GUARDA COME MI DIVERTO

Se non avete provato a guidarla, non potete capire...
Non è vero che di mamma ce n'è una sola, se è vero che c'è chi come me ha sempre pensato di averne avute tre, tutte e tre sempre trattate come tali e da tutte e tre sempre trattato come un figlio. E' dunque solo ora che anche l'ultima delle tre, che poi era la prima in ordine di apparizione (a me) per questioni di natura biologica, ha smesso di respirare, posso dirmi orfano (almeno, tecnicamente parlando, visto che il termine mal si addice a uno della mia età).
Ero in dubbio se pubblicare o meno questo post diciamo così di pubblico saluto a mia madre Luisa, invero, poi ho deciso di si sulla base di un ragionamento non so quanto lineare: tra tante differenze, questi ultimi anni mi hanno fatto riconoscere un tratto caratteriale che credo di aver preso da lei, chiamare vita solo quello che si merita questo appellativo. Tre anni fa, uscita viva da una bruttissima caduta dalle scale, l'avevo detta "miracolata", ma mi sbagliavo, non potendo ancora sapere - ma l'età c'era tutta, ed altri indizi anche eccome, ma sapete come certe volte uno la realtà non la vuole vedere - che non avrebbe mai più potuto fare le cose che faceva, prima tra tutte prendere la sua Lada per andare a occuparsi dei suoi terreni in campagna. Ma lei si che lo sapeva, sordamente anzi sin da prima di quell'incidente, e poi man mano sempre più coscientemente. In effetti, questi tre anni di bonus per lei non sono stati altro che tre anni di prigione, sempre più stretta via via che la spirale negativa tra acciacchi e ridotta mobilità si avvitava su se stessa. Ma se la sua lezione è questa, vita è quando puoi fare le cose che ami e sai fare, io che (forse) so scrivere questo devo fare. Ed eccoci qua.
Curiosamente, poco più di un anno dopo, si è ripetuta la circostanza che vi avevo raccontato a proposito della mia seconda mamma: ho fatto appena a tempo, e forse proprio solo perché entrambe mi hanno aspettato appositamente, a rientrare a Reggio prima che morisse, riuscendo a parlarle all'orecchio e capire dal suo sguardo, e da una variazione nel faticosissimo respiro, che mi aveva sentito.
Per questa ragione, se volete avere un quadro completo di quello che voglio dirvi, dovete seguire i due link di cui sopra e leggervi il tutto dopo aver completato questo. Per la terza mamma, invece, c'è il tag apposito.
Buonanotte, domani è dedicato a spiegare a mia figlia cosa è successo alla nonna (no, i morti non vanno in cielo e non vi vivono per sempre, ma vanno da qualche parte nel tuo cuore e vi vivono finché li ricordi), da dopodomani si torna a giocare a tennis fregandosene delle ginocchia malconce: bisogna seguire o no gli insegnamenti dei genitori? Ciao Mamma...

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