PISCI A BRORETTU

Avevo un capo veneziano, alcune vite fa in quel di Trento, che come tanti aveva i suoi tormentoni, frasi che amava ripetere spesso sia quando ci azzeccavano proprio che quando meno. Il mio preferito, non solo perché mi trovava perfettamente d'accordo, era: "il pesce a casa mia si prepara soltanto in tre modi: col pesce, col pesce... e col pesce!"
Sapeva di trovare sponda in uno di Reggio Calabria, mentre tra i trentini gli estimatori di pesce sono tradizionalmente una minoranza, per carità non è una critica ognuno ha le tradizioni che ha, legate ovviamente al territorio, e ho apprezzato e apprezzo quelle di quelle parti. Ma tra queste, di ittico trova una minima parte solo la trota, che per carità in certe ricette è buona, ma se uno è nato in un posto di mare, ed è abituato a un parente o un amico che ti invita a mangiare il pesce appena pescato con la sua barca, non è che può apprezzare più di tanto questo prodotto d'allevamento dal gusto standardizzato. Non che il pesce di mare che trovi al ristorante o al supermercato non lo sia, s'intende. Ma infatti qui non stiamo parlando di spigole o orate, bensì di quei pesci più piccoli di cui è inutile che io dica il nome, perché magari credo di conoscere quello in italiano ma è solo quello in dialetto italianizzato, e perché in praticamente ogni bacino marittimo/linguistico (le Regioni lasciamole stare ai politici, la realtà geopoliticoeconomica italiana è un'altra cosa) hanno un nome diverso, e che è inutile cercare surgelati o al ristorante, a meno che quest'ultimo non sia sulla spiaggia dove tirano su le barche, e spesso neanche in quel caso. Quei pesci, difficili da mangiare perché spesso hanno più spine che polpa, che sono il vero tesoro dei nostri mari, finché se ne troveranno.
Di questo pescato, in genere, si trovano ricette in brodo in ciascuno dei bacini di cui sopra, di cui alcune hanno un nome e una tradizione, ma tutte sono invariabilmente buonissime. Questa, semplicissima, è solo quella con cui mia nonna amava mangiare i pescetti che le regalavano, ma anche il filetto di merluzzo surgelato, se capitava.
Pesce in brodetto
Metti il pesce in casseruola con due o tre dita d’acqua, 3 cucchiai d’olio, sale, pepe nero, 1 spicchio d’aglio (da togliere dopo un po’), 4 pomodorini, origano e prezzemolo.
Lascia cuocere per 10’, rigira e lascia altri 10’.
Eventualmente, cuoci a parte gli spaghetti e aggiungili al sughetto.
La stessa ricetta è adatta a qualsiasi altro pesce che non sia di quelli pregiati, da preferire arrosto o al sale eccetera.
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Ingredienti:
  • merluzzo o altro pesce non pregiato
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe nero
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 pomodorini
  • origano
  • prezzemolo
Intantu, si è pisci i chiddu bbonu s’avi a fari rrustutu c’u sarmurigghiu.
Ma si s’avi a pigghiari i sapuri (comu a cernia, ch’annunca è duci e sdinga, o ‘u murruzzu, chi non avi gustu) o puramenti si unu si voli calari ddu fila i pasta, lava ‘u pisci e mentilu nti na pareddha cu na stampa r’acqua, ‘u sali, ddu fogghi ‘i putrusinu, rriunu, spezzi, tri cucchiara r’ogghiu, e n’agghiu, sanu cusì poi ‘u cacci.
Fallu a focu lentu, e a mità gira ‘u pisci all’ancallariu.

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