SCEMI E PIU' SCEMI

Si può restarlo, scemi, per aver contratto la meningite, malattia
dall'incidenza rarissima nonostante a sentire la TV sia in atto una
epidemia, o esserlo da sé e dare ascolto a chi fa terrorismo
In quanto meridionale premetto che, pur continuando a ritenermi persona razionale, scrivo questo post facendo continui scongiuri, e vi ritengo autorizzati a fare altrettanto, della serie "non ci credo, ma non costa niente, e non si sa mai...".
Della meningite ricordo che ne sentìi parlare da bambino, a proposito di un parente un po' tocco ma buono di cui si spiegava il problema con una meningite giovanile, non so se era vero (a leggere Wikipedia pare di si, ma pare anche che i virus siano solo una delle cause possibili...) ma l'associazione di idee mi è rimasta.
Del vaccino contro questa terribile malattia allora non se ne parlava, dovevi solo sperare di non avere sfiga. Si, ma quanta, sfiga? Pare che le statistiche dell'insorgenza della malattia siano bassissime, molto al di sotto della soglia di rischio minima che possa giustificare l'allerta delle istituzioni preposte alla salute pubblica. La cosa è talmente risaputa che, se ci fate caso, nel corpo degli stessi articoli o nel testo degli stessi servizi televisivi il cui titolo o strillo solleva l'allarme, viene precisato doverosamente che le autorità non ritengono si possa parlare di epidemia o anche solo di incidenza insolita dei casi. Non possono dire altrimenti e mettono le mani avanti, così nessuno può dirgli niente, ma le modalità in cui dicono la verità, rispetto all'enfasi e alla frequenza con cui sollevano il falso problema a notizia del momento, fanno si che la percezione comune sia che è in corso una pericolosa escalation di casi di meningite e quindi è proprio il caso di correre a vaccinarsi (qui Reggio Calabria, qui Roma). Anche pagando gli 80 euro che costa la dose a chi non fa parte delle categorie a rischio per cui dovrebbe essere passata dalla sanità pubblica, ma dal punto di vista dell'introito delle case produttrici cambia poco chi caccia i soldi: è un business così succulento da creare uno sfrido tale che non è peccato sospettare unzioni e unti.
Ma Occam ci dice che tutto ciò che non è necessario è superfluo, e quindi io non indulgerei a postulare un giro di corruzione, quando basta sapere come funziona la stampa oggi per spiegarsi il fenomeno. Non c'è quasi più nessuno con un contratto di dipendente da una testata, e non c'è praticamente nessuno che abbia bisogno di andare in giro a cercarsi le notizie: ci sono dei software che accorpano il flusso delle agenzie da tutto il mondo e li filtrano secondo i parametri impostati, di territorio, di materia, o di parole chiave. Se è di moda l'aviaria, metto la query "uccello morto" e avrò in tempo reale la ciccia da cucinare per il mio pubblico, sicuro di essere letto. Poi, un qualche furbone può approfittarne per vendere migliaia di dosi del suo vaccino al Ministero, e pazienza se il caso giustamente si sgonfia e quelle restano inutilizzate, ormai i soldi li ha fatti. Ecco, in questo momento è di moda la meningite. Moda in senso statistico, per tranquillizzare gli ipersensibili.
Dei vaccini in genere ho già parlato: sono un universo così complesso che nessuno può sensatamente rigettarli o accoglierli in toto. Infatti, neanche le autorità sanitarie lo fanno: alcuni sono considerati obbligatori per tutti o per fasce di popolazione, altri solo raccomandati, altri ammessi ma del tutto facoltativi. Evidentemente, nel bilanciare i rischi sempre connessi con questa pratica con i benefici portati dalla sua diffusione capillare, ciascun vaccino offre un risultato diverso, ed è ragionevole dedurre che solo quelli dichiarati obbligatori possano vantare un bilancio sicuramente e nettamente positivo. Se ti fidi di quelle autorità, puoi tranquillamente vaccinarti quando è obbligatorio, e altrettanto tranquillamente decidere di non farlo se ti lasciano del margine decisionale. Se non ti fidi, non si capisce perché dovresti non fidarti a senso unico, ma anche se postuli il dolo e la corruzione devi dedurre che, se nemmeno questa ha potuto far dichiarare quel prodotto obbligatorio, vuol dire davvero che o non fa sempre bene come dicono o magari qualche volta fa davvero male come dicono i cosiddetti complottisti e spesso anche i bugiardini dei prodotti stessi.
Ma oggi l'argomento non è i vaccini, è la stampa, bellezza! Che se ci rovisti in mezzo qualche pezzo serio e ponderato lo trovi. Ma nel complesso ha montato un fenomeno vergognoso, una vera bufala sesquipedale, un vero e proprio terrorismo psicologico al limite col reato penale di procurato allarme.
Che questo sia successo proprio mentre l'ansia censoria di una classe politica da basso impero, che le tenterà tutte prima di eventualmente mollare l'osso, sta tornando alla carica per imbavagliare la Rete, con tanto di autorevole intervento della massima carica dello Stato, è solo una occasione troppo ghiotta per chi ha tutte le ragioni del mondo a rispondere con "una giuria popolare per le balle dei media". A cui i giornali in coro rimproverano scarsa coerenza se nel proprio codice di autoregolamentazione ha finalmente escluso l'automatismo tra avviso di garanzia e dimissioni, che era una emerita fesseria e in pratica metteva il futuro del moVimento nelle mani dei suoi nemici per tramite di magistrati che su denuncia non possono non indagare e avvisano l'indagato appunto solo a sua garanzia, mantenendo però conseguenze serie per il rinvio a giudizio e serissime per la condanna anche solo di primo grado, laddove se quel codice fosse Legge dello Stato gli altri partiti ne uscirebbero forse dimezzati, per quanti condannati hanno ancora in sella.

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