Passa ai contenuti principali

LE CHIACCHIERE NON STANNO A ZERO

Da oggi l'elenco dei siti che "controinformano davvero" si allunga di un elemento: blogzero.it di un tale Samuele Riva, giovane ingegnere informatico che nel profilo dice poco altro di se, lasciando che siano i propri contenuti a parlare.
Il ragazzo è riuscito a meritarsi l'attenzione del mainstream per aver provocato le reazioni di una nota casa farmaceutica omeopatica, ma il suo sito già a una visita rapida si mostra pieno di materiale interessante: oltre ai due articoli (questo e quest'altro) che tolti i riferimenti specifici restano un lungo e circostanziato attacco a quella grande truffa che è l'omeopatia, segnalo l'editoriale "dio non esiste", i quattro pezzoni sulla Bibbia che ne costituiscono una sorta di istruttiva e divertente appendice, e un breve e preciso affondo statistico contro la truffa (molto di moda) delle scommesse di Stato e in particolare del Superenalotto. Come si vede già ad un primo esame (ma vi invito caldamente di trovare il tempo di leggere anche i pezzi più lunghi), si tratta di una persona vivace e razionale, mai offensiva ma sempre definitiva nella sua logica stringente.
L'effetto su di me è il classico "porca miseria questo la pensa come me ma la dice meglio!", che spesso mi conduce a promuovere un sito dalla semplice citazione al link stabile. L'effetto sulle persone dotate di raziocinio è probabilmente la conquista e l'assurzione a sito da consultare stabilmente, sugli altri invece probabilmente di irritazione e odio (come solo chi non capisce sa fare). Se anche degli amici, delle persone che ti amano, possono in buona fede commettere l'errore di offenderti regalando a tua figlia un simbolo religioso nonostante ti sappiano ateo da 35 anni, convinte che il loro credo dia loro il diritto di tentare di sottrarre surrettiziamente la creatura all'influenza dell'errore paterno, figurarsi degli ottusi che non ti conoscono e non ti vogliono bene...
Infatti, tornando nella cronaca, ho sempre pensato che l'omeopatia fosse una colossale operazione di marketing truffaldino: sapevo che le sue radici teoriche sono dei tempi dei salassi ma meno fondate scientificamente, ricordavo per averne letto all'epoca dell'articolo su Science che annunciava la "memoria dell'acqua" e di come la stessa rivista ne certificò poco dopo l'infondatezza (Science ha questa funzione: sottoporre alla comunità scientifica un esperimento fornendone i protocolli dimodochè possa essere riprodotto da altri, e dare conto se questi ci riescono o meno), deducevo che il successo commerciale del business fosse il prodotto del combinato effetto del margine tra prezzi e costi così ampio da permettere di prezzolare medici farmacisti giornalisti eccetera mantenendo ancora guadagni sontuosi e delle carenze di approccio filosofico/culturale della medicina ufficiale (che considera l'essere umano un insieme di organi più che una persona) che spingono molti verso le cosiddette medicine alternative (che però coprono un range che va da discipline fondate e miratamente utili come l'agopuntura a cose penalmente rilevanti come maghi santoni e fattucchiere). Non era facile, nel mare magno di disinformazione dei mass-media, trovare informazioni a suffragio di questa mia posizione, e infatti un contributo così preciso e definitivo come quello di Riva non l'avevo ancora letto.
Insomma, signore e signori l'omeopatia è una bufala. Mi ricrederò quando i produttori accetteranno di sottoporre i farmaci omeopatici a protocolli di sperimentazione a doppio cieco e questi daranno risultati statisticamente significativi in termini di percentuali di guarigione rispetto al placebo. Cosa che date le premesse si può affermare non succederà mai: mica sono scemi, è ovvio che una cosa che per definizione non contiene nulla non può che non avere effetti, ma se ciò si certificasse non potrebbero più venderla a caro prezzo... E' ovvio anche che chiunque è libero di curarsi come meglio crede (o non curarsi affatto: la Costituzione parla chiaro, sono gli stronzi che hanno approvato la nuova legge sul testamento biologico a fregarsene...), ma con un limite, che esemplifico con un caso molto diverso da quello del crocifisso e della libertà di educazione religiosa: se hai un figlio minore e quello ha un raffreddore, niente da dire se ritieni che possa e debba guarire da sè, ma se il bimbo ha una bronchite con febbre alta e gliela lasci andare in polmonite se muore ti arresto e se no ti tolgo la patria potestà, giusto? Bene, se lo porti da un medico sedicente omeopata (per arrotondare, in tanti lo sono ormai...) e quello non capisce che è passata la soglia in cui è possibile l'autoguarigione e dunque deve dargli un farmaco vero e non uno fatto di sola acqua fresca o eccipienti, il medico deve a seconda delle conseguenze subire dalla radiazione dall'albo fino al carcere per omicidio.

