LO STILE DI ROSETTA

Tengo questo blog per pura passione, eminentemente "politica" nel senso alto del termine, quello che mi hanno insegnato in una scuola ancora forse non rovinata da tante "riforme". La remunerazione è l'attenzione dei non molti ma crescenti lettori, che commentano più su Facebook che qui e sono più numerosi tramite Net1news che direttamente da qui: è normale. Oggi è successa una cosa che invece non è normale, e che anche fossi costretto a chiudere domani quest'avventura, con le ore che gli ho dedicato spesso sottratte al sonno (per diletto è anche perdi letto), la rende degna di essere stata vissuta. Ho avuto l'onore di ricevere questo messaggio, col permesso di pubblicarlo, ma il suo posto non è tra i commenti al post precedente ma in un post a sé, da adesso il primo nella mia classifica personale:
Sono Rosetta Neto Falcomatà, moglie di Italo Falcomatà. Ho avuto modo di leggere la pagina da Lei intitolata "Purtusa". Le scrivo innanzitutto per congratularmi per l'analisi precisa e puntuale che ha fatto della storia della nostra città: la memoria che Lei ha delle vicende politiche che si sono susseguite dalla rivolta di Reggio ai nostri giorni non fa una grinza e risulta ancor di più ammirevole anche per il fatto che Lei non vive in questa città ma viene raramente e, mi pare d'aver capito, in questi ultimi tempi malvolentieri. La volevo in ultimo ringraziare per il bel ricordo che conserva di mio marito: le sue parole oltre ad essere rispondenti al vero lasciano trapelare una sincera ammirazione e stima per l'uomo oltre che per l'amministratore. Dopo la morte di mio marito è stata creata la Fondazione Falcomatà, il cui obiettivo principale è coniugare, attraverso le varie attività, il ricordo e la speranza. Quanto Lei ha scritto è una spinta a continuare.
Che dire? Sono commosso, oltre che a mia volta "spinto a continuare". Grazie, signora Rosetta. Si vive e si lotta proprio per queste "piccole" cose.

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