BASTA CHIACCHIERE!


E' da tempo che chi ha voluto capire ha capito che è inutile piangere sul latte versato, come lo è parimenti tentare uno "sciacallaggio positivo" per mobilitare l'opinione pubblica nel verso giusto. Il paradigma è sempre lo stesso: prima lacrime di coccodrillo col sottofondo di risate da sciacallo, poi l'affare ricostruzione d'emergenza, poi semmai (dove si dove no, quando si quando no) la ricostruzione definitiva, e poi l'oblio fino al prossimo evento, che riavvia il ciclo. A mia memoria, è dal Belice 1968 che funziona così. Se facciamo la somma, abbiamo speso una cifra enorme, e morti e traumi fanno conto a parte: 136 miliardi di euro, 270mila miliardi delle vecchie lire. E però, a guardarla bene, non è poi così grande: sommando le manovre lacrime e sangue a partire dal 1992, ci si arriva presto. Con questo che voglio dire?
Voglio dire che il circolo vizioso su illustrato, che si nutre del sangue e del sudore degli italiani, si spezza solo in un modo. Costringendo il capo del governo a, o meglio ancora portando al governo chi abbia intenzione di, andare a Bruxelles e dire, più o meno, così:
signori belli, noi siamo l'Italia, l'unico Paese al mondo in cui quasi tutti i centri abitati hanno radici dal medioevo indietro fino all'antica Grecia, al punto che nel nostro minuscolo territorio sussistono più borghi antichi che nel resto del pianeta; ci servono 100 (o quelli che sono) miliardi di euro per preservare cotanto patrimonio dell'umanità, ce li stampate please? no? ok, usciamo dall'area euro, e se non ce lo consentite dall'UE, e ci stampiamo da soli 200mila (o quelli che sono) miliardi di lire, grazie lo stesso ce ne ricorderemo.
Niente di più, ma niente di meno.
Dite che è una cifra enorme? Ma la spenderemo comunque, non lo avete capito? Solo, prevenendo le tragedie: a Norcia, ricostruita antisismica da poco, le scosse del 24 agosto hanno fatto il solletico. E impedendo ai tangentari di approfittarne, sostituendo ai mega stanziamenti a posteriori governati da commissari variamente intrallazzisti microfinanziamenti a priori direttamente nelle mani dei singoli. Si, perché io non sto parlando di un'unica grande opera da appaltare, e neanche di tante medie o medio/grandi. Parlo di un fondo strutturale a cui ogni piccolo proprietario di case ha diritto ad accedere per far fare i lavori che crede servano a rendere antisismica, riqualificare o magari rendere autonoma dal punto di vista energetico, ristrutturare, la sua abitazione (prima seconda o terza casa che sia), col solo vincolo di non alterarne l'aspetto storico. E non parlo di sconti fiscali parziali (per quanto significativi) rateizzati in anni, parlo di rimborso totale, e per chi non li ha di anticipo, dei lavori fatturati. Una roba, per chi capisce di economia (ma quella vera, non il monetarismo diventato incredibilmente il credo di questa sciagurata sedicente sinistra), capace di rilanciare enormemente l'economia e alla fine di pagarsi da sola con l'aumento di gettito fiscale risultante alla fine del giro.
Qual'è l'unico schieramento politico che si pone obiettivi del genere e forse potrebbe, col sostegno di tutti, persino attuarli, non ve lo dico perché già lo sapete. Lo sapete anche voi che ancora non vi siete arresi all'idea di votarli, e ancora cercate smarriti qualcosa a sinistra che purtroppo non c'è più.

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