Commenti

Samuele ha detto…
Grande, grazie per il bell'articolo di supporto e per i complimenti!
Sei nella lista di siti web che parlano dell'argomento.

Finita la bufera tornerò a leggerti

Ciao!
Lulù ha detto…
L'articolo sul matrimonio tra cattolici è geniale... mi tocca aggiungerlo ai feed ;)

Post popolari in questo blog

COSI FITUSI

Prima la cronaca, poi la storia, anche se in questo caso il senso è lo stesso: Reggio Calabria, fuori dai coglioni!
La cronaca: una fidejussione fantasma Tra gli adempimenti di una squadra che vuole iscriversi al campionato di basket, c'è la presentazione di una fidejussione di 100mila euro (per la A2, credo sia diversa in altre categorie, se c'è in tutte), a garanzia del pagamento regolare degli emolumenti agli aventi diritto. In altre parole, se la società non paga gli stipendi, il giocatore (o altra figura avente titolo) attinge alla fidejussione. Non so quanto sia sufficiente una misura del genere, stante il monte stipendi complessivo di una squadra media della categoria, ma magari una funzione psicologica ce l'ha. Se la squadra paga regolarmente tutti gli stipendi, la società avrà buttato i soldi che gli è costata la garanzia: poche migliaia di euro, pazienza. Il punto è che se una squadra non presenta nei termini tutta la documentazione necessaria, perde il diritto a…

OCCHI APERTI!

Non c'è niente da fare, non so nemmeno se sarebbe sufficiente che davvero facessero il governo di scopo antisistema e che questo attuasse come primo passo lo spoil system più feroce nell'intero mainstream, intanto perché la Lega ha già dato prova abbondante in passato di essere in realtà contigua agli ambienti che dice di voler combattere (e si, lo so, è quello che rimprovera qualcuno anche ai cinquestelle, specie chi all'inizio ci flirtava perché magari sperava di avere con loro un ruolo di guida saggia che non gli hanno riconosciuto, ma almeno finora senza prove), e poi perché inizio a temere si tratti proprio di scarsa propensione al ragionamento, non volendo asserire nulla in merito proprio alla quantità di materia grigia, di chi tenta oggigiorno di campare di giornalismo (con rare eccezioni, ovviamente).
Malafede o meno, sono giorni che ci martellano (le palle) con un paio di narrazioni: la spia avvelenata in Inghilterra da Putin in persona, e i dati degli utenti di …

UN FILM GIÀ VISTO

Normalmente non pubblico integralmente testi altrui, preferisco semmai infarcire i miei post di link che vi invito a seguire, presi sia dai siti di controinformazione che consulto abitualmente (e trovate in colonna destra, con l'occasione implementata) sia da altrove. L'eccezione di oggi è perchè la scelta comune di molti dei siti che vedete in firma è di riportare pari pari un testo. Dell'argomento sapete come la penso: ci hanno raccontate tante di quelle palle che ormai è come si diceva "diligenza del buon padre di famiglia" invertire "l'onere della prova", non credendo mai in prima battuta a quello che racconta il mainstream, ma semmai soltanto dopo prove schiaccianti, forse. La penultima cazzata era quella della ex spia russa e sua figlia avvelenati col gas da Putin in Inghilterra, bufala patentata ma col cavolo che danno alla smentita la stessa eco che hanno dato alla notizia che ci ha tambureggiato per giorni e giorni. L'ultima riguarda, …

