venerdì 8 febbraio 2013

NORMALE A CHI?

Il giorno dopo la boutade di Silvio sulla restituzione dell'IMU, entrando in ascensore trovo due colleghi che discutevano di politica, uno dei due conoscendomi mi fa a bruciapelo "tu che ti occupi di comunicazione, cosa pensi di Berlusconi a proposito di questa uscita?". In pochi secondi, la risposta sintetica più sensata mi è sembrata "è un genio", e non avevo ancora letto Giannulli. Ma l'esigenza di spiegarla e precisarla mi è rimasta, ed eccoci qua.
La teoria insegna che nella comunicazione "da uno a molti", e a maggior ragione in quella di massa, essendo difficile e costoso prevedere come si pone l'uditorio rispetto a quello che hai da proporgli, la cosa migliore è immaginarselo distribuito secondo una classica curva "a campana", o "di Gauss": a partire da un numero sufficientemente grande, infatti, è talmente probabile che i "riceventi" si distribuiscano in questo modo che questa curva si chiama "distribuzione normale". Guardatela, significa che a meno di fattori che la distorcano se io tento di persuadere 100 persone ne avrò ad esempio 30 del tutto incerte sul da farsi, 25 incerte ma propendenti al si, 25 incerte ma propendenti al no, e 10 e 10 che qualunque cosa io faccia e dica mi daranno sempre e comunque ragione e torto. Se la curva è più oblunga, i numeri saranno diversi (che so, 34 28 28 5 e 5), ma la sostanza non cambia: se non voglio perdere tempo, i miei discorsi non saranno rivolti a quelli che hanno già deciso aprioristicamente, bensì a quelli da convincere, con maggiore predilezione per quelli del tutto incerti che sono di più.
L'applicazione in politica di questo schema richiede qualche aggiustamento: intanto i fattori distortivi ci sono eccome, e se non ci sono si tenta di crearli a proprio favore e a danno dell'avversario (di maniera che la sua curva si deformi verso gli sfavorevoli e la nostra verso i favorevoli), poi trattandosi di comunicazione di massa sono stati nel tempo sviluppati una serie di sistemi per avercela, un'idea della distribuzione reale dell'uditorio, poi data la posta in palio in genere i persuasori non risparmiano sulle risorse da spendere per guadagnare consensi, ma soprattutto infine c'è da considerare il fattore più peculiare e aleatorio, quelli che hanno deciso di non votare per nessuno, che è come se fossero momentaneamente "usciti dalla stanza" ma potrebbero tornare in ogni momento e incidere sul risultato finale anche pesantemente.
Berlusconi, o chi per lui, ha fatto un ragionamento semplice semplice: se sono a terra nei sondaggi è perché molti di quelli che mi votavano hanno deciso al momento di non votare, io non ho speranza di recuperare consensi a sinistra, dove non mi voterebbero neanche sparati, ma nemmeno più al centro, dove Monti con Fini e Casini ha organizzato un polo che attrae i moderati che mi hanno votato per tutto questo tempo però adesso con tutte le cacchiate che ho fatto non mi votano più. Quindi non perdo tempo coi fanatici contro, ma nemmeno adesso più con gli indecisi o gli incerti contro, semmai mi attivo col mio solito personaggio per riconvincere gli incerti a favore e soprattutto vado a pescare in quel grosso numero di fanatici a favore che oggi non vota ma se dico le cose giuste torna a farlo e mi riporta su abbastanza da impedire un governo PD-SEL sicuro e magari anche uno PD-Monti. Ecco perché è perfettamente azzeccata la mossa del rimborso dell'IMU, quella del condono tombale, ma anche quella del Mussolini ha fatto cose giuste - tutte cose smontabili semplicemente con un minimo di ragionamento logico, ma farlo è completamente inutile: erano messaggi indirizzati a chi non usa il raziocinio, per votare, aveva deciso di saltare un giro e grazie a queste uscite ci sta ripensando. Sono pochi, magari, ma in una situazione dove alcune regioni in bilico decideranno se PD-SEL avranno la maggioranza al senato o meno, potrebbero essere decisivi. Chapeau!
Dall'altra parte, invece, stiamo assistendo a una serie di errori da manuale, uno dietro l'altro. Va bene che il PD stesso nasce da uno di questi errori, ma qui si esagera! Il ragionamento semplice semplice che tanto il governo Monti doveva mollare per scadenza della legislatura tra pochi mesi, ma era talmente odiato che a farlo cadere due mesi prima si intascava un dividendo elettorale senza rischiare di passare per irresponsabili (come sarebbe stato a non sostenerlo un anno prima), non si poteva proprio farlo prima che lo facesse un Berlusconi a quel punto quasi cotto? Eh, no, bisognava concentrarsi sulle primarie di coalizione, aperte al democristiano Renzi contro gli stessi regolamenti che ci si era dati e che voleva vi partecipassero solo i segretari dei partiti componenti. In termini gaussiani: parlo solo ai fanatici a favore, e mi scordo non solo degli indecisi (dando fiducia a Monti che giurava che non sarebbe entrato in gioco