THE DAY AFTER

Come dice Meyssan, "o la versione degli attentati da parte
della Casa Bianca è autentica, e in tal caso la sua risposta
agli attacchi è particolarmente controproducente, o è menzognera,
e in questo caso è riuscita a saccheggiare il medioriente allargato"
I film catastrofici americani sono tutti uguali, nel senso che usano tutti lo stesso template di sceneggiatura, con variazioni solo nei campi Tipo di catastrofe, Nome e situazione di dettaglio dei protagonisti, e ovviamente Nome di chi sta davanti e chi dietro la macchina da presa: si mostrano le vite di quelli cui ti devi affezionare per fare il tifo per loro (alcuni moriranno, alcuni si salveranno), ignare come quelle di tutti della catastrofe incombente, si mostrano le premesse di quest'ultima e come tutti appunto (tranne un paio dei protagonisti) le ignorino beatamente, si mostra la catastrofe (che quasi sempre distrugge il Colosseo o qualcosa di pari notorietà) e i suoi effetti nelle vite di cui sopra (gli altri muoiono come mosche e basta), nel sottofinale c'è un imprevisto, e nel finale i sopravvissuti ripartono compìti e determinati grazie alla nuova consapevolezza sulla caducità della vita. Trovatene uno che non sia descrivibile da questo paradigma, se siete capaci...
Per il titolo di questo post ho scelto quello di uno degli anni 80 sull'olocausto nucleare (andava di moda, era il nostro incubo di ragazzi...), neanche dei peggiori, per un motivo preciso: scrivo il 12 settembre, il giorno dopo il quindicesimo anniversario di quell'evento il giorno dopo il quale iniziò l'era che stiamo vivendo, che non è esagerato definire (come infatti persino il Papa ha fatto) terza guerra mondiale strisciante.
Come per tanti, troppi altri eventi di storia contemporanea, sull'11 settembre 2001 esiste da una parte la Narrazione Ufficiale e la Verità Storica (non si sa dove ma certamente) da tutt'altra parte. Mi viene voglia di fare un elenco ragionato in forma di tabella, con NU e VS come intestazioni di colonna, ma per oggi resto sul pezzo. Perchè sicuramente ieri avrete sentito mille servizi TG commemorare l'evento riportando esplicitamente o peggio dando per scontata la NU, e invece nascondendo (se serve, sotto il tappeto del "complottismo", comoda etichetta affibbiata a qualunque tesi si ha paura di discutere nel merito) la VS. La quale ancora non è del tutto emersa, e forse del tutto non emergerà mai, ma della quale in questi anni sono venuti a galla parecchi rottami belli grossi, abbastanza grossi da far si che ogni persona che osi definirsi intelligente oggi deve ammettere che la versione ufficiale è una balla bella e buona, e quindi (se la parola "logica" ha ancora un senso) che tre lustri di azione politica dell'Occidente (con tutti i suoi milioni di morti innocenti) hanno fondamenta su un castello di menzogne.
Anche volendo escludere quelle controverse (come ad esempio quella secondo cui è impossibile che dei jet di quelle dimensioni pilotati da dilettanti centrino obiettivi così piccoli senza che un radiofaro li guidi, fatta da molti piloti professionisti e secondo me convincente, ma non dimostrabile), infatti, le questioni dimostrate incontrovertibilmente sono abbastanza perchè la NU si sgretoli ed evapori. Vediamone alcune, a ruota libera:
  • i crolli dei grattacieli così come li abbiamo visti in diretta televisiva sono scientificamente compatibili solo ed esclusivamente con l'ipotesi di demolizione controllata con cariche esplosive e telecomando - è impossibile che una lesione per quanto gravissima nella parte alta faccia accartocciare delle torri di acciaio nel modo in cui è avvenuto, e d'altronde la torre 7 è caduta allo stesso modo senza che nessun aereo la colpisse;
  • nel pentagono non è mai entrato nessun aereo, se nessun filmato ce l'ha mostrato (in una delle aree più videosorvegliate del pianeta) è perchè non è successo, e d'altronde sia la grandezza del buco nell'edificio sia la traiettoria rasoterra sono compatibili solo con l'ipotesi missile;
  • i presunti dirottatori (di cui sono state miracolosamente rinvenute, in mezzo a milioni di tonnellate di detriti, alcune carte d'identità rimaste intatte in un rogo capace di sciogliere l'acciaio) erano quasi tutti arabi, e nessuna iniziativa bellica nè diplomatica è stata presa contro l'Arabia Saudita, mentre invece si è invaso l'Afghanistan reo solo di aver dato rifugio al presunto capo degli attentatori, uno che per anni e fino a poco prima era stato con la Cia in funzione antisovietica;
  • il terrorismo islamico nel 2001 era al massimo un fenomeno di nicchia senza alcun seguito popolare nè sponde governative (tranne che in Arabia, appunto) - nel 1991, prima della prima improvvida Guerra del Golfo, manco quello - mentre oggi dopo quindici anni di guerre e bombardamenti e primavere arabe e deposizioni di regimi ha addirittura un suo sedicente Stato, un vasto consenso al suo interno, e seguaci nati e cresciuti in Occidente.
Non è abbastanza per chiedere di scoperchiare gli altarini, e soprattutto di invertire la rotta nelle scelte di politica internazionale? Secondo me si, e ne avanza, anche senza dover arrivare a postulare l'autoattentato proditorio, peraltro in ogni caso indimostrabile.
In ogni caso, chi ha voglia di approfondire si guardi con calma le cinque ore di film realizzato da Mazzucco, o almeno il riassunto autografo che riporto qui:

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