venerdì 18 marzo 2011

IL NOCCIOLO DEL PROBLEMA

Ci sono delle questioni in cui è proprio impossibile riuscire a intortarla a chicchessia, una è la paura della morte propria e dei propri cari, specie figli, magari tra indicibili sofferenze. Però se l'affare è bello cicciotto, tanti ma tanti belli eurini in commesse da poter accontentare tutti i tangentabili e i tangentevoli per decenni, vale la pena almeno tentare: ecco perché la cricca del mattone che è la vera anima del cosiddetto cavaliere e della sua maggioranza a un certo punto si è scatenata in una campagna di stampa concentrica a volerci dimostrare che il nucleare è economico, pulito, redditizio, e quello di terza generazione e mezza pure sicuro. Siccome poi si teme di perdere il referendum intanto promosso e approvato dalla Corte, si decide di fissarlo in data balneare, ché l'accorpamento con le amministrative (che ci farebbe risparmiare 400 milioncini) gli farebbe raggiungere il quorum.
Quando si dice la sfiga, però, ecco che madre natura (non seguo i teorici del complotto, almeno stavolta, perché la statistica bisogna saperla maneggiare e in questo campo non ci sono dati storici sufficienti, e perché tutto sommato non è necessario ipotizzare un intervento a priori nei disastri naturali per postulare l'inaffidabilità di chi comanda il mondo oggigiorno, basta verificarne le colpe a posteriori) ti fa capitare un iradiddio in Giappone proprio adesso, e non ci lamentiamo se ci tocca vedere, anziché un primo ministro che invita alla preghiera mentre 50 autentici eroi tentano di salvare il salvabile, un'intera classe di governo che prima minimizza e poi è alla spicciolata costretta a comici dietrofront man mano che si scopre la reale dimensione della tragedia.
Si accettano scommesse dunque sul quando ma non sul se, il tardivo e truffaldino programma nucleare berlusconiano sarà definitivamente immolato sull'altare del consenso elettorale; nel frattempo siccome non si sa mai ci attrezziamo tutti (TUTTI, VERO?) a portare a braccetto al seggio tutti i nostri amici e parenti il 12 o 13 giugno, a votare SI all'azzeramento definitivo del nucleare in Italia, e con l'occasione altri due SI all'abrogazione del (mica tanto) legittimo impedimento e della privatizzazione dell'acqua. Siccome questi ultimi due quesiti non sono meno importanti del primo, spero proprio che non abbiano la furbizia di vanificare questo per lasciare soli gli altri due, ma il problema si porrà a suo tempo, per ora iniziamo la campagna elettorale referendaria 2011.
L'argomento semplice semplice con cui trascinare la gente alle urne, è dunque questo: come da ultimo dimostra il caso giapponese, non esiste una stima statisticamente attendibile della sicurezza delle centrali nucleari, e d'altro canto non è affatto vero che esse producano energia a costi convenienti. A chi volesse argomenti di dettaglio, propongo come al solito una serie di approfondimenti:
  • Natalini su l'Unità, ovvero l'aritmetica del rischio e della convenienza economica;
  • ASPO, ovvero sullo stesso argomento con la suggestione del "cigno nero";
  • gli archivi di dicembre 1908 del Corrierone (1 e 2), ovvero non è vero che terremoti e maremoti come questo da noi non se ne vedono;
  • IRSN, ovvero l'animazione di come si è spostata la nube di Chernobyl (grazie, Fabrizio);
  • la "solita" incisiva Lameduck, ovvero se non basta quanto dice guardatevi il filmato su Chernobyl che posta alla fine del pezzo;
  • un insolitamente rapido Carlo Bertani, ovvero se sbagliano i giapponesi...;
  • enricoberlinguer.it, ovvero ecco come e perché il nucleare è inutile e costoso;
  • Regioni.it, ovvero la levata di scudi generale contro il blocco degli incentivi alle rinnovabili disposto dal governo per spianare la strada al nucleare (era il giorno prima del sisma, ora Romani ha dichiarato che nessuna centrale sarà installata in Regioni che non la vogliono, secondo voi quante la vorranno?);
  • Jacopo Fo, ovvero alcune cose da sapere sulle alternative al nucleare;
  • Pallante e Bertaglio, ovvero la vera green economy è il futuro;
  • Sansa, ovvero però tutto ciò comporta e porta dritto dritto alla decrescita.
Nel frattempo, è doveroso segnalare che il tentativo di accorpamento alle amministrative per via parlamentare è fallito: per un solo voto, quello di un radicale, si, ma anche per l'assenza colpevole di alcuni deputati della cosiddetta opposizione. E quando mai colgono un'occasione, questi...!

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