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ALLURA È VIZIU!...

Come posso agevolmente dimostrare ho messo le mani avanti in tempi non sospetti: sono più lettore che scrittore, e altrimenti non avrei all'attivo solo due titoli in ISBN (1999 e 2011, comunque fuori catalogo e ormai pubblicati qui gratis un po' per volta: tag Chi c'è c'è e Le ricette di nonna Carmela). La cosa non cambia con l'annunciaziò che sto per fare.
Tra qualche mese esce (per la Leonida, casa editrice reggina piccola ma "vera" che bontà sua ha valutato positivamente il manoscritto) il mio terzo libro, il secondo di narrativa, il primo con una storia unica dall'inizio alla fine (non dico romanzo, e non perché forse è solo un romanzo breve, ma per banale pudore). Niente indizi, tranne il cartello ferroviario in immagine che forse può fornire qualche indicazione sulla location, o forse no. Ne riparleremo, soprattutto per raccontarvi come e soprattutto grazie a chi è nata questa iniziativa.
Chi vorrà acquistarlo, lo troverà in libreria oppure on-line, a suo tempo darò i dettagli. Ma chi è già sicuro di volerne delle copie, mi contatti.

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La cronaca: una fidejussione fantasma Tra gli adempimenti di una squadra che vuole iscriversi al campionato di basket, c'è la presentazione di una fidejussione di 100mila euro (per la A2, credo sia diversa in altre categorie, se c'è in tutte), a garanzia del pagamento regolare degli emolumenti agli aventi diritto. In altre parole, se la società non paga gli stipendi, il giocatore (o altra figura avente titolo) attinge alla fidejussione. Non so quanto sia sufficiente una misura del genere, stante il monte stipendi complessivo di una squadra media della categoria, ma magari una funzione psicologica ce l'ha. Se la squadra paga regolarmente tutti gli stipendi, la società avrà buttato i soldi che gli è costata la garanzia: poche migliaia di euro, pazienza. Il punto è che se una squadra non presenta nei termini tutta la documentazione necessaria, perde il diritto a…

AL BUIO

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I COME INFAMIA

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DA BAMBINI

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Oramai ci sono, però, e continuo, un po' perché non si sa mai, un po' perché trovo sia un buon modo per tenere vivo il blog quando so che gli impicci mi impediscono di aggiornarlo con costanza, come nei prossimi giorni.
Questa la pensai come una specie di rap a corrente alternata, per intenderci le strofe lunghe sono quasi parlate quelle brevi quasi cantate sulla melodia, poi vabbé che chi la volesse la può musicare come crede, ma insomma è per spiegare la stranezza della struttura.
La tesi è che le religioni, tutte, servono a sedare negli esseri u…

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