sabato 26 marzo 2011

CI CASCO

il magnifico vecchietto del video di E' già: ditemi,
non viene da abbracciarselo?!
Per il titolo utilizzo Lorenzo quand'era solo Jovanotti e faceva lo scemo. Per il resto non lo nomino nemmeno perché non ha certo bisogno di pubblicità: è uno dei pochi che fa ancora i soldi coi dischi e riempie gli stadi. Anzi, è uno dei pochi che, nonostante faccia ancora i soldi coi dischi e abbia una certa età, sta sempre in tour e riempie gli stadi. Che sia un grande melodymaker che finge di essere un rocker l'ho già detto qui, dove ho postulato inoltre che è l'unico vero erede di Enzo Jannacci di cui potrebbe interpretare quasi tutta la discografia (esclusi i pezzi i in dialetto): tra cent'anni al tributo al cantautore milanese la sua cover sarà tra le migliori come già è stato per quello a Faber, una perfetta Amico fragile che riporto in video alla fine del pezzullo.
Ne parlo adesso per due motivi. Il primo è che è in occasione dell'uscita del suo nuovo album rilascia interviste come questa riportata dal corrierone. Per chi non ha pazienza riporto un brano rubato in parte all'articolo relativo in parte all'omologo di Repubblica:
Troppo facile, quando succede qualcosa di brutto, pensare che è il volere di Dio e che il male è fuori di noi, invece il diavolo è una parte di noi, è il nostro lato oscuro. Non tutto è colpa nostra, ma neppure c'entra Dio [...] La verità è che dobbiamo vivere con la nostra coscienza, e sarà dura. Mi sveglio spesso pieno di pensieri la notte, ma il viaggio lo affronto: spesso abbiamo paura del fantasma della realtà, non della realtà.  [...] Vivere vuol dire avere coraggio. Non si può più pensare che la vita sia garantita. Nemmeno da una legge dello Stato. [L'eutanasia?] Non ne ho ancora abbastanza per spegnere l'interruttore. Se lo farò sarà per difendere la mia dignità di uomo, ho diritto di scegliere io quando porre fine a questa straordinaria esperienza.
Si tratta di una professione di agnosticismo e culto della responsabilità estremamente utile in un Paese come il nostro, a maggior ragione venendo da parte di uno con tanta popolarità: tutti coloro che sono impegnati nella lotta per uno Stato laico devono essergli intimamente grati, specie in un momento storico come questo.
Il secondo è che il soggetto (infatti) ha recentemente dimostrato di essere dotato di una dose di autoironia notevole, girando un video in cui sembra quasi fare il verso a Checco Zalone quando fa il verso a lui, un video soprattutto in cui appare meravigliosamente invecchiato, pochi spettinati capelli, mille miglia lontano dalle icone del suo mondo ma anche da quelle di altri mondi: a 59 anni sembra, a guardare distrattamente, il padre di quel settantacinquenne che si è trapiantato il gatto morto in testa e si intonaca la faccia per affrontare le telecamere e gli specchi della sala del bunga-bunga. A guardare bene però, l'occhio come per i pesci al mercato ittico, quello più vivo è lui, inoltre molto più vivo di tanti di noi (e molto più giovane anche di chi allora ragazzino imbastiva sopra la sua vita spericolata una filastrocca moralistica). Vivo, stupito di essere "ancora qua", e altrettanto felice.
Ci casco, maestro, musica!

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