo, avrebbe potuto estrapolarla dai miei post di anni, perché non ho cambiato idee solo perché lo schieramento che ho sostenuto è andato al governo, ma voglio stare al suo gioco, che probabilmente è quello di un sano vecchio pungolo, e rispondendo a lui chiarire la mia idea agli altri per una volta sinteticamente.
Quando i grillini accettarono di partecipare alla corsa al Campidoglio come unica squadra a schierare un cavallo vincente, mentre tutte le altre giocavano a perdere ben conoscendo le condizioni drammatiche a cui avevano ridotto la Capitale e i suoi bilanci noti e meno noti, io scrissi che avevano fatto male, che nessuno poteva fare nulla di sostanziale nel disastro romano senza avere le leve del governo nazionale in mano, al massimo poteva limitarsi a piccole, a volte significative ma sempre non decisive, operazioni di discontinuità, che però l'opposizione, che oltre al governo nazionale aveva in mano quasi tutto il mainstream, avrebbe avuto buon gioco a mettere nell'ombra del gigantesco ammontare dei problemi persistenti, peraltro quando poteva attribuendoli bugiardamente a chi li aveva trovati li, inoltre ingigantendo eventuali ulteriori magagne invece attribuibili alla nuova amministrazione.
La ragione era la stessa che sottende oggi le mie previsioni sul governo nazionale: non si può risolvere niente senza avere in mano la leva monetaria, e avere la determinazione di usarla esclusivamente per il bene comune, reprimendo e sennò punendo draconianamente ogni deriva corruttiva e tangentizia.
Ora dunque ripeto per punti quello che ho detto a governo ancora in fieri.
  1. Il governo di M5S e Lega non è l'ideale, è solo il meno peggiore di quelli possibili - ma la politica è scienza empirica, o se preferite arte del possibile, altrimenti è ideologia, tifo, autocompiacimento, tutte cose non utili a governare una comunità a qualsiasi scala.
  2. Il contratto di governo, essendo frutto di compromesso, contiene cose che piacciono a quelli come me e piacciono meno ai leghisti, e viceversa.
  3. Ma NON si può attuare, se non in parti trascurabili e pertanto facilmente sminuibili da chi ancora ha in mano il mainstream, se non prima recuperando la sovranità monetaria, e poi avendo intenzione di usare quest'ultima senza nessuna concezione alle logiche della prima e della seconda repubblica, altrimenti gli unici effetti sarebbero quelli potenzialmente negativi agitati come spauracchio. Niente reddito di cittadinanza, nemmeno in questa versione che sarebbe meglio chiamare sussidio di disoccupazione perché quello è e non un vero reddito di base, e niente flat tax, nemmeno in questa versione che sarebbe meglio chiamare semplificazione delle aliquote e accentuazione dell'attuazione della progressività attraverso le detrazioni.
  4. Queste e quasi tutte le altre cose che servono, dentro e fuori dal contratto di governo, si possono fare solo se prima si va in Europa e si dice, senza tentennamenti: abbiamo bisogno di tot milioni di euro, non dite che non potete stamparceli perché con il QE ne avete stampati a tinchitè per le banche, ce li date? Si? benissimo: abbiamo cambiato l'Unione Europea, viva l'Europa, l'Italia è salva, il governo dura. No? benissimo: lasciamo l'eurozona e se serve anche la UE, facciamo da noi (con Savona, Bagnai e Borghi), l'Italia è salva, il governo dura. Se non si va in Europa a dire questo o anche solo se si tentenna, mi spiace, ma l'Unione Europea resta l'istituzione oppressiva e reazionaria che è, l'Italia è spacciata, e il governo non arriva a Natale.
Il paradigma è lo stesso che per il tema migrazioni.
  1. I rifugiati, quelli che hanno diritto ad asilo, devono essere riconosciuti come tali prima che partono, e allora fatti viaggiare comodamente in aereo. L'ho sentito dire a Salvini stesso, mentre stimava il loro ammontare a circa il 10% del totale, il che è spannometricamente realistico.
  2. Ma il traffico degli schiavi messo su con la complicità, spiace dirlo, di organizzazioni a libro paga di soggetti che teorizzano e praticano la globalizzazione come via all'appiattimento verso il basso delle condizioni del 99% dell'umanità, quello va stroncato.
  3. Nel frattempo che non ci si riesce, il problema umanitario esiste, certo, ma delle due l'una: o l'Europa esiste e allora questi sbarcando nei nostri porti sbarcano in Europa e il problema è europeo, o questi sbarcano in Italia e allora il problema è italiano però l'Europa non esiste.
  4. Quindi, si deve andare in Europa non a mendicare l'accoglienza di quote effimere, per poi spacciare la cosa come successo diplomatico, ma a descrivere con estrema chiarezza la suddetta alternativa, pronti a uscire dall'Unione se non vuole essere tale se non quando conviene a tedeschi e affini. Di nuovo, se l'Europa accetta, abbiamo salvato l'UE, viva l'Europa, abbiamo speranze di gestire il problema migratorio (mirando alle cause, s'intende), e il governo dura. Se rifiuta, lasciamo l'UE, gestiamo quello che possiamo, e il governo dura anche se spinto ancora più a destra ma nel pieno consenso popolare. Se tentenniamo, l'UE continua a mollarci la maggior parte delle grane, e il governo non arriva a Natale, anche sotto le bordate di umanitarismo spicciolo di un mainstream in perfetta malafede.
Ancora più in sintesi, quindi: c'è un futuro, non solo per questo governo ma direi per l'Italia, solo fuori da questa UE, cioè uscendo dalla Unione o minacciando di farlo così credibilmente che l'Unione per sopravvivere cambia radicalmente.

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