REGGIO NEMMENO

Come tutti gli emigranti, torno "a casa" sempre meno: i primi anni ogni scusa è buona per non saltare un mese, poi pian piano si comincia a intravedere un futuro in cui sarà già tanto una volta l'anno. E le virgolette, se non si era capito, sono perché tutti noi "andati via" prima o poi si intende per "casa" un altro posto rispetto a quello in cui siamo nati. C'è una dimensione però in cui mi distinguo dal "valore modale" dei miei "condestinei", allineandomi invece a una quota non insignificante ma minoritaria: io, da Reggio, ho scelto di andare via, a 26 anni e avendovi già un lavoro fisso e sicuro, e quando a 39 ho avuto una seconda possibilità anche migliore, dopo pochi mesi ho riscelto di nuovo di andar via. Se ciò sia tutto frutto di sventatezza (in parte sicuramente, se pensiamo che restando avrei avuto molti meno problemi economici di quelli che ho affrontato in un trentennio) o lungimiranza (se pensiamo che così almeno…

IN-FINITO

Rieccomi qua.
Sono io.
Io.
Si sono proprio io.
Sono io questo mucchietto d'ossa ripiegato su se stesso che fatica a respirare. Ho dolori dappertutto. Così forti e così ovunque che non so più localizzarli, e forse manco li sentirei più se ogni tanto non ne spuntasse uno più acuto, o forse più ottuso, però va bene, va bene così, mi dico, tutto questo vuol dire che sono viva.
Un attimo fa vedevo da terra i piedi del tavolo, ora da un fianco questa sponda di letto, e mi dicono che sono passati giorni. Io capisco, capisco tutto, ma non ho forza, e tutto sommato neanche voglia, di parlare.
Credo di avere capito. E so che cosa voglio. Voglio rivedere i suoi occhi. Gli occhi di mio figlio. Non mi importa quanta fatica mi comporta, da ora in poi concentrerô ogni energia che mi resta su questo obiettivo: resistere fino a che non arriva.
Ma ogni minuto, ora o giorno che passa la pena è maggiore, il dolore più forte, l'energia minore. Ho deciso: me lo immagino. Forse al mio scopo vale lo…

PORNO-ARISTON

Una domanda: un blog che ha il tag Musica tra i più frequenti non può non occuparsi di Sanremo, in quanto evento musicale più chiacchierato dell'anno, oppure non deve occuparsene, in quanto evento che con la musica quella vera c'entrato sempre poco e c'entra sempre meno? Nel dubbio, negli anni, del festivalone ho scritto proprio solo quando in qualche modo consentiva di parlare di musica, in positivo o in negativo che fosse: nel 2009, perchè c'era da stigmatizzare l'estensione del dominio mariadefilippico anche sul feudo del nazionalpopolare; nel 2011, perchè c'era da salutare con giubilo una delle rare vittorie della Qualità (peraltro da parte di chi ne vantava tanta da potersi affermare qui con una cosa scritta "con il piede sinistro" - un po' come Dalla la canzone di Ron quest'anno, si - tra l'altro stracarica di autoplagi - ma meno di Moro quest'anno e di Amara l'anno scorso con la Mannoia); e nel 2013, in una specie di sintes…

VENT'ANNI FA

Il dicembre del novantasette è stato a dir poco cruciale per chi vi scrive, e un ventennale è una bella cifra tonda per ricordarlo. Ma, niente paura, questo non è un post nostalgico e autobiografico, tanto gli amici trovati allora in quel di Trento e mai più persi, e anche quelli un pochino persi di vista ma mai di cuore e di pensiero e quindi di contatto almeno occasionale, lo sanno se mi leggono che sto parlando di loro.
E' un post di auguri di natale, ma a modo mio: con una scaletta, pardon oggi si dice playlist, necessariamente in qualche modo originale. La trovate alla fine, però: prima parliamo, sempre a proposito di musica, di un disco che ha fatto vent'anni pure lui e in qualche modo a suo tempo ha fatto epoca, e che stavo riascoltando l'altro giorno e mi ha fatto venire voglia di scriverne nei termini in cui lo sto facendo, forse anche perché proprio a Trento, anzi per la precisione a Rovereto, vidi la band che lo portava in tournée, e mi piacque tanto (no, non e…