lunedì 3 agosto 2009

ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

"Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli". Prendo in prestito da Guccini, bolognese di adozione e residenza (via Paolo Fabbri 43, unico artista a dichiarare l'indirizzo di casa in un titolo di una sua opera, forse...), sia l'incipit che il titolo. L'incipit è tratto da Bologna, album Metropolis, 1981. Il titolo dal corpo del testo di una pietra miliare della canzone d'autore italiana, La locomotiva, album Radici, 1972. Sia l'uno che l'altro c'entrano con una ricorrenza di ieri.
Il primo ci ricorda infatti di questa incredibile posizione del capoluogo emiliano, che per come è fatta l'Italia, con gli appennini storti a tagliare di sbieco il corpo storto dello stivale, fa si che qualunque strada tu faccia, se vai da Sud a Nord o viceversa, tu ci debba passare. Questo essere crocevia geografico poi ha coinciso con l'essere anche in qualche modo crocevia della storia del nostro Paese. Proprio passando per quella trafficatissima stazione in cui arrivava la notizia che il ferroviere anarchico di Guccini voleva far schiantare la propria "bomba contro l'ingiustizia" contro un "treno di signori".
Il 2 agosto 1980, infatti, alla stazione di Bologna viene segnato l'acme di quella che chiamavamo Strategia della tensione e che fu una serie di attentati e stragi unica al mondo tra i Paesi cosiddetti democratici: undici episodi principali con un totale di 150 morti e 650 feriti, più una serie di avvenimenti collaterali (in primis, la strage di Ustica) e minori che escono da questa contabilità ma hanno contribuito alla creazione di un clima che ha impedito una vera transizione democratica.
L'Italia sconfitta in guerra ed assegnata da Yalta al blocco occidentale, infatti, doveva essere una democrazia solo apparentemente, non essendoci nessuna possibilità reale che l'opposizione parlamentare diventasse maggioranza di governo, come lo stesso Togliatti - che a Yalta c'era - sapeva benissimo. Vennero così create una serie di strutture più o meno legali di allerta contro il "rischio comunista", dai servizi segreti a Gladio alla loggia massonica P2. Infatti, la strategia della tensione comincia proprio dopo i successi delle lotte operaie dell'autunno 1969, e le sue ricrudescenze corrispondono ai vari successi elettorali del PCI, mentre l'unico che intendeva "imbrigliare" i comunisti coinvolgendoli in responsabilità di governo - Aldo Moro - veniva rapito e ucciso dalle BR (cui prodest?).
Tramontate le velleità del PCI, con la caduta del muro di Berlino si schiudeva nuovamente e forse davvero per il nostro Paese la possibilità di divenire una democrazia compiuta. Ebbene, come si è chiusa quella breve stagione di afflato libertario, coincisa con le inchieste di Mani pulite e i maxiprocessi di mafia istruiti da Falcone e Borsellino? Con le stragi in cui furono uccisi questi eroi civili, e altri attentati subito dopo a sancire i confini delle trattative in corso e preparare un nuovo regime (le inchieste sono state riaperte recentemente...).
Ora, il peggio di tutte queste tragedie non è che siano accadute: la Storia di qualunque Paese è punteggiata di eventi del genere. E' che in Italia:
  • non si sia mai trovato un mandante;
  • una chiave di lettura organica non sia mai potuta andare oltre lo stadio di teoria;
  • se chiediamo ai ragazzi non sanno nemmeno che tutto ciò è successo figurarsi perchè;
  • tra un po' nemmeno se ne potrà parlare, perchè con la legge-bavaglio alla Rete in fase di approvazione definitiva anche un pezzo generico come questo potrebbe creare problemi al suo estensore, figurarsi uno con nomi e cognomi.
Viene in mente un pezzo di un bolognese vero (4 marzo 1943, unico artista a mettere la sua data di nascita in un titolo di una sua opera, forse), che al vertice della sua carriera - prima di rimbabirsi con parrucchino e Cayenne - cantava (in Com'è profondo il mare, album omonimo, 1978) "è chiaro che il pensiero da fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce, e come pesce è difficile da bloccare, perchè lo protegge il mare. Com'è profondo il mare! Certo, chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche: il pensiero è come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno bruciando il mare. Così stanno uccidendo il mare. Così stanno umiliando il mare. Così stanno piegando il mare." Lucio Dalla, quando era un artista e quindi anche un profeta aveva previsto sia la Rete sia il tentativo di imbrigliarla...

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