TU QUOQUE GIANNINO

Ora confesso un reato, tanto è prescritto e comunque con le nuove norme svuotacarceri non rischio nulla: da ragazzo, una ventina d'anni fa, quasi fresco di studi, ho scritto la tesi a uno che non ne aveva voglia e aveva qualche carta da centomila per poterselo permettere. L'argomento era il debito pubblico. Non c'era Google, e le ricerche si facevano andando nei posti, non nei siti, così mi recai a prendere tutto il materiale necessario in Banca d'Italia. Non conservo copia di quel lavoro, perché l'assassino non conserva l'arma del delitto, ma mi impressionò talmente che la tematica mi è rimasta dentro, e quando arrivò Mani Pulite ero tra i pochi a non essere sorpreso: una generazione di politici aveva appena rubato in un decennio un ammontare quasi pari al valore di quanto prodotto in un anno da tutta la nazione (ho appena definito alla grossa il PIL). Il furto era avvenuto anche grazie alla presenza di un po' di complici, diciamo qualche decina di milioni: in cambio di piccole utilità personali, gli elettori italiani avevano garantito il consenso a una sistema furfantesco, a scapito dei loro stessi figli. L'Euro era ancora nei sogni, lo dico per chi gli attribuisce oggi tutte le colpe, anche quelle che non ha: ha quella di non essere moneta sovrana di uno Stato sovrano, ma a questo si può ancora rimediare (è anzi l'unica soluzione che abbiamo), ma non quelle relative al comportamento di un popolo e della classe politica che emana, che infatti hanno fatto il danno prima dell'avvento della moneta unica, che anzi poteva salvare il salvabile.
Ridi ridi, Cesare, tanto tra un po' arrivano le Idi di dicembre...
(anche se il video è di settembre...)
Questa vicenda l'ho già raccontata nei dettagli pochi mesi fa, chi vuole vada a rileggersela. In breve, continua con quello stesso popolo che mentre tira monetine ai ladri e plaude ai giudici che li arrestano, operando un cattolicissimo autolavaggio della coscienza, cerca già nei dintorni chi gli possa consentire di continuare il gioco.
Se non ci fosse stato il risanamento prodiano per entrare nell'Euro, costui ci avrebbe portato al crack con alcuni anni di anticipo sulla crisi mondiale iniziata nel 2008: questa semplice verità, constatata in tempo reale lungo tutto il regime berlusconiano grazie alla consapevolezza acquisita in epoca craxiana, non aveva bisogno di un suffragio statistico, per corroborarla essendo sufficiente osservare l'infinita serie di ruberie personali e dei tanti sodali, il sabotaggio della tax complience, l'inerzia politica a fronte di iperattività privata eccetera. Ma oggi arrivano anche le prove, e da dove non te le aspetti: Oscar Giannino, l'economista di destra che ricorda il concorrente dandy di Lascia e Raddoppia - come si chiamava? Marianini (meno male che Google ora c'è...), se ne esce con un'analisi statistica della progressione del debito pubblico che dimostra inoppugnabilmente che il suo ex editore ha indebitato questo Paese per 330 milioni di euro al giorno durante la sua prima lunga esperienza di governo, 207 durante la seconda. Se pensate che i passaggi del centrosinistra hanno visto un valore massimo di 96 e minimo di 76, e vi fate due conti, ecco dimostrato che con chiunque altro al governo, anche con l'Euro e tutti i suoi difetti, probabilmente oggi avremmo un debito inferiore di decine di punti percentuali, abbondantemente sotto la soglia d'allarme, non avremmo avuto nessuno spread e quindi niente del pesantissimo aggravio della spesa per interessi che è il problema principale di oggi, e nessun "potere forte" avrebbe potuto prendersi la briga di surrogare il potere politico per costringerci alla virtù secondo la sua utilità, dato che avevamo tutte le risorse necessarie per costringervici da soli ma secondo la nostra.
Viceversa, e inoltre, se malauguratamente Berlusconi nel 94 avesse avuto in mano una moneta sovrana e fosse rimasto in carica per un paio di legislature utilizzando le stesse leve del suo compare il decennio precedente, visto che fra l'altro la spesa pubblica attivata dai soggetti in questione non è mai stata se non incidentalmente del tipo che effettivamente risolleva l'economia, avrebbe senza dubbio alimentato una spirale di debito e inflazione che avrebbe portato il Paese alla bancarotta prima della fine del secondo mandato. Corollari di questa deduzione sono che:
  1. menomale che c'è stato l'ingresso nell'Euro, anche se oggi è urgente costringere la Germania a compiere quel salto logico che porti al completamento del progetto originario, fatto di unione fiscale politica e monetaria, con la BCE che gestica una moneta sovrana come fa la FED, e quindi un Euro davvero in grado di competere col Dollaro (e nessuno mi toglie dalla testa che la crisi europea attuale sia figlia proprio di una strategia americana di attacco volta a stroncare sul nascere una potenza monetaria in grado di fronteggiare la propria, approfittando delle sue carenze progettuali succitate - e forse ci sarebbe da rileggere con questa chiave anche tutte le recenti vicende in Nord Africa, Libia in testa...) con l'obiettivo di salvare il modello europeo centrato sul welfare dall'incontro/scontro con quello americano/cinese attualmente vincente;
  2. se anche, invece, fossimo in grado di uscire dall'Euro e riavere una moneta sovrana nostra, potete stare certi che ci cercheremo e troveremo un altro Berlusconi, se non lo stesso modello Ra's al Ghul, che la utilizzi nel modo peggiore possibile per il nostro futuro: grandi opere inutili, grandi tangenti, saccheggio dell'ambiente e del territorio, e niente che davvero crei ricchezza diffusa in grado di perpetuarsi. Con l'applauso dei tanti a cui magari ha ritolto l'ICI, rimesso la scala mobile, raccomandato il figlio e permesso alla figlia di sognare un futuro da velina, chiudendo l'occhio se non paga le tasse mentre il pupazzo di turno al MEF si riempie la bocca di lotta all'evasione. Un film già visto, con l'aggravante delle mani libere, insomma.

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