ad accaparrarseli, fiducia quanto ben riposta si è visto), ma anche dei milioni di incerti a favore che hanno deciso di votare chi, a differenza del PD, almeno qualcosa di sinistra la dice, o di non votare affatto. Con un minimo di intelligenza politica, questi semplici accorgimenti avrebbero consentito di mantenere la distanza indicata nei sondaggi (ancora un mese fa superiore al 10%, oggi la stessa Repubblica la da al 5), e forse vincere anche al Senato, e se poi purtroppo non ci si riusciva, allora e solo allora annunciare che obtorto collo ci si accingeva a governare con Monti. No, questi è da tre mesi che quasi ogni giorno in un modo o nell'altro ci ricordano che l'alleanza dopo il voto è praticamente decisa, e i parziali dietrofront suonano tanto più ridicoli quanto più si susseguono le riaffermazioni di fedeltà a questa europa monetarista e al suo scagnozzo in loden. E poi, se uno nato e cresciuto in una cultura di sinistra, che ritiene Costituzione alla mano che l'unico dogma attorno a cui tutti gli strumenti dell'economia devono girare come variabili debba essere la piena occupazione e non la quantità di moneta, non vi vota più, vi lamentate?
Insomma, abbiamo da una parte uno specialista della comunicazione di massa specializzato in competizioni elettorali (e manifestamente incapace a governare, vabbè) e dall'altra una massa di ignoranti della materia specializzati in gestione delle posizioni di potere e quindi da un lato inamovibili dall'altro inadatti a crescere e prendere la guida del Paese avvicinandolo a quella socialdemocrazia che pure dovrebbe ispirarli. Se la campagna elettorale durasse un mese in più, ci sarebbe da scommettere un euro sul sorpasso. Siccome ci siamo quasi, finirà con ogni probabilità con la più totale ingovernabilità. Paradossalmente, a dispetto di tutte le analisi superficiali che piovono addosso a chi proprio non ce la fa più a votare per questo partito-aborto, da parte di commentatori sia professionisti sulla stampa che dilettanti su facebook, la salvezza per il centrosinistra potrebbe arrivare proprio dal Movimento 5 Stelle, che se continua questo trend sarà l'unico schieramento con abbastanza senatori da consentire a PD-SEL di governare senza il PDL, mentre i montiani non basteranno e Bersani si troverà di fronte all'alternativa tra un nuovo governo tecnico in continuità con l'attuale, con Berlusconi dentro e nuove elezioni tra sei mesi o un anno, e un governo con Grillo, magari in appoggio esterno subordinato all'adozione di alcuni dei punti più importanti del programma del suo movimento, dall'accoppiata ambiente/energia al no-TAV, dal reddito di cittadinanza alla messa in discussione dei dogmi del monetarismo, fino ad un attacco mirato alla finanza dei derivati, passando per una riforma della politica che la trasformi da carriera a servizio temporaneo e ne riduca pesantemente il costo per la collettività. E così sarà dimostrato quello che Grillo continua a dire da anni: la sua cosiddetta antipolitica non è invece che l'ultima chance di salvare la politica o meglio la democrazia. Il suo populismo di facciata è l'unico antidoto al populismo di sostanza di Berlusconi, il suo movimento l'unico argine alla deriva autoritaria che ha preso l'Europa dell'Euro e a quella reazionaria che potrebbe seguire a un peggioramento della crisi se non si cambia di 180° tipo di contromisure. Caduto Grillo, arriverà Hitler, a raccogliere i disperati lasciati sul terreno da altri 5 anni di ottusa austerità.
...
Approfondimenti:
  • Spinelli, ovvero il perché Berlusconi sta rimontando trovato scartando le false correlazioni statistiche delle analisi superficiali;
  • Miclavez, ovvero il come e il perché le proposte di Berlusconi sono fattibili, spiegato dimenticando il come e il perché invece non lo sono: i "superpoteri" della MMT in mano a un criminale portano al fallimento, solo dopo una "rivoluzione civile" che incida sull'animo italico profondo si potrebbero usare;
  • Grillo, ovvero come e perché una comunicazione politica efficace può anche fare a meno di un'analisi ponderata (che resta altrove, ad esempio nel programma, ma quello non se lo legge nessuno e chi arriva a farlo fa parte di una esigua minoranza di persone che decidono in base a un'attenta disanima razionale, e quando arrivano a leggerlo probabilmente hanno già deciso), e le confutazioni logiche come si dice a Roma je rimbarzano, anche perché tutti fanno le pulci a Grillo perché trovargliene fa notizia ma se usassero la stessa tecnica con gli altri ne troverebbero di elefantesche;
  • Obama, ovvero tutta la distanza tra degli Stati uniti con una politica monetaria corretta e degli Stati disuniti con una scorretta;
  • Colonna, ovvero sempre più accademici e teorici prendono le distanze dal monetarismo, tanto che alla fine resterà solo il PD a difenderlo.


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