RITORNO AL FUTURO

Se un Michael J. Fox fosse partito con la sua DeLorean per un viaggetto nel 2017 subito dopo aver visto Wimbledon 2008, e come prima notizia all'arrivo avesse letto i nomi dei finalisti agli Australian Open, avrebbe probabilmente pensato che la sua macchina del tempo stavolta non ha funzionato. Contro ogni previsione, infatti, alla fine, e per un pelo, si è concretizzata quella combinazione che anche quando ha cominciato a stagliarsi all'orizzonte come possibile nessuno, neanche tra i tanti che ci speravano incrociando le dita anche dei piedi, reputava probabile. L'ultimo tassello, infatti, è andato a posto solo al terzo match point, dopo che sul 3 a 4 il futuro vincitore aveva anche annullato due palle break che avrebbero potuto mandare il suo avversario a servire per il match. E invece.
E invece avremo proprio la stessa combinazione di finali di nove anni fa: in campo femminile Serena Williams contro Venus Williams, e in campo maschile Roger Federer contro Rafa Nadal. Come se il regno che a un certo punto pareva incontrastabile di Djokovic, l'irrefrenabile scalata al vertice di Murray, e tutta una generazione di campionesse 25/30enni, per non dire (per non sparare sulla croce rossa) della cosiddetta nextgen di 20enni maschi e femmine, non ci fossero mai stati: swosh! cancellati tipo cassino sulla lavagna: tutta questa era del tennis passerà alla storia come la loro era, gli altri al massimo saranno ricordati come comprimari più o meno occasionali.
Adesso, chi è che vincerà i due incontri è francamente irrilevante: in ogni caso questo weekend tennistico sarà ricordato per sempre. Favoriti dal pronostico sono Serena, pesantemente, e Rafa, leggermente, soprattutto per via dei precedenti specie in finali slam. Preferiti del cuore, non solo di chi vi scrive ma credo della maggioranza degli appassionati, sono Venus, perché delle due sorelle è stata sempre quella con più talento e meno fortuna, vabbè anche meno potenza, e Roger, non fosse altro perché è tre anni che si dovrebbe ritirare e invece magari stabilisce l'ennesimo record, l'inarrivabile diciottesimo slam.
Risultati a parte, uno degli aspetti più rilevanti, e infatti più rilevati, è che per la prima volta nella storia del tennis (almeno, di quella moderna) ci sono 4 giocatori ultratrentenni nelle due finali maschile e femminile di un combined, peraltro 3 dei quali ultratrentacinquenni. Il che ci dice che, purtroppo o per fortuna, è decisamente vero che il tennis non è più quello che sembrava essere diventato nei decenni 70/90, uno sport per teenager in cui a 25 anni eri vecchio. Non so dire perché, c'è gente più preparata di me che ci si accapiglia, ma un vecchio tennista di circolo non può che esserne contento...
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P.S. Ha vinto Roger, al quinto, in rimonta: cala ancora la percentuale di chi non crede che sia lui il G.O.A.T. del tennis. Ah, e la DeLorean funzionava....

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RI-CRESCITA

ok, lo ammetto: dato il risultato estetico, non è l'esempio migliore Il titolo avrà evocato a circa il 50% dei (pochi) lettori qualc...