DENTRO DI NOI

Ricordi? le strade erano piene di quel lucido scirocco
che trasforma la realtà abusata e la rende irreale,
sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco
e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale.
Tu dietro al vetro di un bar impersonale,
seduto a un tavolo da poeta francese,
con la tua solita faccia aperta ai dubbi
e un po' di rosso routine dentro al bicchiere:
pensai di entrare per stare assieme a bere
e a chiaccherare di nubi...
Ma lei arrivò affrettata danzando nella rosa
di un abito di percalle che le fasciava i fianchi
e cominciò a parlare ed ordinò qualcosa,
mentre nel cielo rinnovato correvano le nubi a branchi
e le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè
e le mani disegnavano sogni e certezze,
ma io sapevo come ti sentivi schiacciato
fra lei e quell'altra che non sapevi lasciare,
tra i tuoi due figli e l'una e l'altra morale
come sembravi inchiodato...
Lei si alzò con un gesto finale,
poi andò via senza voltarsi indietro
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini.
Lui restò come chi non sa proprio cosa fare
cercando ancora chissà quale soluzione,
ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica...
Ora non so davvero dove lei sia finita,
se ha partorito un figlio o come inventa le sere,
lui abita da solo e divide la vita
tra il lavoro, versi inutili e la routine d' un bicchiere:
soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d' ogni viso,
dentro di noi...
Questa bellissima canzone di Guccini, che poi vi posto in video, mi dispiace cari amici ma toppa alla grande. Non vale, non vale niente nemmeno essere capaci di non avere una doppia morale. Per quanto credito la tua integrità morale possa darti, l'esito delle tue azioni dipende da una serie di fattori che in una sola parola si possono riassumere solo come "culo". E il culo non è mai Culo come nei film, no, se hai fortuna al 99% puoi stare certo che è quell'1% che ti fregherà, a prescindere totalmente da come ti comporti, e quel che più conta da come intendi comportarti.
Questo corollario della Legge di Murphy per ricordarsi in questa fine d'anno e forse di epoca, fine di tante vite come ci si ricorda solo quando tocca a uno vicino a te o a uno famoso come Giorgio Bocca (un saluto al grande giornalista partigiano anche da un microscopico blogger) e inizio di tante altre, che l'unica cosa che distingue un essere umano da un animale è la consapevolezza di dover morire. Le cose finiscono, la vita finisce: lo intuisci fin da piccolissimo, e allora hai paura del buio o di essere abbandonato dai genitori, poi da bambino la cosa cresce fino a che da adolescente, o se sei sfigato e ti muore un genitore un fratello una compagna di scuola da prima, capisci. Capisci che la vita è un percorso totalmente assurdo, una cosa senza senso. Che sarebbe tanto ma tanto più bello viverla come una serie gioiosa di infiniti presenti come fa il tuo cane, che non è triste nemmeno quando muore perché non sa che significa. E' triste solo se sei triste tu, e solo perché è un cane perché già se fosse un gatto se ne fotterebbe. E tutto quello che viene dopo questa consapevolezza è tutto quello che individualmente e socialmente ci si inventa per prendersi per il culo, per non pensare sempre sempre a questa cosa orrenda che ci aspetta: i divertimenti, le religioni, le filosofie, la famiglia, la squadra di calcio, i figli.
Quando uno di questi trucchi ci cattura per la vita, viviamo da ebeti al suo interno. Quando siamo troppo intelligenti per cascarci, comunque ci facciamo prendere un po' dall'uno un po' dall'altro per tirare avanti, perché ci sono tante cose belle da vedere e vivere e magari riusciamo a concentrarci sulla prossima: un bambino, una storia d'amore, un progetto di beneficenza. Ma è solo illusione momentanea, il bambino cresce, l'amore finisce, il progetto si esaurisce. E tu vorresti solo che questa maledetta parola fine arrivasse al più presto, come per un cane abbandonato in autostrada, mentre cerchi felice il tuo amato padrone che non può averti abbandonato perché tu non sei capace di doppia morale e lui ti ama e chi ti ama non ti abbandonerebbe mai.
Buon Scirocco a tutti.

2 commenti:

cristina ha detto...

...e infatti tutt'è come vivi,o meglio, accetti i distacchi. Chi meglio si adatta alla mutevolezza, meglio vive! ciao Gì! CE PIACE l'articolo;-)

Cugino ha detto...

Lelio ha scritto:

Amico mio... è proprio come dici tu, ma dissento su un punto e, cioè, quando dici che la vita è senza senso. La vita avrebbe un senso anche solo per provare il gusto, prima dolce e poi amaro, delle illusioni che ci capitano di vivere, ma non soltanto per questo. La vita contiene in sé un profondo e primario adempimento: incontrare sé stessi. Quando si riesce a raggiungere questo obiettivo o, comunque, ad avvicinarvisi non si è mai veramente soli e la morte, allora e forse, farà un po' meno paura.
Un abbraccio.

p.s.
ho cercato di pubblicare questo pensiero sul tuo blog senza riuscirci

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