venerdì 9 settembre 2011

CHE FINE HA FATTO KEVIN COSTNER?

A quando un film sull'11 settembre in cui un
Kevin Costner si prende la briga di indagare
sul groviglio di intrallazzi che ci ha servito
il piattino che ci tiene in guerra da 10 anni?
Non voglio ripetere cose che vado dicendo da anni: chi vuole clicchi sul tag 11 settembre, i più pigri sul post di tre anni fa, che elenca le maggiori perplessità tuttora irrisolte. Ma è il decennale di una svolta storica, bisogna parlarne, e oggi ne parlo di come ne parlano gli altri
Sono in molti a cadere, infatti, nell'errore di credere che sia sufficiente ridicolizzare alcune delle cosiddette "teorie del complotto" per avvalorare la (indimostrabile e indimostrata) versione ufficiale. Libero di farlo è ovviamente ciascuno di noi, ma un conto è esprimere ad esempio su Facebook il proprio parere personale, un conto è pubblicare articoli di questo tipo su quotidiani di tiratura nazionale. Il Fatto quotidiano almeno si limita a elencare le tesi complottiste "più accreditate" riportando come si smontano (ma essendo discutibile sia sulla scelta delle tesi sia nel merito: ad esempio, riguardo la presunta demolizione controllata delle torri, leggete la controtesi e dite a voi stessi se è plausibile spiegare così il crollo di edifici su se stessi a velocità di caduta libera come li avete visti nei filmati), l'Unità invece ricorre all'espediente retorico di shekerare assieme tutte le tesi da screditare ridicolizzando sarcasticamente le meno credibili per trasferire l'effetto sulle altre: il giornale fondato da Antonio Gramsci si è ridotto insomma ad usare un trucchetto tipico di Emilio Fede. Addirittura Comedonchisciotte, confermando le perplessità che suscita la propria struttura "aperta" che porta a renderne inidentificabile la linea attraverso la pubblicazione di tutto e del contrario di tutto, ospita un articolo anti-complottisti che si commenta da sè (la "spiegazione scientifica" della caduta a "castello di carte" fa davvero tenerezza per quanto contrasta con quanto ci hanno detto i nostri occhi) per chi riesca a leggerlo tutto.
Il peccato comune a queste e a tutte le altre disquisizioni in merito alla credibilità o meno delle tesi alternative, è che dimenticano drammaticamente che non è questo il punto. Il punto è che nessuno che non abbia i mezzi di uno Stato sovrano (servizi segreti in primis) è in grado di costruire una teoria alternativa completa e credibile sull'accaduto, mentre invece tutti noi abbiamo la possibilità di valutare col nostro raziocinio quanto regge la teoria "ufficiale" sulla base della nostra percezione e del nostro ragionamento su fatti e opinioni cui riusciamo ad accedere. In altri termini, se una teoria cosiddetta complottista mi dà una spiegazione più plausibile dell'accaduto, non è sufficiente che tu mi dimostri che quella teoria è ridicola, ma devi anche dimostrarmi meglio perchè quella ufficiale invece tiene. E il giorno che ho visto in TV il crollo delle torri io ho avuto l'immediata sensazione di qualcosa di storto: l'acciaio fuso al punto dell'impatto avrebbe dovuto far cadere il pezzo sopra lateralmente rispetto al pezzo sotto, distruggendo i piani più vicini e lasciando in piedi monconi alti ben più della metà dei palazzi: non è sufficiente che tu mi dica che è assurdo pensare che centinaia di persone avrebbero dovuto preparare una demolizione controllata per farmi abbandonare questa ipotesi, devi darmene un'altra credibile, tu che ne hai i mezzi. E se è vero che il buco piccolo in cui non sarebbe mai entrato l'aereo nel pentagono ne aveva affianco uno grande, dove sono le foto e i video dell'impatto? stiamo parlando di uno dei posti più controllati al mondo, e dopo anni esce fuori solo un video in cui si vede da lontano qualcosa che potrebbe sembrare un aereo volare rasoterra? Io non so se è stato un missile, ma tu non mi hai dimostrato che è stato un aereo.
Ecco perché dopo dieci anni siamo ancora "nella notte", come dice Cardini in questo bell'articolo in cui tra l'altro cita una dichiarazione del tempo di Cossiga il Picconatore, che quando straparlava in un senso gli veniva data eco immensa quando lo faceva nell'altro veniva bellamente ignorato:
«...tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla CIA americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq, sia in Afghanistan».
Ecco perché ha ragione Giulietto Chiesa a insistere sulla linea che compito del giornalista libero è innanzitutto denunciare le menzogne del potere, a prescindere se riesca o meno a ricostruire una verità alternativa: oggi grazie a lui e altri come lui, una minoranza di persone che si informano attivamente è in grado di poter affermare senza dubbio che sull'11 settembre ci hanno mentito pesantemente, poi se il motivo era o meno avere il consenso di attaccare Stati sovrani in un'area cruciale per l'energia, e su cosa sia successo realmente nei dettagli, restano tutti i dubbi che vogliamo. Una minoranza, si, ma non più esigua: ecco allora che Mazzucco si trova a cercare spiegazione del fatto che inizi a mutare l'atteggiamento generale del mainstream sulla questione (su alcuni giornali o addirittura in TV grazie a Minoli).
Insomma, nonostante Hollywood abbia potuto anche farne un film non sapremo mai esattamente chi è stato e come, ad ammazzare JFK. Ma ormai credo non ci sia più nessuno a dire che è stato Oswald ed ha organizzato tutto da solo...

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